Sanremo 2019: punto tutto su…

In Media Rex“…su niente, che sono povero come una scatola di tonno scaduta nel 1985”

Ci siamo, il grande giorno è arrivato. Oggi è 5 febbraio 2019, oggi inizia la 69esima edizione del sempre tanto discusso Festival di Sanremo. Da quando ho preso coscienza di me stesso, fremo per l’arrivo di questo periodo dell’anno: una settimana in cui tutti, volenti o nolenti, sentiranno parlare di quanto accade in quel piccolo teatro ligure. Questa tralaltro sarà un’edizione molto speciale, non per il cast, non per i protagonisti sul palco, quanto per l’essere la 69esima. Il 69 infatti non potrà che essere apprezzato da tutti, uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, pentastellati o leghisti.

Nella nostra di noi redazione siamo pochi, ma ancora meno siamo in stato d’eccitazione per Baglioni, Bisio e Raffaele: solo io e quel poveraccio (in tutti i sensi, e per questo siamo quasi-fratelli) di Andrea fremiamo per l’inizio dell’edizione numero 69 del Festival (da pronunciare “Festivàl”) più bello del mondo (ribadire che il Sessantanove sia un bel numero non fa male). Nella speranza di vedere qualche pazzo, anche non il solito cavallo – povero Baudo – tentare il goliardico suicidio da chissà quale improbabile posto della sala o fare il solito proclamo, appena finito questo pezzo andrò già a prendere posto sul mio divano 4 posti, così da essere sicuro di non perdere nemmeno un secondo del Festivàl.

Il tasso di trash si preannuncia dunque elevatissimo e l’attesa per le immancabili GIF di Trash Italiano cresce sempre più. Tutti a scaricare la loro nuova app (download) allora, così da votare i Top e Flop dell’edizione 2019 del Festivàl e riempire la memoria del vostro smartphone di GIF oltre che porno.

Trash Italiano

Da giorni ormai si sussegue il solito toto-vincitore. Ma se quest’anno Cutugno non sarà dei nostri, tanti altri prenderanno la scena. Sarà un’edizione diversa dal solito, fatta da poche donne, meno vecchi e molti giovani. I vari Motta, Zen Circus, Ex-Otago, Nigiotti fino a pochi mesi fa si potevano ascoltare nei club pieni zeppi di 20enni dagli ampi risvolti alle caviglie, ancora in preda ai fervori di un’adolescenza che vorrebbero non finisse mai. Ed invece finirà, malamente.

Un Mariano molto sentitamente ha deciso di scrivere i propri pensieri con una tastiera, il tutto nell’improbabile tentativo di indovinare il vincitore dell’edizione numericamente più sessuale del Festival. Alla richiesta di scommettere su chi sarà il vincitore di quest’anno, in un silenzio imbarazzante mi ha abbracciato e ha pianto. Ha pianto molto. Ha pianto forte. O forse erano solo l’umidità e la pioggia bolognese che entravano dalla finestra lasciata distrattamente aperta. Probabilmente entrambe le cose.

«Il Festival deve essere una locomotiva che traina la musica italiana, non un vagone»

Nonostante ciò, forte della fede irradiata dal fedele santino di Al Bano che conservo gelosamente nel portafogli, forte della clemenza di Mike Bongiorno e del dispotico ma ipnotico Pippo Baudo, ho letto l’elenco dei partecipanti al Festival (da pronunciare “Festivàl”). Ho letto i titoli dei brani. Ho letto i testi dei brani. Non vi darò le probabilità a livello numerico del probabile vincitore. Leggendo i sintetici giudizi capirete al volo chi, secondo me, ha più probabilità di fare un tuffo nel liquame degli scarichi del Casinò di Sanremo piuttosto che andare a festeggiare con Fanta senza succhero e bamba sulla terrazza dell’Hotel.

Trash Italiano

Achille Lauro – Rolls Royce: se lui vince, a marzo la Zecca dello Stato immetterà sul mercato la banconota da 480.000 lire con il volto di Mario Magnotta.

Anna Tatangelo – Le Nostre Anime di Notte: Cara Milf-quando-ancora-manco-eri-in-età-da-milf, non vedo la novità. Sarà che è notte e che la lampadina è fulminata.

Arisa – Mi Sento Bene: Va a finire che si piazza tra le prime 5.

Boomdabash – Per Un Milione: Manco per un milione. Boom. Avanti un altro.

Daniele Silvestri – Argento Vivo: se non fosse per l’accostamento con Rancore (rapper, non sentimento), potrebbe non vincere per poco.

Einar – Parole Nuove: giovane vecchio, già idolo di settantenni che non ricordano di aver spaccato quintali di cucchiai di legno sulle scapole delle loro figliolette quando scappavano di casa per andare dal ragazzo.

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood: La risposta italiana a Jon Bon Jovi del 1991. La risposta sbagliata e data con 28 anni di ritardo. Fa leva sul suo essere cucciolone.

Ex-Otago – Solo Una Canzone: Lo Stato Sociale incontra una canzone sanremese a casaccio. Almeno, così la interpreteranno tutti.

Federica Carte e Shade – Senza Farlo Apposta: rotturadiballeamorosa, ancora una volta. Però sembra scritta decentemente. Forse top 10.

Francesco Renga – Aspetto Che Torni: nei Timoria. Ma non hai festeggiato nemmeno i 25 anni di “Viaggio Senza Tempo”, quindi fottiti.

Ghemon – Rose Viola: Ho molte aspettative su di lui.

Il Volo – Musica Che Resta: … e io che me ne vado.

Trash Italiano

Irama – La Ragazza Con Il Cuore Di Latta: Tema forte. Da vedere se l’arrangiamento è il solito ruffiano. Papabile top 3.

Loredana Bertè – Cosa Ti Aspetti Da Me: Continuo a sperare che impazzisca e inizi a cantare “Occhi di Gatto”.

MahMood – Soldi: Mah.

Motta – Dov’è l’Italia: “Trap e Indie sono la stessa cosa: non hanno senso”. Vate. Ricordati delle tue parole. E credo che tu le ricordi ancora.

Negrita – I Ragazzi Stanno Bene: Vediamo se giocando a fare i Peter Pan riusciranno a tirar fuori qualcosa di decente. Per ora sembra di sì. Ma non faranno mai un piazzamento decente.

Nek – Mi Farò Trovare Pronto: CHE DUE COGLIONI.

Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’Altra Luce: In assenza di AlBano, farò il tifo per lui. A prescindere. Anche se con il nuovo look sembra Vittorio Feltri più affabile.

Paola Turci – L’Ultimo Ostacolo: Chapeau.

Patty Pravo e Briga – Un po’ Come La Vita: Patty non ci sta con la testa da parecchi0o oramai. Per questo l’adoriamo tutti. Pure voi che negate.

Simone Cristicchi – Abbi Cura di Me: Vince.

Ultimo – I Tuoi Particolari: Il giovane vecchio. Dai, torna a casa, che è ora della nanna.

The Zen Circus – L’Amore È Una Dittatura: potrebbero essere una gran sorpresa.

Buon Festival a tutti!

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

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