Super Mario Run, il magnifico bluff

Quando l’idraulico ruba il mestiere al porcospino blu

 

Corre, salta al tuo ossessivo tastare lo schermo oleofobico del tuo dispositivo dalla mela morsicata. Accumula monete, annienta nemici e ingloba funghi di dubbia provenienza che lo fanno diventare più alto. Soprattutto, corre, corre e corre. Non si ferma mai. E non è Sonic, il corridore videoludico per antonomasia (almeno, per la generazione cresciuta negli anni Novanta), bensì il suo acerrimo e storico rivale, l’idraulico per eccellenza, Super Mario, che dal 15 dicembre sta scorrazzando sugli iPhone e iPad di mezzo mondo.

Annunciato in pompa magna negli scorsi mesi e presentato alla stampa come l’evento mobile della fine del 2016, Super Mario Run è un gigantesco, poderoso, luccicante bluff ben confezionato. Non siamo tuttavia parte di coloro che si sentono traditi perché si sono ritrovati non un gioco vero e proprio di Super Mario, ma un “giochino” ad uso e consumo dell’utente medio dello smartphone. Super Mario Run è nato proprio per questa fascia di pubblico, indi per cui non ci si può minimamente lamentare di quello che è il vero e proprio fulcro del progetto, ovvero la fruizione immediata e (apparentemente) semplice atta a sfruttare al massimo un dispositivo concettualmente completamente diverso dalla console. Un mondo colorato, non adrenalinico ma comunque in costante movimento e a portata di “tap” è ciò che Nintendo cercava, è ciò che Nintendo è riuscita a far volere dall’utenza mobile.

Il primo scontro con Bowser e i successivi livelli sono offerti al gentile pubblico per soli €9,99. Non si accettano rupie.

Una bella demo di tre livelli, poi spetta a noi decidere se vale la pena sborsare nove euro e novantanove centesimi per sbloccare tutto il resto. Anche qui, altre lamentele, francamente poco fondate, perché è stata fatta una scelta vecchio stile, ma tutto sommato onesta: Super Mario Run fa assaporare le meccaniche base del titolo, poi, qualora lo trovassimo effettivamente interessante, abbiamo la possibilità di acquistalo nella sua interezza e con la promessa solenne che non ci saranno orribili microtransizioni o irritanti “power up a pagamento” aggiuntivi. Nessuna facilitazione pro-spendaccione a la free-to-play, ma il classico “Ti piace? Compri. Non ti piace? Amen”. È qui il bluff ben confezionato di cui parlavamo, non in altro. Perché molti hanno creduto essere un videogioco completamente gratuito, ma, è giusto ribadirlo, non è una mossa per cui sentirsi completamente traditi. Se la prova risulta gradevole, è giusto pagare per qualcosa da gustare al 100%. Un po’ come i promoter del caffè nei centri commerciali: il primo assaggio è gratis ed è sacrosanto per testare la qualità effettiva del prodotto, se poi si è soddisfatti, si compra l’intera confezione, mica ci si lamenta accusando di taccagneria e avidità l’addetto alla vendita.

Torniamo a noi. Concettualmente, Super Mario Run ha una sua ragion d’essere, si colloca nel mercato mobile al momento giusto, tra la vendita di Nes Mini e l’annuncio di NX e subito dopo la parabola mostruosa di Pokemon Go. Tuttavia, è proprio il concept, l’arma vincente delle prossime tre settimane (l’hype iniziale è già discretamente scemato), che ci stupisce per come non sia stata Sega (la software house, non altro, sporcaccioni) a pensarci e a proporre un “Sonic Run”. E qui si palesa ancora una volta l’abilità di Nintendo a cogliere al volo l’occasione oltre che a confezionare bluff in maniera magistrale: sarebbe stato un ottimo trampolino revival per il porcospino blu, dopo incarnazioni di dubbio gusto, per tornare alla ribalta, sfruttando lo zenit dell’amore per l’unione tra vecchie glorie e nuove tecnologie, e invece…

Di tanto in tanto, immaginiamo Sonic al posto di Mario scorrazzare in lungo e in largo

Detto ciò, l’approdo di Super Mario su dispositivi differenti dalle classiche console è una mossa felice per mammà Nintendo, che con un concept semplice eppure efficace stuzzica non poco la curiosità dell’utente occasionale. Certo, il prezzo per portare su iPhone o iPad l’offerta completa scoraggia molti, soprattutto a causa della ormai consueta pretesa di avere tutto gratis o spendendo il minimo possibile, ma il grande bluff ha dato i frutti sperati: i riflettori (e gli indici) sono puntati tutti su Nintendo, conseguentemente si parla dei piani futuri del colosso nipponico e di riflesso di Nintendo NX. Insomma, si parla di Nintendo. Bene (buona parte della stampa videoludica) o male (qualcuno che non avendo nulla da fare, taccia Super Mario Run come gioco sessista), purché se ne parli.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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