Dischi Che Escono – Speciale Sanremo 2019

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Diesci scorie discografiche di Sanremo 2019


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Mahmood
Gioventù Bruciata (EP)

Pop, Universal

L’highlight
I messaggi porno prima ancora del buongiorno

Per chi apprezza
Il PD

Vedendolo vincere a Sanremo, mi aspettavo che Mahmood avesse portato sull’ingessato palco dell’Ariston una versione ingessata di un’indole musicale fondamentalmente trap. E invece no: su disco il reduce delle glaciazioni è ancora più mollo di quanto lo sia stato in eurovisione. Una specie di Marco Mengoni uscito da una pizza al taglio di Roma Termini (gli stereotipi in fondo li tira in mezzo anche lui, tra versi in arabo e tuffi nel Mar Rosso) e con testi vagamente imbarazzanti, tra Pokémon e sexting. Ma musicalmente sono oggettivamente poche le cose attaccabili. Bravo Mammut, e auguri per la strumentalizzazione di cui sarai oggetto per almeno tre o quattro mesi. – Riccardo Coppola


Simone Cristicchi
Abbi cura di me

Cantautorato, Sony

L’highlight
Ti Regalerò Una Rosa

Per chi apprezza
Il cantautorato, quello bello

Cristicchi è un pesantone. Ma di quelli che hanno senso. Non è l’ideale per serate spensierate fatte di birre e spinelli (occhio a Staffelli, a proposito), anche perché quel “Voglio Essere Come Biagio” all’epoca fu solo un fuoco di paglia. Per fortuna. Perché Simone è un cantautore di caratura alta, altissima, anche quando fa apparentemente lo sciocco (L’Italia di Piero). Proprio per questo non adatto a tutte le occasioni, proprio per questo non adatto a tutti. Non è un male, perché significa ritagliarsi un preciso e determinato spazio, una sorta di “comfort zone” verso cui appropinquarsi conoscendo esattamente gli eventuali pericoli. Monumentale. Proprio per questo pesante. Proprio per questo da apprezzare (se ci si riesce) – Andrea Mariano


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Ex Otago
Corochinato

Pop, Garrincha

L’highlight
L’osso di gommapiuma nella bocca di Maurizio Carucci

Per chi apprezza
Gli aborti pop indipendenti

Ho passato dei mesi a farmi piacere i Thegiornalisti, a farmi solleticare dalla vellutata ignoranza mista a pop culture che riesce a nobilitare, a suo modo, le sdolcinatezze da camporella della mente teen di Paradiso. Gli Ex Otago, purtroppo per loro, si prendono sul serio molto di più dei concorrenti, e la cosa li rende imbarazzanti prima ancora che inascoltabili. Aggiungere se si vuole il fatto che, in confronto a qualsiasi pezzo di questo Corochinato, Milano-Roma è bagnata dal talento compositivo dei Cream e dalla produzione dei Foo Fighters. Ma San Valentino è nei paraggi, e cosa potrebbe starci meglio di un “Cosa fai questa notte e per il resto chi se ne fotte”? – Riccardo Coppola


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The Zen Circus
Vivi si Muore 1999 – 2019

Alternative Rock, Woodworm

L’highlight
Le porte apeeeeerte come le vocali

Per chi apprezza
Essere vecchi e ringraziare il processo di crescita

Maxi best-of con due inediti per Appino & company: oltre al pezzo piazzatosi con identitario orgoglio nei bassifondi di sanremo c’è infatti anche La Festa, possibilmente ancora più sanremese con tutti i violini di cui è farcita ma in fondo decisamente scialba e trascurabile. Meglio cogliere l’occasione di ripercorrere tutto il resto, incluse robacce come Mexican Requiem che era meglio dimenticare per sempre. – Riccardo Coppola


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Negrita
I ragazzi stanno bene

Rock, Universal

L’highlight
Il Libro in una Mano, La bomba nell’altra (ma anche altre tre o quattro)

Per chi apprezza
rivedere il passato e capire il presente

1994. 2019. 25 anni di carriera. Mio Dio, di già? Cosa diavolo è successo? Non lo so, non ne ho idea, oppure sì. Fatto sta che i Negrita hanno raggiunto un traguardo importante, perdendo pezzi ma non il nucleo fondamentale. 25 anni in cui hanno mescolato le carte del mazzo, delle volte non giocando bene la propria mano, altre volte azzardando. Questo “best of” racchiude bene ciò che sono stati e ciò che sono i Negrita, buttando nella mischia delle gemme di non poco conto come “Hemingway”. Peccato non ci sia “Io Pocahontas Me La Farei”, a suo modo una perla della discografia di Pau e soci. 25 anni. Siamo dei vecchi di merda, porco mondo. – Andrea Mariano


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Livio Cori
Montecalvario (Core Senza Paura)

R’nB Neomelodico, Sugar S.r.l.

