Fire and Stone: Prometheus e il ritorno dell’Aliens Universe

In vista di Alien: Covenant, SaldaPress porta in Italia tanti tasselli dell’enorme mosaico dell’AlienVerso

E’ un momento felice per gli orrendi Alien, e siamo molto contenti per loro: solo due giorni fa era l’Alien Day, e le bacheche di tutto il mondo si sono ritrovate invase di GIF di Ripley ricoperta di bava. Soprattutto, è ormai questione di giorni perché Alien: Covenant approdi al cinema, inserendosi nel mezzo della trilogia prequel come seguito diretto del controverso Prometheus, che arrivò nelle sale assieme al suo auto-cesareo ormai 5 anni fa. In vista di questa attesissima uscita, la sempre generosa SaldaPress rispolvera l’Aliens Universe con una serie di interessanti iniziative all’esordio assoluto in territorio italiano: un cartonato per ricchi (Aliens: Origins) in edizione superspeciale, un seriale mensile spillato (Aliens: Defiance, prima uscita già distribuita nelle edicole) e soprattutto Fire And Stone, a oggi forse la serie che spazza con più meticolosità l’intero Aliens Universe. Articolata in 5 volumi brossurati (originariamente anch’essi 18 snelli albi spillati) la collana incontra gli Alien propriamente detti e gli Ingegneri, Sintetici assortiti, altre strane brutte creature senza nome e financo le storiche guest-star Predator, parte del franchise ormai dagli anni ’80, tempo dei primi fumetti crossover ad opera di Randy Stradley.

Il primo volume, Prometheus, si inserisce nella timeline 40 anni dopo la fine gli avvenimenti esplorati nel film, e con un intreccio che al film è parzialmente sovrapponibile. La nave Geryon, ai comandi di una inizialmente criptica Angela Foster, atterra sulla luna LV-223 ufficialmente per il recupero di reperti dal valore inestimabile dall’interno di un relitto. Come in piena e prevedibile tradizione Alien, tutti si risvegliano dalla lunghissima criostasi in piena aria da festicciola cazzona da college, e le prime pagine si snodano tra le riprese di un filmino-ricordo ad opera della cameraman Clara Atkinson, e le boiate da spaccone dell’immancabile tamarro Galgo Helder. In realtà, come si scoprirà soltanto una volta atterrati e una volta cominciata la conta dei feriti e dei morti, le motivazioni della Foster sono ben diverse da una semplice missione di recupero: il vero obiettivo è (come per Elizabet Shaw al cinema) investigare sulla scomparsa di Peter Weyland, indagando sugli Ingegneri (i supposti creatori dell’umanità) e sulla melma nera acceleratrice di vita di cui la luna è praticamente ricoperta.

Sceneggiato da Paul Tobin e disegnato, inchiostrato e colorato da Juan Ferreyra, entrambi provenienti dall’universo Marvel, Prometheus ha un certo realismo nei disegni (con volti, specialmente quello del capitano Foster, a tratti molto espressivi) per quanto mantenga dei tratti particolarmente fusi, mai netti, a volte dall’apparenza anche acquarellata. In ovvio tributo al disegno allucinato di Giger, sono i giochi d’ombra e di sfumature ad avere il fondamentale compito di creare ansia nel lettore, prim’ancora che le apparizioni dei (tanti) Xenomorfi. La storia si sviluppa con tempistiche inizialmente rilassate per poi, ovviamente, sfociare in un ritmo serrato di colpi di scena e brutalità: quasi tutti prevedibili, ovviamente, ma non per questo del tutto vuoti di suspance. Ciò che fatica a convincere, semmai, va ricercato nei personaggi: troppi e inevitabilmente poco (anzi, quasi per nulla) caratterizzati, vanno in giro come una scolaresca in viaggio d’istruzione, con un umorismo da soldati fin troppo demenziale e inverosimile in un contesto in cui un’intera squadriglia sta per venire inesorabilmente sterminata.

Nel complesso, comunque, il primo volume di Fire and Stone è un degno addendum all’universo di Alien, e un comic book assolutamente piacevole alla lettura (oltre che, da tradizione SaldaPress, lucidissimo e ottimamente confezionato). Per una trama che alla fin fine non stupisce, un finale ansiogeno e (ovviamente) aperto che incoraggia fortemente alla prosecuzione di questa nuova immersione nell’AlienVerso, che continuerà, con Aliens, nel mese di maggio.


ABBIAMO PARLATO DI…

Prometheus
(Aliens: Fire and Stone 1/5)
Paul Tobin, Juan Ferreyra
SaldaPress, 2017
16,8 x 25,6, brossurato, 108 pp., col

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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