Post Traumatic EP: Mike Shinoda e l’elaborazione del lutto

A sei mesi dalla tragica scomparsa di Chester Bennington, i primi nuovi passi in musica della faccia superstite dei Linkin Park

“Non sono i Linkin Park e non è Fort Minor, sono semplicemente io.”

Lo precisa Mike Shinoda, nella pagina di diario autografa pubblicata un po’ ovunque che ha annunciato la diffusione del suo primo EP da solista, primi barcameni della faccia superstite dei Linkin Park dopo la scomparsa tragica e improvvisa di Chester Bennington, avvenuta quasi sei mesi fa. E dopo il primo commiato dell’incredibile perla Looking For an Answer, offerto all’Hollywood Bowl davanti al silenzio incredibile di migliaia di teste, mani sulla tastiera e lacrime agli occhi.

Lontano dal pubblico delle grandi occasioni, e al di fuori di surreali ipotesi di portare in giro la band con un ologramma al posto del frontman, Shinoda si chiude all’interno del suo studiolo casalingo e confeziona tre brani immediati, viscerali, corredandoli di commenti a cuore aperto e di pixellati video amatoriali in lyp sincing. Melodicamente trip hop, Place to Start apre la brevissima testimonianza musicale dando voce alla straniante, ovattata percezione del lutto, all’incertezza sul se e sul come poter andare avanti, alla necessità di trovare qualcosa da cui ricominciare; a chiuderla, a sottolineare come il brano non sia una raccolta di tristi licenze poetiche ma più qualcosa di vicino a una durissima cronaca, una raccolta di messaggi di condoglianze di svariati individui, as they are: e sì, anche con la loro agghiacciante maldestrezza nella scelta delle parole, come in “Alright bud, hope you’re hanging in there. See ya”. È la traccia più comunicativa e più significativa del lavoro, che spande su Over Again e Watching as I Fall, più tipicamente hip hop da Fort Minor, la rabbiosa necessità di rialzarsi e di farsi scudo dal mondo circostante, l’incredulità dell’immediato aftermath. It was a month since he passed, maybe less / And no one knew what to do, we were such a mess.

Non tre canzoni compositivamente da ricordare per sempre, neanche qualcosa che probabilmente avrà un seguito discografico, soprattutto nulla che vada valutato attraverso le saccenti lenti dei tipici canoni di qualità con cui si giudica ogni nuova uscita. I pezzi di Post Traumatic EP vanno presi e apprezzati per ciò che sono, forti testimonianze di come l’afflato artistico possa essere terapeuticamente indispensabile, anche per chi ha reso le proprie composizioni il proprio multimilionario mestiere. La musica fa bene, in ogni frangente. Ed è la stessa chiosa di Shinoda a cementificare un concetto che non è mai male ribadire: “L’arte è sempre stata il posto dove andare, quando ho bisogno di capire come affrontare la complessità, e la confusione, della strada che ho davanti.”


ABBIAMO PARLATO DI…

Risultati immagini per mike shinoda post traumatic ep

Mike Shinoda – Post Traumatic EP

Hip Hop
Autoproduzione, 2017

01. Place to Start
02. Over Again
03. Watching as I Fall

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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