La Nostalgia fa 90: Kula World

Kula World

Le eteree avventure di una schiatta di palloni da spiaggia. Un gioco campato in aria.

Avete presente il significato dell’espressione “essere al settimo cielo”? Si tratta di quello stato d’animo di massima felicità e soddisfazione, di assoluto appagamento, derivante, ad esempio, da un successo che ha richiesto un notevole impegno. Come raggiungere il settimo cielo? Be’, questo dipende da che tipo di persona siete. In attesa dell’immancabile e di certo più esauriente tutorial di Aranzulla, posso improvvisarmi vostro mentore e indicarvi un paio di vie da seguire in ambito videoludico. Se siete delle capre molto materialiste, potete provare con uno degli Ace Combat, puntare il muso del vostro velivolo dritto verso il cielo e fallire miseramente una volta toccata l’invisibile volta celeste posta a X mila piedi d’altitudine, andando in stallo e precipitando rovinosamente come degli Icari scottati. Oppure potete provare con Kula World, vestire i panni di un pallone da spiaggia ed intraprendere un’odissea attraverso intricati sentieri di mattoni che si snodano in mezzo al cielo – non si sa se proprio il settimo, magari sì. Ad ogni modo poco importa, quale che sia il cielo d’ambientazione, Kula World è uno di quei rarissimi videogiochi il cui completamento può trasformarvi in raggianti trionfi di superbia e soddisfazione.

Kula World Menu

Sviluppato da Game Design Sweden AB e uscito come esclusiva Play Station nel 1998, il gioco acquisì in breve tempo una discreta notorietà grazie alla versione di prova, presente su un’infinità di dischi demo, ufficiali e non. Praticamente chiunque abbia avuto una Play Station ha anche provato la demo di Kula World. Ciononostante non ne sono state vendute tantissime copie, solo 150.000 in tutto il mondo. Il nome del gioco deriva dallo svedese Kula, cioè “sfera”. Come già detto in precedenza, infatti, ci ritroviamo nei panni di una serie di palloni da spiaggia (uno diverso per ogni mondo), sospesi in aria, in mezzo al cielo, su dei labirintici conglomerati di blocchi cubici. Obiettivo è raccogliere le chiavi sparse per il livello, necessarie ad attivare l’uscita, e trovare quindi la via per raggiungere quest’ultima prima dello scadere del tempo. I comandi di gioco sono estremamente basilari e limitati al solo uso dei tasti direzionali per i movimenti e del tasto X per saltare. Altrettanto semplici sono anche i primi livelli ambientati in Egitto, quelli noti ai più grazie alle demo, abbastanza lineari e privi di difficoltà. Nulla lascia presagire al giocatore ciò che lo attenderà nei mondi successivi: livelli progressivamente sempre più intricati, blocchi invisibili, semoventi, ghiacciati, incandescenti, a senso unico, friabili e solidi a intermittenza. Ad arricchire lo scenario di ciascun livello troveremo inoltre una moltitudine di denari sonanti, gemme sbrilluccicanti, clessidre da sfruttare per ottenere prezioso tempo extra, pillole multicolori, catapulte, portali per il teletrasporto e una vasta gamma di trappole e minacciosi oggetti acuminati pronti a bucare ‘sto pallone.

Kula World Pills

“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio.”

Le avventure della nostra Kula passano attraverso dieci mondi, tutti caratterizzati da ambientazioni storiche, mitiche o fantastiche: si va dalle piramidi egiziane a quelle mesoamericane, dai freddi colori di paesaggi polari a quelli caldi di Marte, arrivando infine alle suggestive atmosfere atlantidee e a più inquietanti scenari post-apocalittici. Nel creare l’atmosfera di ogni mondo gioca un ruolo importante anche la colonna sonora, opera degli svedesi Twice a Man, che ci terranno compagnia durante le nostre ore di vagabondaggio rotolante con una serie di piacevoli brani di elettronica ambient strumentale.

Ognuno dei 10 mondi consta di 15 livelli standard e 3 bonus, accessibili solo dopo aver raccolto i 5 frutti (sempre ingurgitati da Kula tra rumorosi schiocchi di lingua) presenti nei livelli precedenti. Peculiarità dei bonus sono l’atmosfera psichedelica e la mancanza di chiavi e uscite. Per completarli bisogna semplicemente “accendere” tutti i blocchi rotolandovi sopra. Altra particolarità è che fallendo al primo tentativo si passerà direttamente al livello successivo senza avere una seconda possibilità, cosa abbastanza antipatica. Esiste poi anche una serie di livelli segreti, ambientati nello spazio aperto e accessibili solo attraverso delle uscite secondarie che compaiono in luoghi difficili da scorgere e raggiungere. Infine, una volta completati tutti i 150 livelli, si sbloccherà una nuova modalità di gioco, The Final, costituita da altri 20 livelli dalla difficoltà estrema.

“Qui la roccia è tutta franabile”

Fattore comune a tutti i livelli e tutti i mondi è la misteriosa forza di gravità. Ogni blocco sembra infatti avere un centro di gravità proprio, tale da tenere Kula sempre ben aderente alla superficie di ognuna delle sei facce, indipendentemente dall’orientamento di queste rispetto al pianeta sottostante. Tale forza sembra quindi abbastanza forte da superare quella di gravità terrestre (che sembrerebbe essere nulla dato che si cade nel vuoto in qualunque direzione), ma comunque anche tanto debole da non impedire un eterno precipitare se sbaglieremo un salto di pochi centimetri.

Kula World Azteca

Eah eah eah EAH EAH EAH!

Bizzarrie fisiche a parte, Kula World è uno di quei videogiochi unici nel suo genere che ha segnato la storia della Play Station nonostante le poche copie vendute all’epoca della sua uscita. È uno di quei videogiochi che richiede più capacità logiche che abilità col controller, un gioco in grado di stimolare l’intelletto del giocatore spingendolo oltre il limite ordinario per trovare soluzioni a livelli a volte all’apparenza impossibili. Credo sia per questo che riesce a regalare grandi soddisfazioni ed è rimasto così indelebile nella memoria di tanti appassionati.

Antonino Lena

Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).
Antonino Lena

About Antonino Lena

Classe novanta ma abbastanza novantenne dentro. Infedesso procrastinatore seriale. Relativamente nostalgico degli anni Novanta (fino al millenovecentonovantasedici) e di altre epoche non vissute. In breve una sorta di ibrido allo stato bradipo tra Brontolo (il nano), Brontolone (il puffo) e Paperino (il papero).

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