Sanremo 2018. Previsioni (Al Bano approved)

SANREMO 2018 ASPETTATIVE IN MEDIA REX

Al Bano, perdonali.

Stasera è LA sera. Stasera inizia la sessantottesima edizione del Festivàl (accento rigorosamente sulla “a”) di Sanremo. In redazione è scattato il panico da mesi. Il 90% dei dinosauri qui presenti si sono prodigati a cancellarmi o non seguirmi più sui vari social perché come ogni anno inizio a rompere gli zebedei con tutto ciò che è inerente al Festivàl.

Per farmi stare buono, se non altro per arginare la mia disperazione per l’esclusione di Al Bano nelle vesti di concorrente (non è stato invitato neppure come ospite d’onore. Ingrati di merda) , i miei colleghi hanno hanno concesso a me stesso medesimo (e alle mie altre settordici personalità) la possibilità di stilare qualche sintetica previsione sui vari protagonisti di questo Sanremo 2018. Ecco dunque cosa mi aspetto da conduttori e “big”.


Michelle Hunziker
Ha già iniziato a collezionare una sequenza di gaffe che ha dell’incredibile, quasi da far sembrare Gabriel Garko un tipo sveglio e divertente. Noi siamo già coi pop-corn tra le zampe. Lo step verso il bestemmione in diretta europea è breve. In quel caso, risate brindisi a suon di Cedrata Tassoni.

Pierfrancesco Favino
Nell’eterno vivere il misunderstanding che lo farà inevitabilmente scambiare sempre per Francesco Pannofino, forse forse sarà colui il quale manterrà in piedi la baracca, vuoi per professionalità, vuoi perché ha sempre la battuta pronta per salvare l’impossibile. Hunziker permettendo.

Claudio Baglioni
Il führer ha imbastito una macchina da guerra ben rodata, potenzialmente perfetta. Anche la campagna di Russia sembrava un’opera di strategia bellica imponente e sbaragliante, ma chi ha sfogliato per sbaglio qualche e-book di storia conosce perfettamente l’esito. Noi, però, tifiamo per il führ… per Claudio. In fin dei conti, è stato l’unico a voler svecchiare davvero la kermesse (più o meno).

Da sinistra: “Vabbè… Vediamo come va”; “Che bello, finalmente di nuovo il Festivalbar!”; “Cosa ho fatto…”


Annalisa
Sperando di non addormentarci e di non rimanere svegli solo per cause ormonali, la sua canzone “Il Mondo Prima di Te” potrebbe risultare interessante. Promettiamo di seguire la sua esibizione con le zampe in alto.

Decibel
Per il solo fatto che sia un brano dedicato alla figura di David Bowie, “Lettera dal Duca” dovrebbe vincere il premio della critica già ora. In più, personalmente per il qui presente scribacchino Ruggeri e i suoi compagni di merende potrebbero presentare anche un brano muto, vincerebbero per stile a prescindere. Detto questo, è probabile che saranno tra i pochissimi a dare una botta di vita al dormitorio generale.

Diodato e Roy Paci
Se c’è il trombettista siciliano in mezzo, qualcosa di moscio sicuramente non dovrà essere. E detta così la frase pocanzi scritta è decisamente a doppio senso. Ma noi siamo barzotti di natura. Il barzotto è ottimismo, e noi siamo ottimisti. Sperando di non essere poi smentiti e derisi.

Elio E Le Storie Tese
Più che per la canzone di per sé (“Arrivedorci”), siamo curiosi di vedere come si conceranno di serata in serata. Sì, sarà il loro ultimo anno sulle scene musicali. Così come l’anno scorso sarebbe dovuto essere il mio ultimo anno dalla dipendenza di cioccolato e zuccheri (e al momento sono ingolfato di crema pasticcera e barrette di cioccolato varie).

La disperazione che emerge ogni volta che ricordiamo che Al Bano non ci sarà

Enzo Avitabile con Peppe Servillo
Tanta roba. Forse anche troppa roba. Sia per Sanremo, sia per il messaggio de “Il Coraggio Di Ogni Giorno”. Ma loro sono dei maestri, posso riuscire laddove molti altri possono risultare eccessivamente pesanti e manieristici. La classe non è acqua, e loro sono come un buon vino invecchiato in botti di buon rovere.

Ermal Meta e Fabrizio Moro
Mi dispiace, ma per me e la mia leggera dislessia Ermal Meta sarà sempre Erman Metal. I Fratelli Derrick del Festivàl uniscono le loro forze per “Non mi avete fatto niente”. Il discorso fatto per Avitabile e Servillo vale anche per loro. L’unica differenza sono i decenni che li separano.

