Jingle Rex: Una playlist per Natale 2017

Dieci regalini diversamente belli che il mondo della musica vi ha messo sotto l’albero.

Il mondo fa schifo, e questo periodo pre-natale del 2017 ce lo sta ricordando. La svezia ci ha lasciati a casa per il mondiale del 2018, togliendo a milioni d’italiani la possibilità di andare a fare dignitoso turismo sessuale in Russia con una scusa plausibile. A Gerusalemme spostano ambasciate come fossero alberghi del Monopoli, rischiando di far cambiare la superficie terrestre nella plancia del Risiko o meglio ancora in un fumante cratere. I vostri cuggini che hanno investito nei bitcoin, e che erano lì a fare gli spessi con le loro app sugli smartphone, adesso devono riconsiderare i loro acquisti di jet privati o di droghe sintetiche di altissima qualità. Ma soprattutto: i Killers, dopo una tradizione poco più che millenaria, hanno ufficialmente smesso di pubblicare canzoni natalizie.

Tenendo in considerazione specialmente quest’ultimo avvenimento, e immaginando bene il drappo di funebre delusione che si è posato sul vostro cuore, ci permettiamo in ogni caso di suggerirvi timidamente dieci recenti canzoni natalizie, che potrete ascoltare mentre sarete ai fornelli a preparare qualcosa di molto brutto.

Buon Natale, gentiluomini.


Fedez – Palle di Natale

24 dicembre, ore 12:31. Sto regalando ascolti in streaming al mio diletto Federico, che si è premurato di farmi trovare sotto l’albero un’altra dose di disagio. Sapete, come quelle cacchette lasciate da un bulldog in cura a pasta e fagioli, vicino alle radici. Quanto amo quel ragazzo. E’ speciale.
24, dicembre, ore 12:32. Sto dando un’occhiata molto approfondita alle sue rime dannunziane. Ikea/idea, Natale/tangenziale, frigo bar/basterà. Genio. Tommaso Paradiso, levati proprio. Le palate di soldi e la Ferragni possono giustamente accompagnare solo. Ti voglio bene.
24 dicembre, ore 12:33. Aaah, adoro il profumo di un altro Natale dimmerda di prima (vabbè, quel che è) mattina.
Tratto da – Memorie di un suicida a Natale. Ultime pagine disponibili.


Christian De Sica – Jingle Bells

Poteva abbandonarci il nostro principe venusto dinnanzi al grigiore di un Natale privo di un vero cinepattone? Ovvio che no. Certo, quelle di “Merry Christian” non saranno canzoni degne di “Collant, collant”, né eleganti quanto le memorie tenerissime con Patty Pravo nel jukebox o le vecchie sedute delicate con le giamaicane dalle chiappe da cavalla sudata. Ma le gradiamo lo stesso. Consigliato per chi è tanto solo, tanto, e ha bisogno d’affetto e di una voce amica (cit.). E ricordate sempre: viva la beata ignoranza, ti fa star bene di testa, di cuore e di panza! Ah Brigitte Bardot, Bardot!


Sia – Santa’s Coming for Us

Ehi, questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata, capovolta sotto sopra sia finita. Seduto su due piedi qui con te, ti parlerò di Sia, scassacazzo di Noel: scrivendo tamarrate con Shakira lei è cresciuta, se l’è spassata, wow! Che tristezza ogni minuto! Le sue toste giornate filavano così, tra un parrucchiere maldestro e una cazzata tipo Cheap Thrills. Poi la sua ambizione volò ancora un po’ più in su, ed ecco un suo album natalizio sulle mie palle quaggiù; il pezzo più durò si imballò, fece una trottola di me e il dottore preoccupato disse: «Ma che è sta cafonata?»


Sam Smith – River

Se c’è una canzone natalizia che di natalizio non ha quasi nulla, tolti gli accordi dell’arcinota “Jingle Bells”, questa è proprio “River” di Joni Mitchell. Un pezzo, ricordiamolo, inserito in uno dei dischi cantautorali più belli e più malinconici di sempre. Ci ha pensato Sam Smith, un altro di quei cantanti che sprizzano allegria da tutti i pori, a reinterpretarla in una versione soul orchestrale di grande spessore. Quest’anno il Natale veste di blu.


