Escaped – Metal e sopravvivenza da Bologna

escaped-intervista-in-media-rex

La scena metal italiana sopravvive. C’è ancora chi crede nelle proprie capacità e va avanti. Come gli Escaped.

Metal con radici nel Thrash, senza dimenticare la lezione dei Pantera, senza dimenticare che le contaminazioni possono alimentare la sperimentazione, portare avanti nuove idee e rafforzare un progetto iniziato anni addietro. Questo è ciò di cui gli Escaped sono fermamente convinti. Trio metal con headquarter a Bologna, ma le radici di Jacopo, Cristian e Ottavio sono sparse per il Centro e Sud Italia: un triangolo tra Abruzzo, Calabria e Puglia che continua a macinare idee e creare musica, tanto da portarli in giro per l’Europa con un tour che ha regalato ben più di una soddisfazione.

Abbiamo parlato con Jacopo, bassista degli Escaped e fondatore della band insieme a Cristian.


Ciao Jacopo, raccontaci un po’ come sono nati gli Escaped. Chi siete? Da dove venite? Sì, però, quanti siete? Cosa portate? Ce lo date un fiorino?

Ci siamo conosciuti a Bologna, ma veniamo dal Sud, almeno per quanto riguarda Cristian (chitarra/voce) che viene dalla Calabria e Ottavio (batteria) che viene dalla Puglia, mentre io, Jacopo (basso), sono abruzzese. Io e Cristian suonavamo già insieme, quando ad un tratto ci siamo trovati costretti a cercare un nuovo batterista. Dopo mesi di agonia, provini e imprecazioni varie abbiamo trovato Ottavio che ha consolidato definitivamente la formazione degli Escaped.

Come è la giornata-prove tipo degli Escaped?

Normalmente ci vediamo in sala 2, 3 volte alla settimana, beviamo un paio di birre e suoniamo alcuni vecchi pezzi per riscaldarci. Nel caso ci sia un live alle porte, decidiamo la scaletta e la suoniamo per intero anche 3 volte di seguito, fino a quando non rispecchia perfettamente lo show che abbiamo in mente.

Avete all’attivo un EP, “Time To Die”, che vi ha permesso di creare contatti a sufficienza per realizzare un tour europeo…

Si, ci ha permesso di fare alcune date in Italia e successivamente di sconfinare per portare la nostra “Parola” in mezza Europa, di poter stringere rapporti con nuove realtà e soprattutto di conoscere gente pazzesca e fuori di testa.

Come è stata la risposta del pubblico?

Penso di parlare a nome di tutti quando dico che nessuno di noi si aspettava una risposta così positiva sia dal pubblico, sia dagli “addetti ai lavori”. In Europa sono un po’ più aperti rispetto che in Italia: durante il concerto si lasciano andare, si fanno coinvolgere in pieno e questo non ha potuto che farci piacere.

Il momento migliore del tour?

Sicuramente uno dei momenti che ricorderemo con maggiore entusiasmo sarà il concerto a Timisoara (RO). Il nostro manager ci aveva comunicato, a poche ore dal concerto, che l’evento sarebbe stato annullato per motivi legati alla sicurezza del locale. Presi dalla rabbia e dalla sconforto stavamo per alleviare le nostre sofferenze con barili di birra, quando improvvisamente spunta fuori un locale disposto a ospitare la serata. È stato un concerto pazzesco, un locale fantastico e un pubblico incredibile. Totalmente inaspettato, considerato che tutto è stato organizzato in una manciata di ore.
In ogni caso il momento migliore del tour è stato senza dubbio il post concerto, quando ragazzi di ogni età ci cercavano per fare una foto insieme, prendere una nostra t-shirt o addirittura per farsi autografare il disco.

escaped-intervista-in-media-rex

Se non sbaglio, siete al lavoro sul primo full-lenght. Parlaci di questo nuovo step per la band.

Esatto, stiamo lavorando al primo full-lenght degli Escaped nel quale abbiamo deciso di non inserire tracce presenti nell’EP, saranno quindi tutti inediti. Abbiamo terminato la composizione dei brani da poco e in questi giorni siamo entrati in studio per registrare. Vi posso dire che sarà un po’ diverso dall’EP: ci saranno molte contaminazioni di generi diversi, senza però abbandonare la nostra radice Thrash.
All’uscita del disco, che sarà stampato con tutta probabilità sia in formato CD che in vinile, seguiranno anche dei videoclip. L’idea sarebbe quella di fare uscire un video clip per ogni traccia, ma vedremo più in là se sarà possibile.

Come nascono i nuovi brani? Quale è il processo creativo?

Nella fase di composizione, di solito, pensiamo a che tipo di canzone creare, che tipo di impronta dare al pezzo e soprattutto di cosa parlare nel testo, buttiamo giù delle idee e ci lavoriamo insieme. Ovviamente risentiamo dell’influenza dei gruppi che ascoltiamo maggiormente, credo sia inevitabile, cercando però di creare un prodotto innovativo, per quanto questo sia possibile. Questo processo ha dei tempi veramente strani: ci è capitato di scrivere un pezzo completo in sole due settimane, così come ci è capitato di rimanere piantati su un pezzo per diversi mesi senza trovare una soluzione definitiva.

Vi è mai capitato che da una minchiata strimpellata per caso sia poi nato un brano di cui andate particolarmente fieri?

Certo, nel disco ci sarà un pezzo che ha preso vita proprio in questo modo. Non vi dirò il titolo perché ancora provvisorio, ma vi posso dire che è una traccia uscita improvvisamente mentre cazzeggiavamo in sala prove e credo che sia un pezzo molto interessante, particolare.

Domenica 8 luglio suonerete al Grave Party, festival che in 2 giorni darà spazio a ben 50 band rock e metal a Gaggiano, nel milanese. Come vi hanno contattato? Aspettative?

Sì cazzo, non vediamo l’ora. Nel nostro Paese non ci sono molte realtà simili, si dà pochissimo spazio alla musica non commerciale, che sia essa Blues, Rock, Jazz o come nel nostro caso Metal, quindi appena ci hanno chiesto partecipare a un festival con più di 50 band underground non abbiamo potuto far altro che accettare. Anzi, colgo l’occasione per invitare tutti i metallari d’Italia o comunque a tutti gli appassionati di musica a partecipare in massa all’evento, saranno 2 giorni di musica, stand e birra immersi nel verde. Inoltre noi organizzeremo uno show speciale per l’evento, quindi non potete mancare.

Ultima domanda: se doveste paragonare gli Escaped a un elettrodomestico? A un quadro? A un libro? A un oggetto dell’IKEA?

Ahahahah! A naso mi verrebbe da dirti il quadro di Francisco Goya “Saturno Devorando A Su Hijo”, dove ovviamente noi siamo Saturno mentre il figlio a cui viene mozzata la testa rappresenta tutti coloro che ascoltano musica di merda!  Tipo la trap.

Ultima domanda (questa votla davvero l’ultima, giuro): quanto vi siete rotti i coglioni di rispondere alle domande precedenti?

Aahahahah! No, dai, è stato un vero piacere rispondere alle vostre domande, vi ringraziamo per l’intervista e vi aspettiamo a un nostro concerto!


ABBIAMO PARLATO CON…

escaped-intervista-in-media-rex

Escaped

Cristian Mungari (Voce/Chitarra)
Jacopo Riccetti (Basso)
Ottavio Locorotondo(Batteria)

Discografia
Time To Die (2017)

Facebook | Instagram | YouTube | Spotify

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *