Fire and Stone: Alien vs. Predator – impronosticabili faccia a faccia tra brutte facce aliene

Il terzo volume della collana di Dark Horse sfodera la cavalleria pesante in cento pagine di combattimenti dagli esiti incerti.

Da tempo una guest star fissa dell’Alienverso, il bonaccione Predator non poteva certamente mancare nella serie di Dark Horse Comics (portata in Italia da Saldapress) Fire and Stone, di cui ci eravamo già gustati con curiosità e orrore sempre crescente i primi due episodi (qui Prometheus, qui Aliens). Con la razza di infallibili cacciatori dello spazio ovviamente l’interesse saliva alle stelle, ed è per tal motivo che, dei tre finora editi, è questo il volume dove la serie raggiunge il picco della sua inattesa originalità.

Ma per cominciare, la trama: l’anno è sempre il 2219, e ci si riallaccia immediatamente a ciò che era successo nel primo volume. Il marine Galgo è appena fuggito sulla Perses dal pianeta LV-223, tradendo e lasciando a morire tutti i suoi ex commilitoni. Nel frattempo, sulla nave di comando Helios, il sintetico Elden, precedentemente sottoposto dal dottor Francis a esperimenti andati un pochino male e diventato una sorta di immortale mastermind degli xenomorfi, cerca di stabilire un contatto per quelli che sembrano evidenti propositi di mortale vendetta. Nel frattempo, a spargere un po’ di pepe ad un party già ricco di creature mostruose e affamate, ecco arrivare furtivamente un drappello di Predator ovviamente intenti nel loro più giocoso passatempo estivo: trasformare creature viventi in trofei.

Una situazione iniziale tesa e (a dire il vero) anche un po’ confusa, che riesce però lungo il corso del volume a sciogliersi in una serie di sviluppi atipici e inaspettati per le forze in gioco. Le relazioni di forza vengono stravolte più e più volte, con i Predator che si trovano a svestire il loro ruolo di predatori Alpha per cominciare a dovere lottare per sopravvivere, con esseri metà robot e metà qualcos’altro che imparano passo dopo passo cos’è la sofferenza. Con un Elden, personaggio dalla caratterizzazione per nulla scontata, che dimostra d’essere qualcosa di diverso (e di più) da un tipico supercattivo privo di razionali motivazioni per le proprie azioni, al di fuori del cieco desiderio di sangue.

Assolutamente funzionali a quanto descritto i tratti di Ariel Olivetti, precedentemente impegnato per The Punisher, che non sono sicuramente limpidissimi e precisissimi (il personaggio di Elden, invero complessissimo, si trova spesso completamente trasformato tra una tavola e l’altra) ma che si rivelano perfetti nel veicolare la sempre presente sofferenza dei personaggi, che siano umani, alieni, o indefinibili cose nel mezzo. Qualche passettino indietro rispetto ai predecessori, forse, per quanto riguarda la sceneggiatura, probabilmente troppo improntata in queste cento pagine in una estenuante royal rumble a più round sui corridoi di una nave spaziale. A nobilitare la trama ci pensano dei significativi e inaspettati momenti di introspezione con pillole quasi filosofiche, che da bocche inumane fanno pronunciare interrogazioni sull’esistenza in cui anche dei miseri uomini, a loro modo, potrebbero ritrovarsi.

Rapidissimo nel leggersi e comunque sempre tesissimo, Fire and Stone: Alien vs. Predator è un fumetto solo parzialmente interlocutorio, come inevitabile per uno snodo centrale di un’opera in cinque volumi. I pochi sviluppi sugli ancestrali fluidi costruttori e distruttori di vita alieni, protagonisti dell’intera saga, e una chiusura angosciante e ansiogena, garantiscono ancora una volta il mantenimento di una elevatissima aspettativa per il prossimo capitolo. Dove -a giudicare dal titolo, monopolizzato dal solo Predator- si potrebbe veramente tornare a cacciare.


ABBIAMO PARLATO DI…

Alien vs. Predator
(Aliens: Fire and Stone 3/5)
Christopher Sebela, Ariel Olivetti
SaldaPress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 108 pp., col

Riccardo Coppola

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Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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