Dischi Che Escono – Speciale X-Factor

Otto inediti per sperare di non sperare di sperare di disperarsi.


Måneskin
Chosen

Funk Rock

Per chi apprezza
Evitare la solita roba stracciamaroni

Verdetto sintetico
Folli. Necessitiamo di voi, non bruciatevi.

Stanno fuori come dei meloni in estate, padroneggiano un rock dalle tinte funk di ottimo livello. Hanno groove, quello vero, quello che viene supportato da linee di basso azzeccate, chitarre ben calibrate e un cantante con una personalità. Finalmente, porca puttana. Sono giovanissimi, ho il terrore che possano distruggerli con scelte sbagliate e scontate, quando invece hanno già gambe solide e una spina dorsale robusta. Il tutto sta a regolare la velocità, sperando che per l’appunto non si brucino per la voglia di strafare e realizzarsi il più in fretta possibile. Tra i migliori di X Factor. Hanno talento e sanno dimostrare di averlo e controllarlo.


Samuel Storm
The Story

Pop Soul

Per chi apprezza
Le strappastorialacrime

Verdetto sintetico
Giovane Talento. Speriamo non faccia la fine di Cassano.

Storia strappalacrime, lui che ecc, ecc. Lei che ecc… Il padre ecc, ecc. Atmosfera emozionale da far singhiozzare le fanciulle, ecc, ecc. Però funziona. Non fa nulla che non esca dal seminato del brano dolce e lacerante, ma lo fa con criterio. Se lo buttano direttamente in campo internazionale potrebbe avere un futuro, forse. Se lo prendono e lo mettono a cantare in italiano testi scritti da autori improbabili, ce lo giochiamo nel giro di due ore. Il ragazzo ha talento, fa strano a dirsi, ma io credo in lui. Non buttate un’occasione così, signori X Factor, ve prego.


Enrico Nigiotti
L’Amore È

Pop

Per chi apprezza
La banale bellezza

Verdetto sintetico
La qualità c’è, ma è scontata.

Ecco. Mi fa male ciò che sto per scrivere, perché Enrico, Bon Jovi nostrano ma con buona voce, ha realizzato un testo di una banalità che fa cadere le braccia (sto scrivendo col naso). Mi dà fastidio scrivere questo perché, per l’appunto, ha una buona voce, in più il suo stile un po’ a la Bennato è piacevole. Ma le parole sono scontate, al limite del melenso (non troppo, ma un senso di fastidio ogni tanto affiora). Ripeto, mi dispiace. Perché di materiale su cui lavorare ce n’è. Poi vabbè, al gentil sesso forse non interesserà poi così la banalità del brano.


Rita Bellanza
Le Parole Che Non Dico Mai

Pop

Per chi apprezza
Le nenie tremolanti

Verdetto sintetico
Sanremo eterno (decidete voi se sia un bene o un male).

Sgarratevi le vene, piangete disperati in un angolo buio della vostra cameretta con i poster di Milly D’Abbraccio e invocate a gran voce perché il/la vostro/vostra fidanzato/fidanzata vi ha lasciato dopo ben 12 giorni di storia. Durante le audizioni ha emozionato i giudici e mezza Italia con la sua interpretazione di Sally di Vasco Rossi, e mi chiedo ancora perché, dato che il suo cantato rauco in bilico tra l’acchiappa-la-nota e lo stonato non l’ho trovato così emozionante (forse sto diventando un cubetto di ghiaccio, non lo escludo). Ma è indubbiamente una sua peculiarità, quindi mi chiedo perché cazzo in fase di registrazione di questo inedito si sia sfacciatamente limata questa sua caratteristica. Brano strappastorialacrime, discreto, ma cazzo è come se a Jovanotti levaste la zeppola quando pronuncia “s” e “z”.


Andrea Radice
Lascia Che Sia

Pop Soul

Per chi apprezza
L’ordinaria amministrazione

Verdetto sintetico
“È colpa mia”, ripeti. Purtroppo hai ragione, ti dico.

No. Che. Palle. Basta. Omonimo, dai, ti prego. Queste sono le cose che mi fanno incazzare. Se Enrico Nigiotti è scontato, Andrea Radice è ordinario. Sono cose diverse, attenzione. Scontato non esclude un eventuale sforzo creativo. Fallace, ma esistente. Ordinario è invece avere capacità e non voler uscire dal seminato per paura, pigrizia, quellochevoletevoi. E quelle “molliche di pane” non si può sentire. In radio ti fa venir voglia di cambiare stazione. E lo fai, seguendo la scia del “vaffanculo” detto a mezza bocca perché ‘sto ragazzone ha una voce pazzesca e un controllo su di essa invidiabile, ma questo inedito è noioso (e dispiace enormemente scriverlo).


Lorenzo Licitra
In The Name Of Love

Pop

Per chi apprezza
Gli scolari volenterosi

Verdetto sintetico
Il ragazzo si applica, ma ha ancora ampi margini di miglioramento.

Nell’inglese si rifugia l’alta ordinarietà e banalità, stavolta in coppia. Di pregevole però ci sono una bella linea vocale, una bella voce e un arrangiamento che scopiazza un po’ i Muse e li rallenta e rabbonisce. Nulla di trascendentale, ma l’orecchio non patisce. Non si urla di gioia, ma il brano nel suo complesso è ottimamente studiato. Bravo Lorenzo. Fate in modo che non si perda, vi prego.


Ros
Rumore

Rock

Per chi apprezza
Riporre fiducia nei giovani senza scatarrarci su

Verdetto sintetico
Finalmente qualcosa di bello.

Se la Rettore avesse oggi vent’anni e iniziasse ora la sua carriera musicale, potrebbe essere tranquillamente nei ROS. Buon rock con vaghe influenze elettroniche, bel ritmo, groove a palate (e non l’avrei detto dopo quella versione incredibilmente fiacca di Song #2 dei Blur). Non ci si nasconde nell’inglese, e anzi l’italiano è padroneggiato a dovere, il che non è scontato (Giuseppe Binetti vi dovrebbe dire qualcosa). Non per i puristi del rock, ma i ragazzi hanno talento, vero talento.


Gabriele Esposito
Limits

Acustico

Per chi apprezza
Fare cose scontate per andare sul sicuro

Verdetto sintetico
Buona resa col minimo sforzo.

Soffice come un cuscino di piume comperato all’Ikea durante il Black Friday. Ottima radiofonicità, con i suoi pro e contro. Pro: è orecchiabile. Contro: è orecchiabile come dodicimila altre canzoni dello stesso genere. Sicuramente ritroveremo la voce del buon Gabriele come sottofondo in qualche pubblicità della Wind, magari per sponsorizzare i millemila giga con cui poter scaricare la sua musica tramite qualche servizio. Poi passaggi in radio, e quella frase che ogni artista vorrebbe non venisse mai pronunciata: “Carino, chi diavolo era?”.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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