Zlatan Legends: essere Ibra non è così semplice

«Io sono Zlatan, e voi chi cazzo siete?»


Quando ho saputo che sarebbe uscito un gioco interamente basato su Zlatan Ibrahimovic ho fatto i salti di gioia. Neanche il fatto che il gioco fosse per mobile ha smorzato il mio entusiasmo, per quanto io non giochi quasi mai col telefono/tablet. Il poter giocare nei panni di Zlatan, di poter fruire di una narrazione che al centro mettesse il gigante di Malmö, la sua faccia tosta ed il suo egocentrismo sono i fattori che hanno fatto sì che il mio hype nei confronti di Zlatan Legends schizzasse alle stelle. Parliamoci chiaro: Zlatan Legends è un giochino che probabilmente in pochi, se non pochissimi, avranno sul loro smartphone. Lungi dal parlare di calcio su questi lidi, io sono un fan di Zlatan in prima persona. Per me Ibra viene prima di Ronaldo e Messi. Anni fa mi addormentavo mentre guardavo il servizio sui suoi 100 gol in Serie A. Mentre si parlava di calcio, ho fatto questa confidenza ad un paio di amici: da tifoso del Milan, se Ibra dovesse tornare, comprerei il primo, il secondo ed il terzo completino, tutti col suo nome. Ed anche il completino del portiere targato Ibra col numero 10, era questa la confidenza. Adesso, dopo aver cercato di rendere l’idea del perchè io mi sia fomentato così tanto per Zlatan Legends, ne possiamo anche parlare.


Più sopra ho scritto che Zlatan Legends (da qui in poi ZL) è un giochino, ma non è esattamente così. Un po’ a sorpresa, dopo l’installazione ed il primo caricamento, ci viene mostrata una serie di artwork discretamente realizzati che mostrano di cosa si sta parlando. Lo scenario che fa da sfondo è quello di Pivos, pianeta al centro del multiverso, un posto dove tutti gli altri universi possono confluire annullando la distanza dello spazio e del tempo. Il capo dello spazio e del tempo (il cui nome è indicibile) decide di organizzare un torneo per ragioni che non ci è dato conoscere, un torneo a cui parteciperanno i migliori rappresentanti di tutti i pianeti scelti tramite un’apposita tecnologia. Immagino che non sia difficile per voi che leggete immaginare chi venga scelto come rappresentante della Terra dei giorni nostri. Esatto, Zlatan Ibrahimovic. Ibra, al contrario, non è sorpreso della scelta, e lo capiamo dal modo con cui risponde alla giornalista, da come arriva su Pivos e dalla sua tenuta per l’occasione, una t-shirt bianca. A questo punto scatta il cliffhanger iniziale. Visto che all’interno del multiverso non esiste una sola Terra, non esiste neanche un solo Zlatan. Se Zlatan è il migliore della Terra, anche gli altri pianeti Terra avranno il loro Zlatan. E così è. Ibra si trova faccia a faccia con tanti altri Ibra, tutti campioni della Terra. Non poteva essere altrimenti visto che, come viene detto, i campioni che si sfideranno sono stati scelti tramite un dispositivo tecnologico che ha selezionato i migliori atleti per ogni pianeta. In perfetto stile Zlatan, i migliori sono tutti Ibrahimovic. La disamina della trama non è fondamentale per giocare, ma ci fa capire come ISBIT, la casa che ha sviluppato il titolo, abbia colto perfettamente lo spirito di Ibra e lo abbia trasposto per la prima volta all’interno di un videogioco, riuscendo a farci sentire i più forti del mondo (ma solo per un momento, perchè non siamo Zlatan).

Nessuna sorpresa per Zlatan, tutto prevedibile.

Indossata la nostra tuta, necessaria per giocare, parte il tutorial. Ci viene spiegato che il gioco non consiste altro che in un percorso da portare a termine a forza di pallonate. Ibra lancia la sua driftball, una palla che può rimbalzare sui muri gialli ma non su quelli blu, che perde potenza man mano che viaggia lungo il percorso, ma che può essere indirizzata verso acceleratori che permettono di recuperare secondi. Il percorso, infatti, è a tempo, anche se non mancano le solite cose da collezionare come le lettere del nome Zlatan, o sfere luminose che conferiscono un bonus rispetto alla quantità raccolta. Il gameplay non è accattivante, i percorsi sono quasi sempre gli stessi, suddivisi per arene e per difficoltà. Per ogni arena ci sono quattro livelli di difficoltà, cambiano i boss (ovviamente i boss sono gli altri Zlatan, non occorre altro) e la rigiocabilità del titolo è inversamente proporzionale alla noia. Oltre alla storyline principale sviluppata con le arene, che può essere giocata online, con tutti i bonus aggiuntivi del caso, o offline, c’è un’altra modalità, nel momento in cui scrivo, ovvero la Lega. Nella Lega, gli sfidanti di tutto il mondo si sfidano a chi è il migliore (che resta sempre Zlatan). Si parte con una fase di qualificazione durante la quale si hanno tre tentativi per riuscire a fare il miglior tempo nel percorso e classificarsi nelle diverse fasce. All’interno di ogni fascia si ha poi la possibilità di sfidare gli altri giocatori per riuscire a scalare la classifica e ottenere trofei. Ogni fascia, ovviamente, ha diverse ricompense per il giocatore. Se dalla descrizione vi sembra un casino, non siete molto lontani dalla realtà.

