Ordinary Man: Ozzy, hai creato un capolavoro

Ozzy, fammi capire: sono già passati dieci anni? E te ne esci con uno dei tuoi album migliori di sempre?

Il tempo passa velocemente. Dannazione, se passa velocemente. “Scream” è stato pubblicato nel 2010. Io frequentavo ancora l’università, avevo 23 anni e una chioma lunga e ribelle. Ora siamo nel 2020. Dieci anni dopo. La chioma ribelle è diventata “barba ribelle”, di anni ne ho 33 e non sono Gesù (ma aspettiamo Pasqua, non si sa mai).

Dieci anni… Dopo dieci anni si presenta di nuovo Ozzy, che nel frattempo è tornato coi Black Sabbath, ha dato scandalo (come al solito), si è disintossicato per la centesima volta, ha rischiato di mandare in cancrena un dito della mano causa infezione, poi è caduto in casa e s’è fatto un male bestiale. Nell’ultimo mese ha annunciato al mondo di soffrire di una particolare manifestazione di Parkinson.

Bene, dieci anni in effetti sembrano essere passati velocemente, ma santi numi se sono accadute cose…

Tra queste, rallegriamoci, c’è anche il nuovo disco di Ozzy. “Ordinary Man”. Che è forse ciò che il principe delle tenebre ha sempre saputo di essere. E che le persone mai come ora hanno capito essere.

È il miglior disco che abbia mai fatto” ha detto Ozzy a più riprese nel corso degli ultimi mesi. “Bah… dicono tutti così dell’ultimo album da promuovere” ho pensato. E pensavo male. O meglio: non è il migliore disco mai realizzato da Ozzy, ma indubbiamente rientra nella top 3, subito dopo “Blizzard Of Ozz”.

Sono esagerato? Per nulla. Perché “Ordinary Man” non ha un pezzo debole manco a pagarlo. Persino i brani con Postmalone sono di ottima fattura: “Take What You Want” è un bell’esperimento di congiunzione tra generazione antica e attiale, mentre “It’s A Raid” è semplicemente una bomba atomica.

Sì, “Ordinary Man” è per me tra i migliori dischi di Ozzy Osbourne. Non so se l’ha scritto e registrato davvero in quattro settimane, fatto sta che è un album estremamente solido. Lo ascolti per la quindicesima volta e non ti stanchi. Il polpastrello (che è molto assonante con pipistrello) continua a pigiare su “play” una volta esaurita l’ultima traccia di note sparse per l’aria.

Poche volte negli ultimi anni mi è capitata una cosa del genere. “Poche volte” incorpora Sleep Well, Beast dei The National, You Can’t Kill My Rock ‘N’ Roll degli Hardcore Superstar, Rainer Fog degli Alice In Chains e Undici Canzoni di Merda Con La Pioggia Dentro di Giorgio Canali. Non so se mi spiego.

Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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