FIFA 18: l’anno giusto non è questo

Il titolo EA Sports è il gioco di calcio definitivo? Probabilmente no.

Ve lo avevo già detto: settembre è il mese in cui sono più ansioso. Esce FIFA. Ogni anno, non appena provata la demo, voglio subito il nuovo gioco di calcio di EA Sports, anche se la versione di prova può non soddisfarmi, come a questo giro. In ogni caso, chi è fan di FIFA, lo compra quasi per partito preso. Perchè ci sono le licenze, perchè non è così arcade come PES, perchè i tiri sono belli e perchè c’è Ultimate Team. Ebbene, anche quest’anno ho sborsato i miei 60 euri per FIFA 18, e dopo averci passato sopra più di 40 ore, tra modalità Carriera, partite in locale e vari match online, posso dirvi come la penso. FIFA 18 non è assolutamente il gioco di calcio definitivo.

Partendo dal gameplay, è indubbio come questo sia migliorato. Il fatto di aver introdotto il nuovo motore grafico è un punto in più per la casa di sviluppo canadese, che ha voluto puntare sulla tecnica dei giocatori. Questo è infatti il plus delle nuove animazioni frame-by-frame: adesso i giocatori tirano al momento della pressione del tasto, cambiano direzione non appena decidiamo di dribblare dal lato scoperto, e la maestria tecnica sia del Ronaldo di turno che del giocatore col controller in mano viene valorizzata. Per un attaccante che dribbla c’è però un difensore che viene saltato, e qua arrivano decisamente le note dolenti. Come già evidenziato dalla demo, in FIFA 18 difendere è qualcosa di veramente difficile. L’intervento difensivo deve essere ponderato, non funziona più (ma questo già da tempo, anche se su FIFA 17 a volte ci si riusciva) correre incontro all’attaccante e poi intervenire: adesso bisognerà temporeggiare, gestire con sapienza il raddoppio di marcatura e interagire organicamente con i compagni di reparto, pena lasciare solo l’attaccante contro il portiere.

Vi sentireste al sicuro con quei due centrali schierati? Non dovreste.

E lasciare uno contro uno l’attaccante contro il portiere non è mai una bella cosa, soprattutto in FIFA 18. La parte peggiore del gameplay è proprio quella riservata agli estremi difensori. Se da un lato l’IA è stata migliorata negli attaccanti, che adesso evitano il fuorigioco e dettano passaggi con tagli che non si erano visti prima su un gioco di calcio, i portieri sono oscenamente scarsi. Ho fatto una partita contro un mio amico in locale (una delle prime, a dir la verità), io Juventus e lui Napoli, ed il risultato è stato un tondo 2-8 in suo favore. Non mi reputo scarso, anche se qualcuno direbbe che sono scarso a prescindere e che il mio stile di gioco è superato, e posso dire che Mertens e compagnia bella hanno segnato almeno la metà dei gol contro un Buffon inerme. Gli uno contro uno, appunto, sono risolti 8 volte su 10 in favore degli attaccanti, mentre i tiri a giro entrano sempre. Dimenticate i miracoli che si vedevano fare a Neuer o Handanovic lo scorso anno: a questo giro basta che il tiro sia indirizzato verso la porta per farvi leopardare le mutande. Il primo update (dopo quello classico del day one) dovrebbe assolutamente essere mirato alla correzione di questo grave errore di sviluppo.

Continuando a parlare di gameplay, l’ulteriore innovazione introdotta da EA Sports è quella relativa ai cross. Parliamoci chiaro: un anno fa, se aveste fatto irruzione a casa mia mi avreste trovato bestemmiante mentre con il Real Madrid provavo a segnare su calcio d’angolo, o su un cross proveniente dalla linea laterale. Quest’anno la solfa non è cambiata per quanto riguarda i calci d’angolo: per quanto mi riguarda, i difensori anticipano sempre gli attaccanti. La novità riguarda però i cross normali che arrivano in seguito ad un’azione: gli attaccanti adesso anticipano il difensore, spesso e volentieri con movimenti atti a sorprenderli, ma bisogna sottolineare che questo avviene quanto l’attaccante è più forte del difendente. Per intenderci, se state facendo un Barcellona – Guangzhou, probabilmente anche Suarez riuscirà ad anticipare il cinese di turno, mentre la situazione pare essere più livellata se il match è un Chelsea – Arsenal. Punto in più per gli sviluppatori, questo, che sono riusciti a migliorare una situazione di gioco riuscendo a dare un’opzione in più ai giocatori di FIFA 18.

Continuate pure a bagnarvi nella notte sognando imperiose testate su corner.

Dal mio canto non posso darvi un giudizio su Ultimate Team. Già dalla sua introduzione, avevo intuito che bisognava perderci su del tempo se volevo creare il mio dream team. Ci provai ma abbandonai quasi subito. Non mi va neanche adesso di giocare online con una squadra costruita a forza di euro, quindi mi astengo. Quello che posso dirvi è che la modalità Carriera è stata arricchita con chicche che fanno piacere a qualsivoglia giocatore della mia generazione che riesce ancora a giocare offline. La possibilità di discutere il contratto direttamente con l’agente ed il giocatore è un plus, così come lo è l’opzione di poter pagare la clausola rescissoria di un giocatore, saltando direttamente le trattative con la squadra e creare scompiglio nel mondo del calcio come un Al-Khelaifi qualsiasi. Un accenno, almeno, va fatto anche alla seconda puntata de Il Viaggio. Alex Hunter adesso è personalizzabile ed il plot viene arricchito con scelte e cliffhanger che fanno un baffo a Tom Cruise in Mission Impossibile. Nota di demerito per quanto riguarda il doppiaggio. Sebbene sia disponibile la lingua italiana, spesso Hunter risponderà in italiano a giocatori del calibro di Ronaldo, doppiati dagli originali in inglese, creando un effetto straniante che vi spingerà verso forbite imprecazioni. Superato questo impulso, tutto diventa più godibile.

Come avrete già capito, anche quest’anno FIFA 18 avrebbe potuto dare di più. Poteva essere migliorato il sistema difensivo (è necessario ribadirlo), ed i portieri verranno sicuramente potenziati, a meno che EA non abbia deciso di sviluppare interamente il suo business sui video dei best goal caricati sul suo canale YouTube. I match online risentono inevitabilmente degli stessi difetti a cui si aggiunge l’aggravante del lag per chi, come me, ha una linea che non si trova neanche nelle caverne siriane. Aspetto con ansia la prima patch, anche se il giudizio complessivamente si attesta un punto sopra la sufficienza. Le nuove animazioni sono gradevoli, malgrado a volte ci sia la sensazione di accelerazione innaturale, e la tecnica viene comunque premiata. Certo, se siete scarsi resterete scarsi, proprio come mi sono sentito rispondere dal mio amico dopo Juventus – Napoli 2-8. Ma c’è sempre margine di miglioramento.

Alessandro Naimo

Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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