The Clash: White Riot, Black Riot. La mostra a Bologna

The Clash nel 1977

Should I stay or should I go? La prima che hai detto. O la seconda, se ancora non ci sei stato

ONO Arte Contemporanea è una benedizione. Nel centro storico di Bologna puoi goderti delle mostre fotografiche pazzesche e al tempo stesso cercare vinili, talvolta trovare dischi anche piuttosto rari, sfogliare, comprare libri di musica, fotografia e quant’altro e uscire con la gioia nel cuore e il cervello ricco di nuove immagini.

Bruce Springsteen, Nirvana (ne parlammo a suo tempo, con non poco trasporto e non poca fatica nel trattenere l’emozione), ora The Clash. Nelle foto che ritraggono Joe Strummer e compagni dagli albori di metà Anni ’70 fino al successo negli Anni ’80. Ed è emozionante essere davanti a questi scatti.

mostra fotografica dei the clash a bologna

È stupefacente, un tuffo al cuore, una sorpresa essere davanti allo scatto originale di Pennie Smith, anche per uno come il sottoscritto che è di tutt’altre radici musicali: New York, 21 settembre 1979, Paul Simonon decide di spaccare il proprio basso sul palco. Smith scatta al volo, d’impulso. Ed è proprio l’impulsività, la spontaneità del gesto e della foto stessa che rimangono impresse, ed è proprio per questo che è una delle foto e delle copertine più rappresentative del mondo del rock.

Ma la mostra dei The Clash non è solo questo scatto. Sono anche i set nel 1976, 1977, realizzati da Adrian Boot in fretta e furia tra cavalcavia (Westway Sessions), fabbriche marcescenti (Rehearsal Rehearsals) e locali dei sobborghi londinesi (molti di questi luoghi, ora, sono ricettacolo di turisti, o proprio non esistono più). La band scazzata, qualcuno che non vuole rimanere lì per più di 2 minuti, tutti che prendono la session fotografica come una normale passeggiata per le vie di una città allora nervosa come Belstaf.

Ma anche i soundcheck, la concentrazione prima di salire sul palco, lo sfogo mentre suoni davanti al pubblico. Il tutto durante anni in cui la situazione politica è tutt’altro che rosea e serena.

Dovreste passare da ONO Arte Contemporanea di Bologna. Non siete fan dei The Clash? E chi se ne frega. Dovete passare per godere delle fotografie, delle storie che contengono, dei frammenti di una band che ha segnato la storia della musica e vissuto momenti estremamente particolari. Al di là dell’essere fan o meno.

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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