Deep Steam: Cowboy Zombie

 

Grandi mode del momento in un unico videogioco: non-morti, cowboy e formule matematiche.

Ci vuole sagacia tattica e genio dell’automarketing nel cavalcare (termine mai tanto appropriato quanto adesso) i trend del momento. Con gli zombie ormai dovunque, e con il selvaggio west periodicamente riesumato dalle tombe da fenomeni pop come Red Dead Redemption, è una grandissima idea quella di unire le due cose, e scegliere come protagonista del proprio videogioco un Cowboy Zombie.

Il problema poi è che bisogna scendere a patti con la propria natura di singolo sviluppatore indipendente, quindi i grandiosi intrecci narrativi cui potrebbe dare adito un’idea del genere devono essere abbandonati in virtù di qualcosa di realizzabile più rapidamente e con fondi e competenze non da UbiSoft o Electronic Arts. Bogdanehi ha anche un’esperienza che parrebbe limitata: su Steam a suo nome escono soltanto questo gioco e tale Yeti Adventure, un platform basato sulla logica che tanto ricorda Kinder Fresh Adventures per grafica e fluidità di locomozione, e che garantisce come elementi di gioco “Ice & Cold, Wind Magic, Penguins, Puzzles, Adventures”. Effettivamente sono stato combattuto fino alla fine su quale tra i due titoli provare, ma il meccanismo di gioco senza precedenti di Cowboy Zombie ha alla fine eliminato ogni mio dubbio.

Il risultato giusto è ovviamente Il diaulo

In Cowboy Zombie, realizzato con degli sprite per i quali PopCap o Mobigame (quelli di Plants vs Zombies e Zombie Tsunami) potrebbero portare lo sviluppatore in tribunale, l’unico obiettivo è quello di fare stare il protagonista in equilibrio su un cavallo da rodeo (o un maiale, o un toro, a seconda dela difficoltà). Per farlo, però, non occorre come ci si aspetterebbe giocare di fine equilibrio sulle freccette sinistra e destra, bensì risolvere operazioni matematiche.

Con ogni operazione vengono dati 10 secondi (nei livelli di difficoltà più elevati ridotti a 7 o 5 secondi) di tempo per risolverla, cliccando su uno dei tre risultati possibili. La serie di task è infinita, e parte da baggianate come 2+7 per arrivare a catene di moltiplicazioni risolubili realisticamente soltanto cliccando a cazzo su una delle tre opzioni. A ogni errore si perde un pezzo dello zombie: la testa per prima (anche se The Walking Dead insegnerebbe che questo dovrebbe far perdere il controllo del resto del corpo) poi il braccio 1, poi il braccio 2, poi un altro pezzo non meglio specificato che sembra un altro braccio, infine il torso. Torso = game over.

Ultimi arrivi per zombie fashion-blogger

A garantire una sfavillante longevità, che porta il tempo necessario a fare tutto quello che c’è da fare a una quindicina di minuti abbondanti, sono i difficilissimi achievement proposti e il negozio di potenziamenti. I trofei, quattro, sono degni di nota principalmente perché si trova fra di loro l’immancabile errore grammaticale dello sviluppatore slavo (“Answer the 50 questions in a row”). Nel negozio (dove è possibile comprare già tutto dopo 5 minuti di gameplay) si trovano 3 diversi set di armature, che garantiscono allettanti bonus come +1/+2/+3 secondi, vite o possibilità di scartare domande troppo difficili.

Dopo aver saggiato la mia residua competenza e rapidità in matematica di base, arrugginita da anni di liceo e università in cui ti svelano che usare la calcolatrice è non solo legittimo ma anche raccomandato (se si fa eccezione per i professori di Analisi, che continuano nella loro antitecnologica lotta contro i mulini a vento), ho chiuso la mia esperienza con Cowboy Zombie chiedendomi quanto sarebbe stato bello se, da bambino, mi avessero insegnato a fare i conti rapidamente in questo modo. Adesso hanno anche le L.I.M., possono veramente farlo. Cazzo fatelo, maestri elementari, mettete là Cowboy Zombie a dimensione lavagna e chiedete così al vostro pubblico in grembiule quanto fa 8-3. “Veloce, veloce!” “Dai Elisabetta, che gli si stacca la testa!” “Dai, tocca a te Matteo, fallo restare in bilico sul maiale”. Quando in futuro ci sarà enorme concorrenza per i nobel in matematica ringrazierete Bogdanehi e me.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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