Pentatonix – Away in a Manger

Il quartetto vocale Pentatonix (perchè ordunque non si chiamano Tetratonix?) vi suggeriscono il miglior modo per sopravvivere al cenone/pranzone: ignorare la schiera informe di parenti e l’ipocrisia generale su cui avete versato quintali di zucchero a velo e seguire il loro esempio, intonando una magnifica carola di Natale, come immersi nel vostro Sottosopra personale. Poco importa se verrà (al 100%) una boiata: sarete liberi. Fino a quando non romperete troppo il cazzo al Demogorgone.


Panic! At The Disco – Feels Like Christmas

Non nuovo alle canzoncine di Natale, il gruppo di Brandon Urie tira fuori una roba soulish in cui le strofe scorrono sopra fanfare che sembrano i campionamenti di trombe dei videogiochi degli anni ’90. Il plot twist del testo sul ritornello, che passa da Babbo Natale a un amore che dura tutti i giorni dell’anno, vi permette di dedicarla non solo ai vostri parenti al cenone ma anche alla vostra amata, a patto che le piacciano spasmodicamente i campanellini o che sia sorda.


Fall Out Boy – You shoot your eye out

“All I want this year is for you to dedicate your last breathe to me, Before you bury yourself alive” è la divertente chiusa di ritornello, cantata sugli accordi di Jingle Bells riproposti in chitarra acustica. I Fall Out Boy appartengono a una razza in via d’estinzione, e quindi ci sta la boria nel ribadire le proprie peculiarità, come scortesi esemplari di panda che masticano eucalipto rumorosamente e a bocca a perta. Mi chiedo piuttosto cosa fanno (o facevano) gli emo a natale? si siedono a tavola con tutti gli altri o si mettono in un angolo? Provano a tagliarsi con il coltello del pane? Provano sdegno per gli addobbi o euforia per i colori così tanto simili all’emoglobina? A Tombola ci giocano o fanno i superiori?


Kelly Clarkson – Christmas Eve

Kelly Clarkson compone un album di Natale in dolce stil Mariah Carey per pagarsi delle vacanze fuori di testa. Unico ostacolo: la palla al piede della figlioletta. Ma la geniale idea: è un disco accompagnato alle avventure della primogenita al Polo Nord, assieme al cane Joplin! Ciao ciao, bel musetto. Sì ragazzi, i collegi scompari-bimbo sono troppo mainstream, non scherziamo. E il riscaldamento costa troppo. Poi tanto la piccola sarà al sicuro con la cagna che porta il nome di una alcolizzata.


Ellie Goulding – O Holy Night

Prima erano 50 sfumature di electro-pop, poi sono diventate 50 sfumature di grigio (brrr). Ellie Goulding, che tutto è sempre stata fuorché la tenera biondina della porta accanto, ci riprova con 50 sfumature di Natale, coverizzando uno dei più classici brani tradizionali di sempre. In un tripudio di aututone e archi espressivi quanto una base MIDI, viene quasi voglia di rispolverare l’album natalizio di Christina Aguilera, che – a differenza di Ellie – qualsiasi cosa si metta a cantare spacca di brutto. Dopo un simile tour de force, invece, le uniche cose che si spaccano sono le palle (quelle dell’albero di Natale, malpensanti).


Laura Pausini – Santa Claus llegó a la ciudad

Va bene, Laura Xmas risale alla fine del 2016. Ma la deluxe edition è stata appena pubblicata, con tutti i suoi magnifici contenuti extra audiovisivi. DVD bonus attaccato alla tv, 40+ pollici e volume altissimo altrimenti dove cazzo vi presentate, e tutti pronti a sostituire Una Poltrona per Due con l’intero show della Laurona, rigorosamente in spagnolo. Le urla di gioia del pubblico. La magia del Natale. Abbracciamoci forte e vogliamoci tutti bene.


Bonus: La canzone di Natale di Radio Deejay 2017

Vogliamo rigirarvelo come regalo di Natale, a voi che siete arrivati alla fine di quest’articolo. Andate in Paradiso con una canzone di Paradiso, quello che ormai è senza alcun dubbio il miglior paroliere del nuovo millennio (ma siamo pronti a rivedere verso l’alto questa onoreficenza). Tommy Heaven è l’uber man. A voi che non potete farci niente se vi piacciono le lucine colorate, e se vi piace tirare la neve. Ci sono anche i falsetti di Ivan Zazzaroni.

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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