Behemoth: le tesi ed antitesi di I Loved You At Your Darkest

Un viaggio tra la sacralità ed il profano, ideologie scomode e ricercatezza sonora.

Lo avevamo visto aggirarsi in estate nei dintorni di Cefalù, a fare dirette su Instagram da dentro l’abbazia di Mr.Crowley, forse alla ricerca della ciliegina ispirstiva sulla torta. Ad ogni modo dopo l’incredibile successo del penultimo “The Satanist”, Lord Nergal torna al centro del mondo metal (e non solo). I Behemoth non hanno bisogno certo di presentazioni, ma basti pensare al successo al di fuori del puro mondo discografico per capire la potenza di questa poliedrica band. Dalle copertine sulle riviste di moda al successo – dal punto di vista mediatico – del talentuoso Adam Nergal Darski come giudice a “The voice of Poland”, acclamato ed uno dei personaggi più influenti a livello nazionale in madrepatria. “I loved you at your darkest” è un buon disco che ricalca lo stile della precedente uscita discografica, brani solidi ed a metà tra il ricercato ed il facilmente assimilabile, vero punto di forza dei Behemoth. Grazie a questo processo è possibile ad esempio ascoltare blast beats e inni satanici su radio nazionali ed in prima serata, fascia protetta.

Il singolo “Bartzabel” è esplicativo nella dimostrazione di come il sound della band polacca abbia subito un alleggerimento, o meglio, una riorganizzazione. Raggiunto un certo livello qualitativo bisogna fare attenzione ai dettagli, quindi alla produzione, alla compattezza ed uniformità del disco, alla coerenza del messaggio. Ed è su questa strada che l’oscuro quartetto guidato da Nergal si sta spingendo, già da tempo ormai, in modo sempre più impeccabile. Largo spazio all’iconografia, ad esperienze audiovisive, ad artworks che rimandano a dipinti rinascimentali e cortometraggi da Oscar. Un blackmetal Hollywoodiano nel senso positivo del termine, che pensa alle masse ma strizza l’occhio alla borghesia, tra allegorie e citazioni di testi sacri e profani.

I Behemoth contribuiscono alla nascita del black metal, riuscendo ad evolversi fino al punto di potersi riconoscere ed identificare in un vero e proprio genere, esclusivo. Questo riassume la vera importanza e potenza della band Polacca. I signori del blackened death metal. “I loved you at your darkest”, oltre ad essere una citazione biblica, è un disco pregno di atmosfera, riff evocativi e blast beats; testi ricercati e lo studio del satanismo come religione, la comprensione ed infine venerazione attraverso la lettura di testi sacri e profani. Tesi ed antitesi.


ABBIAMO PARLATO DI…

Behemoth – I Loved You At Your Darkest
Blackened Death Metal
Nuclear Blast, 2018

Solve
Wolves ov Siberia
God = Dog
Ecclesia Diabolica Catholica
Bartzabel
If Crucifixion Was Not Enough…
Angelvs XIII
Sabbath Mater
Havohej Pantocrator
Rom 5:8
We Are the Next 1000 Years
Coagvla

Matteo Galdi

Matteo Galdi

Ho un brano adatto per ogni momento della giornata, ho ogni ricordo importante legato ad una band o ad un disco. Il giorno della laurea mi sono presentato in completo, ma indossavo i calzini degli Iron Maiden che per fortuna non hanno carpito l’attenzione della commissione. Suono il basso in una band satanica, pagana e splatter. Anche se in fondo sono orgogliosamente “prog snob” e vi guardo tutti dall’alto verso il basso, voi che ascoltate solo indie. Amo scrivere, sopratutto di musica, vivo di concerti. Apprezzo l’arte in tutte le sue forme. Proprio per questo amo la Carbonara ed il tiro a giro alla Del Piero.
Matteo Galdi

About Matteo Galdi

Ho un brano adatto per ogni momento della giornata, ho ogni ricordo importante legato ad una band o ad un disco. Il giorno della laurea mi sono presentato in completo, ma indossavo i calzini degli Iron Maiden che per fortuna non hanno carpito l’attenzione della commissione. Suono il basso in una band satanica, pagana e splatter. Anche se in fondo sono orgogliosamente “prog snob” e vi guardo tutti dall’alto verso il basso, voi che ascoltate solo indie. Amo scrivere, sopratutto di musica, vivo di concerti. Apprezzo l’arte in tutte le sue forme. Proprio per questo amo la Carbonara ed il tiro a giro alla Del Piero.

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