Bartolini: l’indie un po’ di Manchester un po’ de Roma

Recensione di Penisola, album d’esordio del giovane cantautore

Bartolini (o BRT che dir si voglia) mi ha tantissimo aiutato in questi giorni di quarantena, consegnandomi libri dal sito della Mondadori sempre esattamente all’interno della finestra temporale prevista sul tracking della spedizione. Mi sono disposto all’ascolto di questo disco quindi con le migliori delle intenzioni, pronto a rendere il favore al corriere diventato adesso financo cantautore indie.

Bartolini fa di nome Giuseppe, è Calabrese e non è neanche tantissimo giovane (classe 1995) in un mondo in cui l’esordio cantautorale, aiutato dalle tecnologie, può avvenire anche subito prima o subito dopo la prima comunione. Il ragazzo ha passato gli ultimi sei anni, dice la sua bio, a fare avanti e indietro tra Roma e Manchester e la cosa emerge in maniera prepotente nelle undici tracce di questo debutto edito da Carosello.

L’andamento parzialmente biascicante e le tristi storie raccontate infatti fanno pensare parecchio a un celebre collega di Latina (in particolar modo su Lunapark) o a un altro che prende il nome da celebri scarpe Adidas. Allo stesso tempo, in diversi frangenti (specialmente nell’opener o su Follow) l’accompagnamento si arricchisce di linee tipiche dell’indie d’oltremanica, con le luci notturne di un’accennata new wave o sprazzi primaverili da War on Drugs.

Questo mix atipico riesce a rendere le storie di Bartolini, che sono racconti d’amicizia e soprattutto d’amore riempiti di lessico da social network, parecchio vivide e interessanti. E questo anche per chi è più vicino all’età di Paradiso che a quella di Fulminacci, e magari nutre enorme livore per una generazione che non si spiega cosa possano essere quelle strane cose in legno di faggio munite di manico.

Per il futuro potrà anche far bene sperimentare un po’ di più con le soluzioni vocali, in modo da non ridursi al fare quello che in fondo è un itpop abbastanza archetipico ma con le chitarre. Però il tempo e il buon gusto sembrano esserci.

Riccardo Coppola

About

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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