Cosa salvare del 2016 – Musica

Per chi è sopravvissuto: il meglio dell’anno che sta per finire nel mondo della musica

Autentica strage in svariati settori dell’intrattenimento, il 2016 si è brutalmente accanito col mondo della musica, portando via con sé una quantità di leggende senza precedenti. Non senza qualche difficoltà, noi di In Media Rex ci siamo messi a scavare fra i residui di questi dodici mesi (parchi, a prescindere, di capolavori da raccontare ai nipotini) e abbiamo comunque trovato una manciata di cosine che val la pena riascoltare, ricordare o recuperare.


Marco Belafatti

album Il disco: David Bowie – ★

Se uscita di scena dev’essere, che sia un’uscita di scena epocale. David Bowie – il geniale “Uomo delle Stelle”, l’autore delle più belle pagine della musica degli ultimi 50 anni – fa ritorno alla sua galassia d’origine. Nell’universo che da sempre gli appartiene, decide di trasformarsi in una meravigliosa Stella Nera e sulle funeree note di “Lazarus” si dirige verso una dimensione a noi ignota. Ad accompagnarlo nel viaggio le inquiete sinfonie noise-jazz del suo ultimo capolavoro terrestre e la commozione di un intero pianeta.

music_note La canzone: The National – Peggy-O

Con quell’arpeggio malinconico e la voce profonda di Matt Berninger, sembrerebbe a tutti gli effetti un pezzo originale dei The National. Invece è “soltanto” è la cover di un brano Grateful Dead a sua volta ispirato ad un celebre tradizionale scozzese. Una mesta storia d’amore, quella della bella Peggy e del capitano William, che i maestri dell’indie rock hanno reso ancora più straziante, ancora più bella.

sentiment_very_satisfied La sorpresa: Black Mountain – IV

Hard rock, psichedelia, voci maschili e femminili alternate, orchestrazioni provenienti da altre galassie, videoclip allucinati e coloratissimi… Ok, nulla di nuovo sotto il sole, ma quanto ci danno dentro questi dannati revivalisti canadesi?

mic Il concerto: Mumford & Sons @ Assago Summer Arena, 4 luglio

Dopo il trionfale mini-tour italiano nell’estate del 2015, i Mumford & Sons partono per gli Stati Uniti e la speranza di rivederli nel giro di pochi mesi nel Bel Paese si affievolisce pian piano. A sorpresa viene però annunciata una nuova data nella caldissima Summer Arena di Assago, alle porte di Milano. Marcus, Winston, Ben e Ted regalano ai loro affezionatissimi (e numerosissimi) fan italiani la consueta baraonda di strumenti folk e cori cantati a squarciagola. Una festa a cui si unisce pure Mr. Ludovico Einaudi per un delizioso siparietto classical-country sulle note di “Dust Bowl Dance”.


Giulio Beneventi

album Il disco: Tycho – Epoch

La sensazione si fa percezione, l’ascolto diviene visione. E le parole fluiscono manifestamente nell’inutilità più lampante procedendo a remate pompate dall’adrenalina sci-fi nel tumultuoso oceano strumentale post-rock. Detto in termini più comprensibili, un viaggione epoc… – wait for it – …ale. Epocale.

music_note La canzone: Sting – I Can’t Stop Thinking About You

Per la serie “a volte ritornano”. Come un dannatissimo fulmine a cielo sereno, tra i meandri tossici di un album drammaticamente anonimo, un nobile e autorevole flashback di rango Police, talmente fresco da apparire quasi irreale. In soffitta c’è chiaramente un quadro che invecchia al posto di Sting. E di Keanu Reeves. E di Tom Cruise. Che c’entri Scientology? Mah.