L’highlight
Un’altra luce (Album Version)

Per chi apprezza
‘o core grande assai

Non ho capito perché hanno dovuto italianizzare (e mixare malissimo) “Un’Altra Luce” per presentarla a Sanremo. Certo, il dizionario Partenopeo-Italiano è sempre lì, pronto all’uso, ma sembra un po’ migliore. Però Livio Cori se la cava, non è la solita rottura neomelodica a cui si aggiunge giusto una base tamarra e basta. Ci mette ‘o core, o almeno ci prova, tranne in “Due Minuti”: una tamarrata che in confronto le serate di Raggeaton sono Valzer viennesi. Fatto sta che Montecalvario non è poi così male. A Sanremo 2019 ha avuto l’onore, insieme a Nino D’Angelo, di chiudere la fila dei partecipanti di Sanremo 2019, classificandosi ventiquattresimi su ventiquattro. Non male, considerando che, come durante le gite delle elementari, il capofila e il chiudifila erano le figure più importanti. Uà bell sto ciddì uagliò (semi-cit.). – Andrea Mariano


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Nino D’Angelo
Luna Spiona

Neomelodico, Sugar SRL

L’highlight
Io che cerco di capire quale sia l’ultimo album

Per chi apprezza
andare a comprare un CD e poi tornare

A Domenica In non trovavano la base di “Un’Altra Luce”, Nino D’Angelo, anziché incazzarsi come una iena, fa il simpatico e dice “Facciamo che vado a comprare il CD e poi torno a cantare”. Probabilmente ci è andato davvero, visto che poi ha cantato per ultimo, quando “è stata ritrovata” la base. Beato lui, perché aprendo Spotify mi sono capitati 3 album di Nino D’Angelo datati 2019. “Poffarbacco, quanto zelo, quanta profusione di energie”, ho pensato. “Accidempiolina, più di 20 brani per CD. Qual portento!” ho esclamato (non senza iniziare a sudare freddo). Poi, l’occhio coglie il particolare: copertine degne di un copia – incolla dalle immagini predefinite del Nokia N70, un Font preso da Word ’97 et voilà: sono tutte raccolte. “Luna Spiona” è l’ultimo best of, catalizzato per lo più sulle ballad melodrammatiche (ma recuperate anche “Rock & Roll”: iniziare con “Popcorn E Patatine” vi dà una carica che neppure i Sadist riuscirebbero a infondervi). Se volete scoprire Nino D’Angelo, avete l’imbarazzo della scelta. E anche solo l’imbarazzo. NINO, SIENZA ‘E TE NUN POZZ STA. – Andrea Mariano


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Patty Pravo
Red

Pop, Museo Dei Sognatori

L’highlight
Io So Amare Così

Per chi apprezza
Alien VS. Predator VS. Avatar

Scherzi a parte, Patty Pravo è da stimare da qui all’eternità: se ne sbatte allegramente di tutto, a Sanremo si spazientisce con aristocratica compostezza ed entra in scena quando le pare, continua a cantare e a incidere dischi dal sapore antico, ma garbato, delicato. Peccato che si inizi a sentire l’uso dell’autotune qua e là, ma le composizioni sono di qualità. Sangiorgi (che quando non starnazza è un buon paroliere, soprattutto se deve sforzarsi di scrivere per altri) e molti altri hanno dato le parole che Patty canta come solo lei sa fare. E l’omaggio a Franco Califano, “Io So Amare Così” (scritta dal Califfo proprio per lei) è da brividi. Veri, belli. E chi se ne fotte se oramai sembra un mix tra Avatar, Predator e il cane gigante de La Storia Infinita: una che a 78 anni ha talmente tanta stima di sé e del proprio corpo da sfoggiare un look semi-look-like, può tutto. E poi è fuori come un cocomero in un pomeriggio d’agosto calabrese. Chapeau. – Andrea Mariano


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Anna Tatangelo
La fortuna sia con me

Pop, GGD Edizioni

L’highlight

Per chi apprezza
Radio Italia

Flow rimasto indietro almeno 15 anni. 32 anni e dimostrarne almeno 20, 25 di più. Io esagero verso l’altro estremo, d’accordo: ho la tua stessa età e vado in giro ancora con Levi’s 501, camicia a quadri e t-shirt dei Guardiani della Galassia o della Nerv. Però Anna, eddaje. Eri tanto carina a 16 anni, poi boh. La rottura con Gigi sarà stata traumatica, hai voglia di riscatto, ma la fortuna non sembra molto dalla tua parte, musicalmente parlando. – Andrea Mariano


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Boomdabash
Barracuda (Predator Edition)

Pop, B1

L’highlight
La terronite acuta

Per chi apprezza
Lu salentu

Per qualche ragione su Per Un Milione, versione studio, hanno messo dei coretti di voci quasi bianche che – assieme a un mix più lento e tranquillo – l’hanno resa praticamente un pezzo moderno e tamarro dello Zecchino D’Oro. Il resto dell’album, meravigliosamente ripubblicato sotto il titolo PREDATOR EDITION (ogni riferimento alla collega dell’Ariston Patty Pravo pare del tutto casuale), si era già fatto conoscere per gli elevatissimi coefficienti di cafonaggine raggiunti con la Berté prima e con Jake La Furia poi. Incluso Rocco Hunt per immancabile celebrazione della gente del sud, in un caleidoscopio stupefacente di sole, mare, ientu, e stare senza pinser. – Riccardo Coppola

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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