La Nostalgia fa 90: Spyro the Dragon

Spyro - Soldati Pacificatori

Draghi inetti, orchi arrabbiati, soldati calabrache e folli supercariche concatenate 

Tra i tanti videogiochi novantini ce n’è uno in particolare che per una qualche ragione associo al periodo natalizio e che, ad anni alterni, sento l’esigenza di ritirar fuori durante gli ultimi giorni dell’anno. Sto parlando di Spyro the Dragon, primo capitolo di una serie in principio fortunata che ha in seguito conosciuto uno dei più orribili declini dell’intero mondo videoludico. Assieme ad un gameplay coinvolgente e ad un’ottima grafica per l’epoca (tutti i livelli sono interamente in 3D, a differenza di molti giochi coevi ancora in 2D o “2.5D” come la serie Crash Bandicoot) ciò che ha contribuito a fare dei primi episodi targati Insomniac dei capolavori senza tempo è la colonna sonora, opera del batterista dei The Police, Stewart Copeland. Ad ogni livello del gioco corrisponde infatti una diversa traccia di sottofondo, unica e capace di creare la giusta atmosfera.

Il protagonista è un piccolo draghetto viola che, grazie alle sue dimensioni e ad una notevole dose di C, è riuscito a scampare a un incantesimo del malvagio Nasty Norc (o Gnasty Gnorc) che ha trasformato in statue di cristallo tutti gli altri draghi. Compito di Spyro è quindi quello di trovare e salvare i suoi simili e recuperare tutte le gemme e tutte le uova di drago ad essi sottratte dai tirapiedi di Nasty. Per far ciò il nostro eroe dovrà vagare per tutte e cinque le regioni del regno dei draghi, passando da ridenti colline a putride paludi, da gelate vette montane a torridi canyon, fino a castelli fatati dalle atmosfere sognanti. Recuperato il recuperabile e salvato il salvabile, Spyro potrà infine recarsi nel mondo di Nasty per la resa dei conti.

Spyro a confronto

Paragone grafico: a sinistra Spyro, a destra un più recente sgorbio omonimo

Arrostire e incornare una moltitudine di pastori decrepiti, milizie cacasotto, orchetti ritardati, fattucchieri da quattro soldi, omini incappucciati e mostriciattoli vari. Potrebbero sembrare imprese da nulla per un drago. E invece no. Non lo sono perché Spyro è un drago minuscolo ed inetto, incapace di volare (anche se inspiegabilmente acquisisce temporaneamente tale abilità nei livelli di volo), di nuotare (muore al contatto con l’acqua) e vulnerabile persino agli attacchi dei moscerini. Per questo motivo è costantemente accompagnato da una libellula, Sparx, che gli fa da guardia del corpo prendendosi in sua vece le peggiori mazzate e che recupera energia e salute cibandosi di farfalle che, per oscuri motivi, fuoriescono da pecore, capre, topi, pipistrelli e ogni altro singolo animale popolante i mondi dei draghi.  Spyro è inoltre naturalmente incapace di far fuori i nemici più ostici con i suoi poteri regolari e ha quindi bisogno di ricorrere a potenziamenti dati dai baci delle fate e dalle rampe per la supercarica. Di tutti i grandi e grossi draghi liberati, invece, nessuno si preoccuperà mai di dargli una mano. Il massimo che si otterrà da loro sarà un qualche consiglio utile di tanto in tanto e assai più spesso un semplice “Grazie per avermi liberato”. Detto ciò svaniranno nel nulla, inghiottiti da un bagliore accecante.

Spyro - Pastori

“VUGNUMAÁ!”

Per quanto Spyro the Dragon sia stato concepito come gioco per bambini, in esso sono tuttavia presenti una serie di livelli che per essere completati richiedono ottime doti di osservazione, una buona dose di pazienza ed una discreta abilità con il controller. Tra questi i voli – in particolar modo gli ultimi due – ma soprattutto Tree Tops e Torri Spettrali. Il primo è ambientato in una foresta di giganteschi alberi cavi, putrefatti e sospesi nel vuoto o che comunque sembrano svettare ad altitudini mesosferiche. La difficoltà sta nel fatto che per raggiungere una piattaforma straordinariamente distante dagli altri alberi è necessario ingegnarsi, inventandosi delle rotte folli che permettano di combinare più supercariche in successione. Risultato: ore di vagabondaggio, osservazione, ragionamenti, calcoli e innumerevoli tentativi conclusi con una caduta nel vuoto e una vita persa.

Per quel che concerne Torri Spettrali invece il problema nasce dalla presenza di un’area abilmente occultata e che, anche in questo caso, può essere raggiunta (forse) solo dopo ore passate a scervellarsi scrutando scrupolosamente l’intera superficie del livello. Ricordo di aver preso a testate con la supercarica ogni singolo mattone dei muri del castello e di aver provato ad incenerire qualsiasi parete con il fuoco potenziato nella speranza che si aprisse un qualche passaggio segreto o si attivasse un qualche ascensore. Niente. Dopo mesi di esplorazione, tentativi infruttuosi e una telefonata all’assistenza Powerline per verificare che non vi fossero bug che impedivano il completamento di questo livello – la risposta fu ovviamente negativa – infine mi arresi. Mi procurai una rivista con la soluzione completa del gioco. Pur sentendomi incredibilmente stupido e disonesto, potei tornare a dormire sonni tranquilli.

Spyro - Torri Spettrali

Un’apertura sul soffitto per un secondo piano irraggiungibile. Mille ore passate ad escogitare mille metodi fallimentari per raggiungerlo. Millemila volte mille fallimenti.

Antonino Lena

Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).
Antonino Lena

About Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).

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