Lunga vita al re!

Un ringraziamento a In The Court Of The Crimson King, per i suoi primi cinquant’anni

Il 10 ottobre 1969 un Big Bang in Do sancisce la nascita di un nuovo universo musicale.

In the Court of the Crimson King – An Observation by King Crimson è un disco la cui importanza nella storia della musica è pari solo alla rivoluzione culturale attuata dai Beatles nei primi anni ’60.

Un capolavoro pionieristico, opera d’esordio di un nome che per 50 anni, 13 dischi e un numero indefinito di concerti e formazioni ha cambiato per sempre il modo di percepire la musica per tanti musicisti, mutando forma e indirizzo secondo le visioni del leader e chitarrista Robert Fripp, unico componente fisso in mezzo secolo e compositore – tra le varie cose – dei suoni di Windows 10 e delle linee di chitarra di Heroes di David Bowie, checché ne dicano eredi e corrispettivi britannici della SIAE.

Ancora oggi attuali e in vita, a distanza di 50 anni dal loro disco di esordio, cosa sono i King Crimson? Un gruppo? Un progetto? Un collettivo di musicisti rotanti? Un’entità metafisica che si manifesta laddove Fripp ne percepisca la presenza?  Tutto questo e molto di più, e noi dobbiamo solo ascoltarli e ringraziarli.

Io, per l’influenza diretta che hanno avuto per molti dei miei artisti preferiti e per aver visto due volte la loro ultima incarnazione con otto membri e tre batterie.  Tu, anche se non li conosci, perché puoi star pur certo che il tuo cantante preferito almeno una copia di In the Court of the Crimson King a casa ce l’ha.

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