Ferrara Buskers Festival, un’esperienza da vivere

ragazzi che suonano di fronte al castello estense

Conosci quella sensazione che ti fa fremere, ti fa sentire di nuovo curioso, interessato? Conosci quella situazione in cui sei costantemente attratto da tutto ciò che ti è intorno, come da bambino? Ecco, questo – per me – è Ferrara Buskers Festival

Promessa onesta e sicnera

Noi di In Media Rex siamo onesti e sinceri. Talvolta brutalmente, talvolta innocentemente. Talvolta stupidamente, come in questo momento. Il sottoscritto lo ammette, candidamente: il sottoscritto è stupido. Perché avrebbe voluto scrivere del Ferrara Buskers Festival già giorni fa, non quando oramai tutto è finito. Ma forse è meglio così, da un certo punto divista, perché questo articolo vuole essere più un resoconto di quella che è la sua esperienza personale riguardo questo evento, piuttosto che una “recensione” dell’edizione 2019.

Voglio raccontarvi una storia (cit. Richard Philip Henry John Benson)

Il qui presente scribacchino musicale è in Emilia-Romagna dall’agosto del 2015, nel tardo 2016 ha scoperto l’esistenza del Ferrara Buskers Festival da “amici, conoscenti, compari, nipoti, pesci rossi” (cit. Maurizio Merluzzo) e nel 2017 ha vissuto la sua prima esperienza tra musica, artisti giocolieri, birra e uno tsunami di umidità (per battere Bologna ce ne vuole, Ferrara ci riesce sempre agilmente e con un certo ghigno di sadico piacere).

Giocoliere a Ferrara con pubblico numeroso

Devo ringraziare il Ferrara Buskers Festival perché è stata una parte importante della mia rinascita a livello personale. Se non altro, devo ringraziarlo perché una volta l’anno la città è invasa di artisti e musicisti, per le mostre, per l’atmosfera che si respira. E perché no, anche per l’afa bastarda e infame. E per lei stacco dall’ufficio, prendo la macchina (o il treno) e in mezz’oretta sono lì, tra artisti che probabilmente non rivedrò più e che per questo mi godo il più possibile tra le stradine e Piazza Castello, tra una birra e un crescione. E un’altra birra.

Cosa volete di più? Portarvi a casa un pezzo di una di queste splendide serate? Supportate gli artisti che incontrate, per i quali vi fermate per ascoltare cos’hanno da dire con le note oltre che con le parole. Lasciate un’offerta libera ai giocolieri, agli artisti di strada, comprate i CD degli artisti musicanti, siate anche abbastanza “spavaldi” da fermarvi un minuto dopo la loro esibizione e informarvi su di loro: alcuni provengono dalla Polonia, altri dall’Australia, altri ancora dal Canada. Altri da varie parti d’Italia, come AmbraMarie, che oramai al Ferrara Buskers Fesfival è di casa.

Ambra Marie al Ferrara Buskers Festival di fronte il Castello estense

Il qui presente demerito scribacchino avrebbe voluto comprare il mondo, supportare la maggior parte di coloro che ha potuto vedere e ascoltare. Si sarebbe anche lanciato in un ballo rockabilly, ma sta diventando vecchio e il ginocchio sinistro inizia a lagnarsi fin troppo spesso.

Ferrara Buskers Festival è una gioia per l’anima, un toccasana per chiunque abbia un minimo di sensibilità artistica. Ma anche per chi non ce l’ha, a pensarci bene. Vedere la città estense piena di vita, anche in un martedì sera, con frammenti di esperienze così lontane che si radunano per raccontarsi e farsi vedere e ascoltare, è bellissimo.

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L’edizione 2019 si è conclusa domenica 1° settembre, io sono cretino perché non sono riuscito a trovare prima le parole per esprimere cosa è Ferrara Buskers Festival, almeno per me. Ora ce l’ho fatta. Meglio tardi che mai. E voi, che non siete mai intervenuti a questa esperienza estense, spero di aver stuzzicato le corde della vostra curiosità.

All’anno prossimo, Ferrara Buskers Festival.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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