Kurt Cobain non è un mito. È… era una persona normale

Kurt Cobain è era un ragazzo normale. Siamo stati noi a elevarlo a mito, giusto o sbagliato che sia

Siamo alle solite. 5 aprile. Il mondo si ricorda di Kurt Cobain. Il mondo, o almeno gran parte di esso, arriva al 5 aprile con fanfare, omaggi, celebrazioni di un mito.

Parliamoci chiaro: Kurt Cobain non era un mito, non è un mito. È Era una persona normale, un ragazzo appassionato di musica, con la speranza continua e imperterrita di trovare una qualsiasi specie di serenità e che ha avuto la (s)fortuna di essere acclamato in tutto il mondo, che ha avuto la (s)fortuna di fare della sua passione, della sua valvola di sfogo, un qualcosa che gli permettesse di (soprav)vivere. Punto.

Non è stato un portabandiera di una generazione. È diventato tale perché gli altri lo hanno voluto, non lui. Non è stato un innovatore ponderato, non è stato lui a elevarsi a distruttore del glam metal, dell’hair metal o dell’hard rock più frivoli: lui suonava d’istinto, prendendo la lezione del punk e del pop più semplice e unendo il tutto. Così ha imparato, così ha continuato a fare. Punto.

Kurt Cobain non è un mito. Siamo noi ad averlo elevato a mito. C’è una bella differenza. Enorme.

Da lui ho imparato che è necessaria, imprescindibile, vitale una valvola di sfogo. Pittura, musica, scrittura. Trova un mezzo che ti faccia stare bene e sfruttalo più che puoi, meglio che puoi, nella maniera più libera e naturale che puoi.

Da lui ho imparato che le vie secondarie, che probabilmente all’inizio possono darti la sensazione che tutto si possa risolvere in fretta, sono per lo più da evitare. Perché è un attimo che ti incasinano la vita e te ne accorgerai troppo tardi.

Kurt non è un mito. Siamo noi che lo abbiamo elevato a mito. Per me è e sarà ancora un punto di riferimento, positivo e negativo. Un po’ come i fratelli maggiori verso cui rivolgiamo sguardi di ammirazione e tentativi di emulazione. Avendo la coscienza e la capacità di discernere, però, gli eventuali passi falsi fatti da loro.

Oggi mi siederò e berrò del tè alla menta, ricordando quel momento in cui, durante l’Unplugged In New York, riprendi fiato, sgrani gli occhi azzurri e arrivi alla conclusione di Where Did You Sleep Last Night?, la tua canzone preferita.

Non ti celebro, Kurt. Ti ricordo. Spero tu possa comprendere e apprezzare la differenza.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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