sentiment_very_satisfied La sorpresa: Tove Lo – Lady Wood

Già solo aver trasformato YouTube in YouPorn mi pare un merito più che degno per la cantante svedese. Inoltre, il sottofondo pop è anche dei più accattivanti, quasi quanto quei vecchi porno con Ron Jeremy in cui ti sparavano sotto You Give Love A Bad Name a volume molesto. Piccola avvertenza per l’uso: non sono ovviamente consigliati i luoghi pubblici… la vera sorpresa potrebbe molto probabilmente essere ben visibile nei vostri calzoni eterosessuali (e non). Nei ridicoli limiti del possibile, chiaro.

mic Il concerto: Bruce Springsteen @ San Siro, 5 luglio

Il Boss, quasi quattro ore di purissima e sfiancante energia, la carica supplementare da chiusura della seconda doppietta milanese in carriera, una coreografia e un calore di benvenuto da far sembrare i concerti più pompati degli U2 degli show da pezzente cover band nei peggiori bar di zona Tamburi sotto la polvere dell’Ilva. Dai, sul serio… che ve lo dico a fare? Hashtag: #solobeimomenti.


Riccardo Coppola

album Il disco: The Pineapple Thief – Your Wilderness

Un mondo atmosferico e ovattato che è indispensabile a chi della complessità del prog si stanca facilmente. Your Wilderness è un disco estremo: nella sua metodica rilassatezza, nel suo riempire battute lunghe di singole vocali (la “u”, il più delle volte), nel suo andare avanti dimenticandosi che le canzoni possono avere una struttura diversa dal crescendo. Ma per la prima volta i ladri d’ananas possono riuscire a polarizzare i propri ascoltatori, con un disco che da molti potrà essere giudicato mollissimo, ma che da altrettanti altri potrà essere annoverato tra i capolavori del prog moderno. Non soltanto del 2016.

music_note La canzone: Radiohead – Daydreaming

Il comeback in bello stilo dei Radiohead, tra flebili voci tristi e avvolgenti panorami sonori. “Daydreaming” è l’equilibrio perfetto tra delicati tocchi al piano, elettroniche impalpabili, e la voce che accarezza l’anima di Yorke. No, noi sognatori non impariamo mai. Grazie Thom per averci dedicato un’altra canzone. Per averci fatto piangere l’ennesima volta.

sentiment_very_satisfied La sorpresa: Hexvessel – When we are death

Contraddizioni e particolarità come se piovessero: un cantautore britannico che trova la fonte della sua ispirazione nelle foreste finlandesi e vi si trasferisce per far musica, un gruppo che ha costruito le sue basi nel folk pagano che arriva tutto a un tratto a trasformarsi in un ensemble a metà tra la psichedelia e il rockabilly. Un disco complicato e che richiede tanta, tanta dedizione per essere apprezzato quanto merita, tra tributi nemmeno troppo nascosti ai Doors e agli Iron Butterfly, e singoli stupefacenti come “Transparent Eyeball” o soprattutto “Cosmic Truth”.

mic Il concerto: Chris Cornell – Higher Truth Tour @ Teatro Arcimboldi, Milano, 15 aprile

Lo one-man show (o quasi) di Cornell, che supera la figura del cantautore classico (quello solo, afflitto e piegato sulla sua acustica) incorporando con sorprendente naturalezza anche violoncelli pizzicati e elettroniche tirate fuori da loop-machine. Senza stare troppo a parlare di una voce che salta ottave come fosse una bazzecola, capace di far credere all’impossibile, addirittura di far perdonare la sconsiderata esclusione di Like a Stone dalla scaletta. Eroe.


