Love, i Thegiornalisti non accendono il fuoco dell’amore

La passività del “Love” predicato dai Thegiornalisti ci ha spinto all’odio per la musica pop

Venerdì scorso è uscito Love, il quinto e attesissimo album dei Thegiornalisti. Undici brani, tre dei quali già conosciutissimi, per 39 minuti e 20 di… di….di…Non lo so. Lo sapete, non sono una fan di Tommaso Paradiso e soci, ma quando mi è stato chiesto di recensire la loro ultima fatica mi sono ripromessa di ascoltare fino alla fine ogni singola canzone e di non essere prevenuta nei loro confronti e, ve lo giuro, così ho fatto. Ho ascoltato l’album fino alla fine e posso dire che non ci siamo, non ci siamo proprio. Lasciamo un attimo da parte Questa nostra stupida canzone d’amore, Felicità puttana e New York, ormai le conosciamo tutti a memoria per il bombardamento radiofonico a cui siamo stati sottoposti non del tutto volontariamente e parliamo dell’album in generale. Andiamo con ordine. Testi e musica sono tutti (ad eccezione di alcune collaborazioni) di Tommaso Paradiso, frontman e praticamente unico membro conosciuto del gruppo, l’uomo che pare essere una delle poche ragioni per cui i Thegiornalisti hanno tutto questo seguito.

Grazie Alpha Woman per la chiara spiegazione

(Discutibilmente) figo, trascinatore di folle, richiesto da tutti gli show televisivi, il buon Tommy cattura i fan raccontando la vita di tutti i giorni in modo semplice, fin troppo. “Quanto è bello tornare dal mare/Con le luci delle macchine accese /E le siga tutte piene di sabbia/Siamo in coda ma chi se ne  frega/Dovremmo smetterla così/Invece la casa è un casino” Tanto per fare un esempio.

Frasi ripetitive e ripetute che ti spingono ad un ascolto passivo dei brani, parole messe a caso e musichette anni Ottanta sono la colonna portante di Love, un album che in 39 minuti di ascolto mi ha fatto solo pensare per tutto il tempo “Ma perchè cazzo lo sto facendo?” e più che l’amore di cui Tommaso Paradiso si è autoproclamato messaggero mi ha fatto salire un certo odio nei confronti del genere umano

Nel dubbio e sentendomi l’unica scema a non aver capito la poesia del profeta, dato che tutte le date del Love tour sono sold out, mi sono confrontata con alcuni amici che i Thegiornalisti li ascoltano e anche loro mi hanno confermato che Tommaso & friends stanno esagerando. Capisco voler essere pop, capisco voler arrivare a più persone possibile, ma bombardare il pubblico con canzoncine melense ed hit estive penso che alla lunga stanchi anche il fan più accanito.

Detto ciò faccio un appello a voi, veri fan dei Thegiornalisti, voi che li avete seguiti dal primo momento “indie” e li state ancora supportando: fatemi capire perché vi piacciono, cosa vi emoziona dei loro testi e della loro musica, perché andate ai loro concerti. Io sinceramente da sola non ci arrivo.

Ah, sia ben chiaro: rispondere “Perché Tommaso Paradiso è figo” non vale.

 

Abbiamo parlato di

Thegiornalisti – Love

Pop, terribilmente pop

01  Overture

02  Zero stare sereno

03  New York

04  Una casa al mare

05  Controllo

06  Love

07  Milano Roma

08  L’ultimo giorno della Terra

09  Questa nostra stupida canzone d’amore

10  Felicità puttana

11  Dr.House

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
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