Zlatan mette subito in chiaro come funzionano le cose.

Essendo sviluppato per mobile, ZL è basato sulle logiche dei vari Clash of Clans, Temple Run, eccetera, che hanno fatto fortuna. Parlando di Zlatan, è possibile ottenere vari collezionabili tramite dei forzieri, il cui loot è necessario per abbellire il nostro Ibra come più ci piace. Si può cambiare la tuta, la posa con cui Zlatan si mostra al mondo, la driftball, la scia della driftball: tutto questo per rendere il nostro Zlatan il più bello di tutti («Come se ce ne fosse bisogno», immagino sia stata la sua risposta). Oltre ai collezionabili, ci sono i token. Starete pensando ad un paio di token, magari uno per i power-up e uno per i forzieri. E vi sbagliate. Ci sono almeno quattro tipo di token diversi. Innanzitutto, i power-up sono divisi per abilità e per scoperta dell’abilità. Prima di poter potenziare un’abilità dovete scoprirla. C’è un tipo di token che vale per entrambe le cose. Poi esistono i token per giocare online, quelli per sbloccare i forzieri, quelli per partecipare alla Lega, e altri tipi che non sono riuscito ad usare. Mi stupisce che non ci sia un token per avviare il gioco. Ovviamente i token si acquistano in due modi: o con le monete, guadagnabili dopo ogni percorso affrontato, o con i soldi veri, reali. Cioè pagate, e Zlatan sarà più forte. Dopo i token ci sono anche i ticket, ovvero i biglietti necessari per giocare. Si hanno 10 ticket inizialmente, e ogni percorso ne richiede uno. La fine dei ticket comporta la solita rottura di palle del dover aspettare perchè questi si ricarichino: potete andare a fare la spesa, giocare a FIFA o guardare tutti i gol della carriera di Ibra, nel frattempo che i tornino ad essere 10. O pagate, naturalmente. Ad onor del vero va detto che non sono riuscito a finire i ticket in un’ora e mezza. Come già detto, queste sono tutte logiche mutuate da altri giochi che hanno davvero fatto la fortuna dei loro sviluppatori, e che ISBIT GAMES ha pensato di riproporre in ZL in maniera caotica e confusionaria, anche con poca cura di alcuni dettagli, come ad esempio il fatto che il gioco (ed il video di partenza) parta in inglese e che la possibilità di cambiare lingua venga data solo dopo averci fatto leggere tutto.

L’interfaccia ci fa capire quanti soldi dovremo spendere per avere tutto nel nostro inventario.

Paradossalmente ciò che più mi ha divertito non è stato il gameplay, ma il suo contorno. La fase iniziale del gioco, quando ci viene mostrato perchè Zlatan vuol fare concorrenza a Tony Stark con quella tuta, ma anche i caricamenti. Durante il caricamento, infatti, Ibra ci parla. Frasi come «There are two kinds of people: Zlatan and not Zlatan» oppure «I’m the ultimate winning machine» oltre che a far sorridere, fanno anche pensare che forse solo Zlatan saprebbe destreggiarsi con naturalezza all’interno di un casino del genere. Simpatico anche il fatto che la prima tuta ad esserci elargita dall’algoritmo sia chiamata Enzo, proprio come la Ferrari Enzo che Ibra ricevette per il suo trasferimento alla Juventus. Va comunque sottolineato lo sforzo di ISBIT GAMES nel creare un gioco su Ibrahimovic. La sfida era ardua, quasi un’impresa, ma in ogni caso Zlatan Legends è un giochino per mobile che qualsiasi fan di Z. dovrebbe avere nel suo smartphone o tablet, anche senza giocarci, anche con tutti i suoi difetti. Il fatto di poter sbloccare il telefono e vedere l’icona con sopra la faccia digitale di Ibra mi rincuora, mi dà sicurezza, facendo riecheggiare nella mia testa frasi motivazionali del calibro di «Training is the only way for perfection» e spronandomi a fare meglio. Dobbiamo dare del tempo a Zlatan Legends per tirare fuori tutto il suo potenziale (la sezione Eventi è, ad esempio, ancora bloccata) però è già un punto di partenza. E chissà se un giorno verrà fuori un gioco su Ibra davvero perfetto. Ma d’altronde si sta lavorando su un soggetto perfetto, e la perfezione, si sa, non può essere ricreata.

Alessandro Naimo

Alessandro Naimo

Cerco di appassionarmi al marketing per sopravvivere. Spazio dalle arancine alla musica agli Happy Three Friends. Terrone dentro, morbido fuori.
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