Here Come The Runts e la vaghezza di Awolnation

L’esperienza del nostro ascolto spaesato di Here Come The Runts, ultimo lavoro di Awolnation.


Ci sono poche cose che rendono l idea del concetto di “azzeccare un singolo d’esordio e poi vivacchiare” come la pagina artista Spotify di Awolnation, che sfodera 350 milioni di ascolti per un pezzo e poi qualcosina per i restanti. Tra i miei conoscenti credo non ce ne sia anche uno soltanto che non si attivi mnemonicamente per l ingresso dei synthoni e dei synthini di Sail. Al tempo stesso, credo che sarebbe altrettanto difficile trovare tra essi qualcuno che del progetto di Aaron Bruno conosca anche soltanto un altro singolo.

La verità è che il biondiccio ex post-grunger sembrerebbe non essersi mai impegnato piu di tanto (né nel debutto Megalithic symphony, né nel seguito Run, né in questo terzo album) a tirar fuori dal cilindro qualcosa che possa essere veramente memorabile, a meno di non-preventivabili colpacci di fortuna. Here Come The Runts, nella sua essenza riduttivamente definibile elettro-pop, vagabonda in maniera confusa e casuale tra toni e generi di ogni sorta, dando l’impressione di essere una raccolta di b-sides di una carriera trentennale e spaventosamente metamorfica piuttosto che una sequenza di tracce messe intenzionalmente in fila a formare un full-length.

Oppure, cosa che probabilmente è, sembra il disordinato accumularsi di estemporanee e approssimate ispirazioni, tramutate in pezzi con uno slancio compositivo tanto commoventemente naif da non potere che sembrare assolutamente autentico. Me lo immagino, Bruno in studio: cazzo, adesso mettiamoci un pezzettino dance anni 80 con un hook ripetuto fino allo strenuo. Check. Forse ora ci sta un breakdown di chitarroni distorti con qualche scream maldestro. Appò. Ma sì, ora spariamo la ballatina delicata da Weezer in pausa dalle loro stronzate. Daje.

Finisce che Here Come The Runts non è un ascolto cattivo né difficile, ma risulta qualcosa cui nel complesso è veramente arduo dare un filo conduttore, una logica. Con un singolone trainante che non ha la capacità di trainare nulla (Passion, e il ritornello che ricorda nei suoi gallinacei po-po-po la sigla di chiusura di Sanremo), rimane qualche perletta da cercare qua e là, da metabolizzare rapidamente e da mantenere in playlist per non troppo tempo. Io punto le mie fiches sugli Sheeranismi di Handyman, e sulla ballatina da Weezer My Molasses. Ma come detto, la roba sul disco è talmente spaesante e variegata che chiunque potrebbe trovare un episodio preferito completamente diverso. Forse cambierò idea anche io al prossimo ascolto intero. Se ci sarà.


ABBIAMO PARLATO DI…

AWOLNATION – Here Come The Runts
Alternative Rock
Red Bull Records, 2018

01. Here Come The Runts
02. Passion
03. Sound Witness System
04. Miracle Man
05. Handyman
06. Jealous Buffoon
07. Seven Sticks Of Dynamite
08. A Little Luck and a Couple of Dogs
09. Table for One
10. My Molasses
11. Cannonball
12. Tall, Tall Tale
13. The Buffoon
14. Stop That Train

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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