She came: il ritorno di Miley tra un EP e Black Mirror

Un po’ Bangerz, un po’ Younger Now e un po’ Hannah Montana

“Lei sta arrivando”.

Miley – un tantino autoreferenziale – lo ha annunciato per settimane intere. Qualche giorno dopo aver annunciato il suo ritorno, è uscito il trailer della terza puntata di Black Mirror nel quale Miley interpreta il ruolo di una pop star chiamata Ashley O che si esibisce con una parrucca rosa. Vi ricorda niente?

La parrucca non è l’unico collegamento tra Hannah Montana e Ashley: la puntata “Rachel, Jack and Ashley Too” di Black Mirror parla infatti dello sfruttamento nel mondo della musica, di una cantante che si mostrava sempre allegra e perfetta, ma che viveva in maniera molto differente da ciò che appariva all’esterno. Ed è proprio questo il punto in comune tra Ashley e Miley, che ha più volte ribadito che non è stato semplice vivere nel mondo della Disney ed essere il modello perfetto di adolescente e cantante quale era il personaggio di Hannah Montana, in quanto non si sentiva libera di esprimere se stessa. Miley era la persona giusta a cui far interpretare il ruolo di Ashley O.

Dopo l’annuncio di questa puntata io stessa ho pensato che la frase in apertura fosse riferita al ritorno della cantante nel mondo delle Serie Tv. Ma mi sbagliavo. Dopo qualche giorno, ecco un secondo annuncio: “She is Coming” è anche il nome del nuovo EP di Miley Cyrus.

Il primo approccio con l’EP è affidato a “Mother’s Daughter”, che è definibile come uno dei pezzi migliori di Miley: orecchiabile, ballabile e con un testo lievemente politico. Dati gli ultimi avvenimenti riguardati l’aborto in determinati Stati, e data l’ultima foto di Miley che lecca (flashback) una torta con su scritto “Abortion is health care”, unendo i punti possiamo ipotizzare che la canzone faccia appunto riferimento alla libertà della donna sul proprio corpo.

Al contrario, al primo ascolto del quarto pezzo “Cattitude” ho preso un bel respiro e mi sono chiesta cosa cazzo stessi ascoltando: un pezzo alla Myss Keta, pienamente in stile Bangerz, tanto che, per scrupolo, sono andata a cercare su Google “Miley Cyrus Liam Hemsworth divorzio”. Al secondo ascolto, invece, ho cominciato a ballare. Nonostante ciò, rimane una canzone di merda.

Superate le anonime “D.R.E.A.M.” e “Unholy”, le ultime due tracce “Party Up The Street” e “Most” tornano ad essere riuscite e alquanto diverse l’una dall’altra. La prima è la tipica canzone pop che ti rimane in testa per giorni interi, un indie pop con un ritmo molto diverso dalle solite canzoni di Miley, nel complesso un esperimento ben riuscito. La seconda è una ballata d’amore acustica, vagamente simile alla canzone “I would die for you” del suo ultimo album.

Un EP molto confuso, in cui alcuni pezzi ricordano “Younger Now”, altri ricordano “Bangerz”, altri sono brutti e basta. Con questa uscita sembra quasi che la cantante voglia unire le diverse parti di sé, le sue diverse personalità artistiche: la ragazza acqua e sapone di Malibu che aveva probabilmente venduto molto poco e l’adulta ultra-sessualizzata di “Wrecking Ball”. Tutto ciò mentre porta la stessa acconciatura di Hannah. O di Ashley O.

Joy Musaj

Qualche volta scrivo articoli per giustificare la mia dipendenza da Serie Tv e dai Social Media mettendoci in mezzo termini di psicologia per dare un senso alla mia laurea triennale.
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