Matteo Galdi

album Il disco: Fleshgod Apocalypse – King

Imponente, maestoso, epico. “King”, concept album incentrato sulla figura di un machiavellico sovrano e sulle numerose insidie che tale ruolo comporta (da cosa deve fuggire, a cosa deve tendere, come deve trattare il suo popol: la corruzione a corte è sempre in agguato) porta in alto il vessillo della nostra nazione nel metal.

music_note La canzone: Katatonia – Old Hearts Fall

Terribilmente da brividi. Semplicemente il brano più riuscito dei Katatonia del nuovo corso.

sentiment_very_satisfied La sorpresa: Megadeth – Dystopia

Certo da Dave Mustaine ci si può sempre aspettare di tutto, ma un album come questo (quando erano tutti pronti a ballare sulla sua tomba) è un comeback da applausi. Menzione speciale: il contributo fondamentale di Kiko Loureiro e Chris Adler. I migliori nel genere, punto.

mic Il concerto: David Gilmour – Rattle That Lock European Tour 2016 @ Circo Massimo, 2 luglio

Non sono i Pink Floyd ok, ma David Gilmour è leggenda. Quasi alla pari della location. Estate, tramonto e “Time”, per uno dei momenti più intensi della vita di molti tra i presenti. A chi importa che contemporaneamente stia giocando l’Italia, conto la Germania? Avete vinto ai rigori, ma Grosso & Del Piero a casa vostra bruciano ancora e fanno più male.


Andrea Mariano

album Il disco: John Frusciante – Foregrow

Etereo, particolare, evocativo. Non è nemmeno un album vero e proprio, dato che stiamo parlando di un EP, tuttavia è proprio questo il punto: ricercare la qualità, affinare il necessario per rendere il quadro completo estremamente godibile evitando inutili riempitivi. Questa è sperimentazione, questa è ricerca ben riuscita, questo è ciò cui aspirano gli ex compagni peperoncini piccanti ma che ancora non riescono ad agguantare.  Non c’è più nulla di “piccante” in Frusciante, forse solo le chitarre in “Unf”, ma paradossalmente siamo tutti più felici per questo, e anche lui.

music_note La canzone: Metallica – Spit Out The Bone

Da quando hanno preso a calci nel deretano Bob Rock, i Metallica si sono ricordati che qualcosa di decente possono ancora tirarlo fuori senza scendere a troppi compromessi. Già lo si era percepito con Death Magnetic, poi con l’ultimo “Hardwired… To Self Destruct” l’hanno confermato nonostante la prolissità inutile del secondo CD, ma “Spit Out The Bone” vale da sola il prezzo del biglietto, come si suol dire. Una mazzata sulla noce del capocollo come ai vecchi tempi. Lars fa una fatica immane, e forse è proprio quello uno dei segreti di cotanta aggressività. Chapeau&headbanging

sentiment_very_satisfied La Sorpresa: Gianni Maroccolo – Nulla È Andato Perso Tour

Una serie di concerti in cui “se con uno spettacolo si va in pari, è già un miracolo per noi”, per citare il pensiero di Gianni Maroccolo. Eppure questo tour, a cui il sottoscritto ha partecipato in veste di commosso spettatore nel teatro ottocentesco di San Ginesio nelle Marche, è stato uno tsunami di emozioni, un tuffo in trent’anni e più di musica, di destrutturazioni canore e battaglie new wave, elettroniche, ricordi, pensieri e dediche. Sarebbe dovuto essere un tour congiunto con Claudio Rocchi, si è strasformato in un tour con amici, in cui Claudio era sempre presente in forma diversa da quella comune. Più che un concerto, un’esperienza. Emozionale e musicale.

mic Il Concerto: Black Sabbath live @ Arena di Verona, 13 giugno

Altro da aggiungere? Ok, non si scostano dal copione nemmeno per sbaglio, ma davvero… Volete che aggiunga altro? Ok: Ozzy stranamente comprende di essere in Italia e in particolare a Verona (non mi avrebbe sorpreso se avesse urlato a un tratto “Thank you Buenos Aires”), Toni Iommi sorridente e in tiro, considerando le sue vicissitudini di salute. Butler macchina da guerra al basso, E poi mister mitraglia Tommy Clufetos alla batteria che complice la giovine età non perde un colpo. E poi… L’Arena di Verona. E chi cavolo se ne frega delle sedie in platea, ma chi se ne frega davvero.

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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