Dischi Che Escono – Speciale X-Factor: Gli EP

 

Cinque EP per capire se X-Factor è una risorsa o una tragedia.


Lorenzo Licitra
In The Name of Love

Pop

L’highlight
Nothing Else Matters

Per chi apprezza
Dire “suca” a Il Volo.

Lorenzo Licitra aveva già un disco di inediti, che si chiamava La mia terra: una pacchianata di italmelodico celebrante l’Italia e il bel canto che ti faceva sembrare il rifiuto del volo alla festaccia di trump quasi una cosa legittima. X factor ha funzionato benissimo con il cantautore siciliano, trasformandolo in un completo fighetto in maniera più subitanea dell’acqua sui gremlin. Ed è un bene, alla fine, perché la voce del Lorenzo, declinata in chiave essenzialmente pop, è un bellissimo sentire e suona notevolmente più moderna e meno lagnosa di uno stesso Mengoni, mentre le bombe sintetiche del singolo (e title track) si mantengono ben lontane dal livello di disgustosa scelleraggine di elementi quali il buon Alessio Bernabei. Altri plus: la scelta delle cover, con una variante swing di nothing else matters (incredibile) e una mai troppo risentita somebody that I used to know del desaparecido gotye. In più Licitra ha la faccia vincente di chi fa dichiaratamente finta di essere hipster: è già vittoria. E affanculo le tradizioni, la terra nostra, le mezze stagioni, i mondiali 82, la pizza il mandolino il sole il mare le aragostine con la crema e il bel canto.
Riccardo Coppola


Maneskin
Chosen

Funk Rock

L’highlight
LORO

Per chi apprezza
Eyeliner, tacchi a spillo, rutto libero e sfacciataggine.

Qualunque cosa facciano, la fanno da Dio. Persino “Vengo Dalla Luna”, solo apparentemente fiacca, è reinterpretata con personalità. In più i due inediti “Chosen” e “Recovery” sono ottimi brani. Giovani, sfacciati, con una sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi spaventose. Servono band come loro per rilanciare il buon musicare in Italia. Sì, d’accordo, a parte la cover di Caparezza è tutto materiale anglofono, ma ripeto: qualuque cosa facciano, la fanno da Dio. Vittoria, Thomas ed Ethan ottimi musicisti, Damiano frontman e cantante pazzesco, uniti da anima funk vecchio stampo e odierna spigliatezza (che termini vetusti, Gesù). Spiegatemi che diavolo volete di più. – Andrea Mariano


Enrico Nigiotti
L’Amore È

Pop

L’highlight
L’isola che non c’è

Per chi apprezza
La chitarra da spiaggia, un falò e… ma non ci sta figa rega torno a casa

“L’amore è” è un’accozzaglia di cover suonate da Enrico Nigiotti un po’ ubriaco che canta accompagnato dalla sua chitarra, prese quasi a caso tra i brani più popolari in Italia e messi su disco, verrebbe da pensare. D’altronde sarebbe una mossa commerciale in linea con il “fenomeno X Factor”, considerato il meccanismo del consenso alla base del programma. Consenso ricevuto più per la figura del personaggio, per l’immagine, la presenza scenica e l’originalità (o una serie di cliché ben riusciti e mascherati, che dir si voglia), oltre a quanto potenzialmente diverte ed intrattiene il pubblico che per le – meritate, il più delle volte – doti canore. Ma i pezzi sono interpretati dignitosamente, rivisitati intelligentemente. E sono di contorno (o allungano il brodo) al singolo inedito “L’amore è”. Il brano in questione è ben riuscito, una voce calda ed un delicato arpeggio introducono ben introducono il pezzo, che risulta stranamente raffinato ma forse un po’ troppo romantico e melenso. Il titolo dovrebbe essere comunque un monito: lascia bene intendere ciò che si sta per ascoltare. “Mi fido di te”, grande classico di Jova, viene se possibile reso ancora più malinconico grazie alla presenza esclusiva di una chitarra acustica e violoncello. Cosi come è resa la versione di “L’isola che non c’è”. E non c’è modo di uscirne davvero, Enrico Nigiotti è ufficialmente investito del ruolo di “quello che suona la chitarra al falò mentre gli altri limonano” di X Factor. Ora manca solo un po’ di buongusto nello scegliere il vestiario e comprare uno sgrassante per capelli, per il resto è sulla buona strada.Matteo Galdi


Ros
Rumore

Rock

L’highlight
Mah, un po’ tutto, onestamente

Per chi apprezza
Godere nell’ascoltare del talento

I Ros, ovverosia coloro i quali riescono a rendere una figata pazzesca “Battito di Ciglia” della bella, brava ma noiosa Francesca Michelin. I Ros, ovverosia coloro che ripropongono con cognizione di causa i Prozac + acidi e riescono anche a mantenere una dignità con “Killing In The Name Of”. I Ros, coloro che cantano Svalutation che pare riferito alla loro (nostra) generazione con leggerezza e vaga consapevolezza. I Ros, coloro che sono riusciti a farmi piaciucchiare un brano degli Arctic Monkeys. I Ros, coloro che hanno realizzato un inedito come Rumore che farebbe godere la Rettore dei tempi d’oro. I Ros, coloro che sagacemente nel loro “album” di debutto hanno estromesso la cover spompata di Song 2# dei Blur. I Ros, ovverosia quel power trio con qualità che spero riescano a trovare produttore e casa discografica capaci di supportarli nel corso degli anni, non solo per l’immediato post-XFactor. I ragazzi hanno talento, presenza scenica e grinta. Il terrore è che possano scomparire non per causa loro, ma per incapacità gestionale altrui. Peccato anche che non abbiano potuto/voluto inserire i singoli precedentemente pubblicati prima dell’esperienza X-Factoriana, ma confidiamo vengano ripescati per un prossimo, vero album di materiale originale. – Andrea Mariano


Samuel Storm
The Story

Pop Soul

L’highlight
The Story

Per chi apprezza
La luce nell’oscurità

Partito come uno dei favoriti, non passano nemmeno due puntate di live che i Maneskin già gli portano via il titolo dalle mani e la corona di vincitore dalla testa. Samuel Storm cerca di raccontare quella che è la sua travagliata storia personale, ricca di dolore e sofferenza, attraverso The Story, un album dai tratti scuri, senza chiari – sarebbe impossibile – riferimenti al colore della sua pelle, dove è la voce ad essere fonte di luce e a guidare verso una nuova vita il giovane nigeriano. Forse, chissà, questo primo lavoro gli permetterà di intraprendere una carriera musicale lunga tanto quanto il suo…viaggio nel deserto, che gli ha permesso di giungere fino in Italia. Sicuramente bravo il giovane Samuel, ma non al punto da potersi permettere la cover di Rolling in the Deep di Adele: ecco, quella poteva risparmiarsela, perché Adele è un’istituzione, Adele è la voce della Madonna in formato .wav ed .mp3.. Samuel Storm è tutto ciò che in Italia manca dal punto di vista delle voci maschili: elegante ed espressivo come pochi, riesce a regalare emozioni fin dall’inedito, nonchè title-track, The Story. L’unico vero dubbio è se riuscirà a superare indenne la dura fase post X Factor.

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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