Fine Line: i nuovi apici di cringe di Harry Styles

L’inaspettato passo indietro dell’ex One Direction dopo l’altrettanto inaspettato meraviglioso debutto

I miei piani per la mattinata dello scorso venerdì erano: svegliarmi, ascoltare e apprezzare Fine Line di Harry Styles e continuare a scrivere la tesi. Se il primo step è già di per sé ostico, il secondo purtroppo non sono riuscito a superarlo.

Quindi, visto che non mi piace essere smentito, in particolare se da me stesso, ho lasciato stare per un po’ l’epigrafia latina e ho riascoltato il nuovo lavoro dell’ex One Direction per altre due volte.

E niente, continuava – e continua – a non piacermi.

Per quanto suonato e prodotto molto bene, Fine Line si è presentato alle mie orecchie come un passo indietro rispetto all’inaspettatamente meraviglioso debutto eponimo del giovane cantante britannico, risultando meno ispirato nel songwriting e più indirizzato verso una sorta di indie pop un po’ dance e un po’ psichedelico che personalmente può passare tranquillamente inosservato, al punto che sembra quasi impossibile che brani come Falling, To Be So Lonely e Sunflower, vol. 6 escano – tra le varie – dalla stessa mano che aveva lavorato a Sign Of The Times e Only Angel.

L’apice del cringe, per chi scrive, viene raggiunto da Treat People With Kindness, una sorta di numero da musical decisamente fuori luogo anche in un lavoro piuttosto mediocre, che vede la partecipazione di Jess Wolfe e Holly Laessig, cantanti della band Lucius e famose per essere le coriste di Roger Waters, uno che la gente non è solitamente abituato a trattarla con gentilezza.

Forse le mie aspettative erano un po’ troppo alte ma, a mia difesa, caro il mio Enrico Stili, non puoi dire apertamente di aver fatto uso di allucinogeni per scrivere un disco e poi non te ne esci con un capolavoro, perché il mio unico termine di paragone in quanto a funghi e acidi applicati al pop si chiama Syd Barrett.

Momenti da salvare comunque ce ne sono, in particolare Lights Up, il primo singolo estratto, e le mediamente-più-lunghe-rispetto-al-resto-del-panorama-mainstream-post-1977 She e Fine Line, che con i loro oltre sei minuti mantengono in vita il mio feticistissimo sogno di un Harry Styles nuovo Phil Collins, ma al contrario.

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