Giovanni Caccamo
“Eterno”. Sembra una minaccia, una condanna. Il bel canto. Un concorrente perfetto per Sanremo ’68. Ma son passati 50 anni da allora. E allora…

Le Vibrazioni
Francesco Sarcina ha provato la carriera solista, non ce l’ha fatta (peccato, perché non erano così indegne le sue opere), riprende la sua creatura originaria e la porta a Sanremo. Tra i quattro, lui è quello che forse ha accusato maggiormente lo stress del tempo, sembrando un Richie Kotzen preso a badilate dalla vita. Detto questo, ho a cuore “Officine Meccaniche”, la loro opera migliore che proprio quest’anno compie 10 anni. Speriamo facciano risorgere il loro spirito rock. Purché non mi si tocchi.

In un’altra dimensione esiste il Festivàl di Sanremo perfetto

Lo Stato Sociale
È come se un sindacalista che ha sempre rotto i coglioni alla dirigenza dell’azienda prendesse di colpo la poltrona da amministratore delegato alla prima occasione. Sì, siamo cattivi. Un uccellino molto critico, tuttavia, mi ha detto che “Una Vita In Vacanza” è un brano tutt’altro che brutto. Vedremo. Ascolteremo. Ah, ricordatevi che i maglioncini da simil proletari sessantottini non sono ben visti sul palco dell’Ariston.

Luca Barbarossa
Il solo fatto di portare una canzone in dialetto romano è da chapeau. Alla fine ce sta, daje. Poi però vojo l’ospitata co Lo Zingaro di Gìg Robbbò.

Mario Biondi
Le sue frequenze basse continuano a far bagnare le casalinghe di mezza Italia (l’altra metà è per Baglioni). Ma non abbiamo molta fiducia nei confronti di “Rivederti”, brano che si prospetta come la solita melassa melensa. Di classe, ma sempre melensa.

Max Gazzè
Può fare di tutto, io lo amo. L’unico in grado di far passare in radio canzoni sull’amore che sbeffeggiano l’amore solito delle canzoncine di merda. E quando scrive canzoni d’amore, lo fa a un livello superiore. Decisamente superiore. Abbiamo grandi aspettative per “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Nina Zilli
negli ultimi tempi sta sbandando un po’, soprattutto con un ultimo album tutt’altro che eccezionale. Classe ne ha, speriamo la rispolveri dalla cassapanca e che non ci scassapanchi i maroni con roba stucchevole e banale.

Noemi
“Non Smettere Mai Di Cercarmi”. Il problema è che non vogliamo nemmeno iniziare. Sa di melenso e rompicoglioni da dodici chilometri. Bah.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
Ovvero, come andare a Sanremo aiutata dai badanti. Vogliamo bene a Ornella, vogliamo bene alla sua caparbietà. Artista senza tempo e non più nel suo tempo. Per lei vale la teoria del volo del calabrone: non ha la struttura per essere attuale, ma lei non lo sa e continua a esserci lo stesso. Applausi e tanto rispetto.

Al Bano, il maschio alfa per eccellenza. Ci manchi.

Red Canzian
Ovvero come continuare la tua vita musicale al di fuori di quella che è stata la tua vita musicale. Sciolti i Pooh, quest’anno a Sanremo ci saranno più Pooh che in un concerto dei Pooh. Se “Ognuno ha il suo racconto” avrà un quinto dell’epicità de “L’Aquila E Il Falco”, lo omaggerò sorseggiando un veganissimo bloody mary senza sedano né pomodoro.

Renzo Rubino
Cantautore. Ha un anno in meno del sottoscritto. Dunque, per la media sanremese è un poppante. Bah, speriamo riporti in auge quantomeno la media qualitativa indie dei primi anni 2010.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
“Il Segreto Del Tempo”, ovvero come Facchinetti tenti in tutti i modi di camuffarsi come un ragazzotto e come Fogli sembri sempre più una mummia a cui sono state applicate 2 strisce di domopack in testa al posto dei capelli. Uno strilla ancora, l’altro cerca di andare a tempo. La geriatria fa passi da gigante. Occhio all’anca.

Ron
Sarebbe da stronzi dire che ha saccheggiato un brano che stava scrivendo col compianto Lucio Dalla. E infatti lo siamo, ma non così tanto. Curiosi di ascoltare l’arrangiamento senza la supervisione del buon parrucchino bolognese (detto con rispetto e assoluta ironia, sia chiaro).

The Kolors
abbiamo il dubbio che siano stati accettati a Sanremo perché scambiati per i parrucchieri assunti per questa edizione. Niente aspettative, magari ci sorprendono.

Andrea Mariano

About

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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