TOdays 2018: un multiforme festival-cantiere a Torino nord

La quarta rigenerazione del weekend musicale di Torino, raccontata dagli organizzatori

Vado ad assistere alla conferenza di presentazione del Todays e mi trovo Chiara Appendino in mezzo a un cantiere aperto, nastro arancione, un muletto posteggiato a mo di minaccia, qualche fila di sedie di Heineken da bar. Mi accoglie una hostess virtuale, che accresce la mia confusione facendomi sentire sul set di un remake di Blade Runner girato a singapore (spiegheranno più tardi che è un oleogramma – sic – concesso dal partner InfoTech) ma poi sotto il suo sorriso e sopra le sue curve bidimensionali spunta una scritta: ToDays. Sono al posto giusto. Che nella fattispecie è il PlarTwo, grande open space che accoglierà un giorno arte e design (e tanta musica elettronica nel weekend del festival), opera di una fondazione napoletana (Plart, per l’appunto) che ci ha offerto anche il limoncello della Costiera D’Amalfi. Meglio di così.

Ma dicevamo, il ToDays. Che è il motivo per cui siamo qua. Ci raccontano, dai piani alti di questa grande macchinona che ha trovato partner impensabili (c’è un foglio per ciascuno di essi nella cartelletta stampa, che mi pesa nella borsa come un manuale di diritto privato) che l’obiettivo non è soltanto quello di creare un festival, ma di creare una grande esperienza artistico/culturale. Che abbia l’obiettivo, manifesto, di rivitalizzare con svariate attività collaterali -come gli eventi ToLabs, workshop gratuiti che trattano dalla musica alla realtà virtuale- un quartiere “di confine” della città di Torino come Barriera di Milano (sì, non torinesi, si chiama così: se è per questo qui la migliore gianduieria si chiama Baratti & Milano).

Vuole essere un evento inclusivo” – spiega Gianluca Gozzi, direttore artistico – “dove le persone non siano semplice pubblico, che sia il solito artista-cambio palco-artista-cambio palco“. Prende poi spunto dal già citato muletto New Holland arenato alle mie spalle, per raccontare orgogliosamente il suo festival come “un grande cantiere, dove abbattere muri per costruirne di nuovi, osando, conoscendo cose non necessariamente rassicuranti“. Categoria in cui forse rientrano gli Ozmotic, che presentano in anteprima a fine evento la loro strana elettronica fatta di laptop, pad, glitch e di epilettiche visual di riprese di palazzi in negativo, su cui la voce solista è interpretata da un sassofono.

Tutto interessantissimo, ma a noi immondi profani piace anche il fatto che dopo la filosofia il ToDays passi ai fatti, e sbatta sulla carta plastificata della brochure rosa che ho in mano un bill importantissimo. C’è la raffinatezza da road trip dei War on Drugs, che il 24 agosto vi farà piangere mentre penserete come le vostre macchine le userete a breve solo per andare a lavoro. Ci sono i My Bloody Valentine, che quest’estate fanno solo Torino e Reading. Ci sono infine gli Editors, che tornano allo Spazio 211 dopo 10 anni e 20 milioni di copie vendute in tutto il globo, anche loro unica data italiana (per un totale di 20, fra tutti i nomi in scaletta). C’è un mucchio di artisti emergenti da vari punte dell’italia, dalla Catania di Colapesce all’angosciante Milano di Myss Keta.

Una trasversalità di temi e generi che permette all’ultimo weekend di agosto di essere degna chiusura della stagione dei festival per chiunque, da chi è andato a campeggiare allo Sziget a chi si è goduto il menage a trois con Guns e Foo Fighters 300 km più a sud. Uno dei motti ufficiali nei comunicati stampa recita che non ne vale la pena, ma ne vale la gioia. Io che non mi avventuro nella ridefinizione delle espressioni idiomatiche mi limito a confermarne che sì, ne vale la pena.

Per ulteriori informazioni: Sito web | Pagina Ufficiale Facebook | Evento.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
Riccardo Coppola

About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *