Ed Sheeran al Firenze Rocks: c’eravamo tanto amati

Un meteorite pop sull’ultimo baluardo rock d’Italia: il cringe dei metallari

È stato divertente, qualche mese fa, quando annunciarono i The National alla prima edizione del Milano Rocks: gonfiato dall’ego direttamente proporzionale all’ignoranza del rocker medio di Facebook, l’astio nei confronti del novello evento esplose e causò una shitstorm devastante, tanto sull’organizzazione quanto sulla band, rea di non affidarsi per nulla alle distorsioni o anche – per parecchi – d’essere semplicemente ben poco conosciuta rispetto a dinosauri di pelle vestiti. È stato divertente vedere anche la manifestazione gemella, il Firenze Rocks, assurgere al ruolo di integerrimo baluardo dell’headbanging, forte di un bill che prevedeva i Foo Fighters e i Guns n’Roses, malgrado – come qualcuno ha già fatto giustamente notare – avesse ospitato in tempi non sospetti la mollezza acustica dell’elegantissimo Eddie Vedder.

La dialettica di Platone e Socrate espresse nel III millennio. Paganti previsti: una cinquantina.

Pochi cazzi: Milano si dimostrava sempre più patria di fighette e di debosciati, di gente che va ai concerti per fare le Instagram Stories con i braccialettini colorati ai polsi. Firenze invece no, restava legata agli ideali classici di birra, shorts con le borchie, muraglie di amplificatori. Questo nel 2018.

Ma chi cazzo sono questi Ed Sheeran?

2019: Ed Sheeran. Se per i The National la shitstorm iniziale è risultata devastante, a questo giro nulla possono ombrelli, barricate e linee Maginot: insulti, indignazione (e il PD?), sgomento e tzunami di improperi da parte di metallari feriti nel cuoricino sono piombate sui social a commento di qualsiasi pagina, giornale, giornaletto e povero stronzo che abbia riportato la notizia. Sì, proprio quella gente, anzi, gggente che ha inneggiato per Ozzy Osbourne ma che al contempo lamentava di headliner uguali a 30 anni fa. Erano contenti, ma volevano un ricambio generazionale. Salvo spalare badilate di merda fumante contro gli Avenged Sevenfold (d’accordo, non sono i nuovi dei scesi in terra, ma il trattamento nei loro confronti in terra italica è stato deplorevole, più volte nel corso degli anni).

Dannati metallari, hanno rovinato il metal (cit.)

In redazione si aggirano dei metallari, delle volte sparano sentenze anche piuttosto perentorie. Tuttavia, conveniamo tutti quanti che questo spalare melma sulla seconda giornata del Firenze Rocks 2019 sia quantomeno esagerato. D’accordo, Sheeran non è propriamente rock, ma nemmeno lo fu Vedder. Sì, personaggio “rock”, ma proposta musicale solista a suon di ukulele e chitarre leggermente sporche (e tanto vino. Cristo, quanto vino). Una proposta commercialotta, per attirare giovini e giovin fanciulle è quantomai sacrosanta in un evento del genere.

L’irremovibile, incondizionata e tenera speranza di un metallaro

D’altronde, per esagerazione, quest’anno la risposta commerciale per l’edizione 2018 di Firenze Rocks c’è stata. Un nome, due parole: Foo Fighters. Nel bill di quest’anno che sta volgendo al termine, è stata la band più sputtanata del rock attuale a fare il pienone, poche frottole. Il prossimo anno i toni si abbassano, con mister Smith e la sua parrucca a rimembrarci come erano gli anni Ottanta del XX secolo, un po’ cupi, un po’ sognanti, e con il rossiccio Ed Sheeran a far mambassa di ragazzine in preda a una crisi ormonale che Rocco, spostati (con garbo e massimo rispetto e massima umiltà, s’intende.

Eh.

Ordunque, cari merdallari: calma e sangue freddo. Tempo e occasione per sacrificare polli e pogare a suon di decibel a voi graditi ce ne saranno a bizzeffe. In altri lidi, in altre arene, o forse nella stessa Visarno. Mancano ancora due nomi. Uno sarà fatto stamane. Calmi, calmi. Intanto fate colazione con latte, biscotti e borchie, calmatevi un pochetto e smettetela di rompere i coglioni in maniera randomica.

EH.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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