Fire and Stone: Alien vs. Predator – Strane alleanze per trofei prestigiosi

Inedite squadre di caccia tra umani e predatori, nel quarto volume della saga edita da SaldaPress.

I fumetti, non esclusivamente quelli di fantascienza, sono popolati di cose che non esistono. Fra queste, a spiccare è essenzialmente la giustizia, il karma. Quello di cui nel mondo reale al di fuori delle pagine non c’è mai stata testimonianza, con i peggiori scaltri bastardi come Neymar che la fanno sempre rigorosamente franca e ottengono ciò che vogliono tramite mezzucci e senza conseguenze. Nei fumetti invece no, non è possibile. Nel primo volume di Fire and Stone: Prometheus, Galgo Helder aveva ben deciso di fare un’uscita in stile “130 si volaaaaaaaa” per scappare dall’orribile satellite LV-223, lasciando tutti i suoi ex-compagni a crepare per mano di ingegneri e xenomorfi. La sorte della science fiction, a questo punto, non poteva limitarsi a somministrargli la rottura di cazzo di un gattino fra le ruote della macchina, e quindi gli propone la bella sorpresa di un Predator (sfregiato, per giunta) imboscato, per motivi insondabili, all’intero della nave.

 

In realtà al “buon” Galgo non va a finire poi tanto male: obiettivo del Predator è infatti quello di ottenere uno strappo, di nuovo su LV-223, per completare la sua collezione con la figurina più prestigiosa, il cranio di un ingegnere. Con l’umano fisicamente costretto a riportarlo indietro e ad accompagnarlo durante la battuta di caccia, viene a instaurarsi una strana bromance interraziale, con i due che riescono in qualche misterioso modo a comunicare e ad intendersi e, da un certo punto in poi, un’inaspettata propensione a fare squadra. La trama di Fire and Stone: Predator può essere sintetizzata interamente in queste poche righe e non c’è nessuno spazio per colpi di scena: manca l’intospezione (a tratti molto interessante, a tratti non riuscitissima) di cui era stato soggetto Elden nel volume Alien VS Predator, manca qualsivoglia rivelazione sul vastissimo universo che coinvolge le creature nate nel mondo del cinema grazie a Ridley Scott e John McTiernan.

Eppure il semplicissimo intreccio regge, grazie a un ritmo veramente serrato, a una manciata di vignette che riescono a far sorridere e all’immancabile violenza che pervade ogni tavola. Aiutano allo scopo i disegni di Christopher Mooneyham (vagamente caricaturale nei tratti umani ma sempre prodigo di dettagli quando si tratta di mostrare cicatrici o sangue) e i colori di Dan Brown (non quello del Codice da Vinci) che regalano, specialmente in alcune prepotenti splash spage, un grande pregio estetico al volume. Un penultimo capitolo molto hollywoodiano che si legge d’un fiato, e che lascia ancora una volta in sospeso in attesa della prossima -e definitiva- resa dei conti.


ABBIAMO PARLATO DI…

Predator
(Aliens: Fire and Stone 4/5)
Joshua Williamson, Christopher Mooneyham
SaldaPress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 108 pp., col

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *