Event Horizon, il nuovo album dei Matinée. ‘Ngulo combà

Synth e arrosticini dall’Inghilterra. Oh, funziona

Di abruzzesi residenti in Inghilterra ne conosco un po’. È sempre un piacere incontrare chi conosce il timballo, gli arrosticini, chi comprende l’esclamazioni “Freghete”, “‘Ngulo” e la loro fusione “Freghete ngul”. Fa strano approcciarsi ai Matinée, abruzzesi che hanno conquistato le simpatie del manager dei Franz Ferdinand e di Chris Geddes dei Belle and Sebastian.

Event Horizon parte danzereccio, con delle sferzate synth retrowave anni ’80 che stordiscono. D’altronde, stupido io, visto che la copertina stessa dell’album ti sbatte in faccia la vocazione prettamente Eighties del prodotto. Più che Anni ’80 veri e propri, fa molto GTA Vice City. Ed è un pregio.

È chiaro sin da subito, dunque, che se mal digerite qualsivoglia di poderoso synth pop fatto di tastieroni e riverberi, i Matinée non potranno incontrare i vostri gusti. O meglio, Event Horizon non incontrerà i vostri gusti, ma darete una possibilità al precedente These Days, primo album della band.

Il disco presenta opsiti di tutto rispetto, come Tony Doogan al mixer (a lui si deve la produzione pulita, roboante, di grande impatto) e Chris Geddes dei Belle and Sebastian nella stesura di sei brani.

I Matinée esulano dai miei ascolti usuali, ma quando dei ragazzi ci sanno fare, anche se distanti musicalmente da me, è giusto ammetterlo. Event Horizon non è rock classico, non è fortunatamente condito da pop melenso. Ha una sua personalità, il che non è poco. Tanto basta per esclamare un “‘ngulo combà” sincero.

E poi… sarà che in questi giorni di quarantena / isolamento / caccia all’uomo-che-corre iniziano a mancarmi gli aperitivi a base di Campari Spritz, Black Russian o birra da 1 euro al litro, ma Event Horizon lo vedo perfetto per quel momento della giornata.

Verso le 18:30 / 19:00 camicia, jeans, stuzzichino scaduto da due mesi e Peroni d’ordinanza e vai a fare il figo… in cucina. Facendo l’occhiolino a quella Peroni che languida ti guarda dallo sportello del frigorifero.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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