Tormentoni e Tormenti 2018: dall’inferno al Paradiso

Enrique Iglesias manovra da dietro le quinte e chiama la cavalleria. Tacci sua.

Per il secondo anno consecutivo abbiamo indetto una solenne tavola rotonda, virtualmente pescando la pagliuzza per assegnarci l’anelato compito di parlare dei tormentoni d’agosto. È fortunatamente toccato a me. Mi sono dunque lasciato guidare, prima ancora che da Spotify, da quella finestra sullo schifo che è la summer rotation di VH1, facendomi sedurre da frotte di culi su barche e da elegantissimi ritmi raggaeton da far venire la nausea a Dominic Toretto.

La lista che segue è un campionario onnicomprensivo dei pezzi che risuoneranno di più intorno a voi per questo mese. Data la tematica sottilmente o esplicitamente sessuale di quasi tutti i testi, ho anche deciso di avvalermi di sofisticati metodi di ultima generazione (fornitici dal Massachussets Institute of Technology) per misurare scientificamente il livello di efficacia che la riproduzione di simili pezzi ha nel fare riprodurre chi li sta riproducendo. Per ciascun testo vedrete dunque il risultato dell’analisi tramite Scopametro. In scala da zero a cento.


Boombadash feat. Loredana Bertè – Non Ti Dico No

Questa qui l’ho sentita la prima volta nella frenesia del car sharing. A 25 centesimi al minuto, mi fa orrore supporre di avere pagato un euro i quattro minuti – che mai riavrò indietro – durante i quali la carcassa della Bertè ha gracchiato quello che è probabilmente il ritornello più fastidioso di tutta la lista. Poi un paio di frasi in pugliese, con uno “sciamune” perfetto per rievocare i Sud Sound System e suscitare motivati desideri di morte. Poi i Boombadash non so quanti anni abbiano, non ci sono le età su Wikipedia, ma scrivere o cantare “Il tuo profumo resta fra le mie dita Ti rincorro come fossi l’ultimo treno della vita”, duettando con la Bertè, è seriamente da TSO. Non voglio sapere quali siano le loro categorie preferite su PornHub.

Scopametro: -100 su 100 E la sera i locali, i locali chiudono troppo presto / Chiudono troppo presto, sì, oh

Tutti e quattro i Boombadash, evidentemente in competizione, prima della rissa risolutiva


J-Ax e Fedez – Italiana

Il sodalizio tra il toy boy della Ferragni e J-Ax sembrerebbe essere giunto al capolinea con questo singolo: che disdetta, che peccato. Una versione ridotta di altri singoli che hanno sconquassato le precedenti estate, come Senza Pagare e Vorrei Ma Non Posto, che dimostra come i due rapper (ogni volta che li si definisce così un nero in un ghetto muore) siano effettivamente alla frutta e già fuori moda. Fanno sempre un po’ tenerezza quando coi versi la buttano in politica. A dire il vero Fedez e il suo talento, del tutto inesistente, fanno tenerezza praticamente sempre. O forse non è tenerezza ma rabbia.

Scopametro: 0 su 100 – “Aspetteremo il missile di Kim Jong-un”

J-Ax e Fedez che hanno mal capito, dai mondiali di Russia


Elettra Lamborghini – Pem Pem

Elettra Miura Lamborghini – non dimentichiamoci il suo secondo nome fornito di parecchi cavalli – ha le spalle e il culo leopardati. Nel video viene fuori da una Lamborghini arancione, in un qualcosa di inquietante che mi sa di partorire se stessi e mi ha ricordato Giger e gli alien, nonostante lei effettivamente per faccia e look sembri più un Predator. Elettra è il dono perfetto per tutti coloro che desideravano spasmodicamente una Nicki Minaj italiana, e per chi vuole passare l’estate per discoteche in spiaggia a sbavare su donne che twerkano, parlando con loro delle più sottili differenze tra i sistemi di Hegel e Kant.

Scopametro: 5 su 100 “Yo quiero un chico que quiere eso solo sexo”

Mi spiegano che vengono fuori così dopo nove mesi


Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri e Sean Kingston – Amore & Capoeira

Ero un ingenuotto tre anni fa, ai tempi di Oroscopo. Quando sentii parlare di Takagi & Ketra pensavo fossero i protagonisti di un anime. Kingston per me era solo una casa produttrice di pen drive dalla capienza inenarrabile. Giusy Ferreri era un fastidio sopportabile, un rumore di fondo che ogni tanto emergeva, che scivolava addosso. L’estate 2018 ha evidentemente allineato i pianeti dello schifo musicale in una cataclismatica commistione dalle sonorità brasileire e dal successo spaventoso: miei amici verdeoro dicono che, dopo essere stato inquadrato nel video, il Cristo Redentore abbia non più le braccia aperte ma le mani sulle orecchie.

Scopametro: 10 su 100 “Push out to bad gyal, me know this is it now flex, time to have sex”

L’espressione che Giusy Ferreri ha 23 ore su 24, ogni giorno


Baby K – Da Zero a Cento

Il marchettone della Vodafone dell’estate 2018 viene affidato a un disastro ferroviario vivente incredibilmente più agghiacciante di Ghali. Baby K è un fenomeno di una tamarreide incalcolabile e dal successo inspiegabile, se non per il vento in poppa soffiato dai soliti mecenati dell’orrore che rispondono ai nomi Takagi & Ketra (vedi su). Da Zero a Cento è una gigantesca schifezza, corredata dal ritornello più tristemente virale dell’estate (che si presta anche a facili rielaborazioni porno in rima baciata), da un balletto imbarazzante, da ignorantissimi bocconi di spagnolo.

Scopametro: 20 su 100“Hola papito no hablo espanol andale andale”

La penultima a destra cerca di defilarsi dopo aver deciso di passare ad Iliad


Alvaro Soler – La Cintura

È incredibile come, dopo le ampie bracciate fra i liquami nostrani, la prima ancora di salvezza venga gettata dalle hit sudamericane, tendenzialmente in pole position in quanto a molestia. E invece no: Alvaro Soler a questo punto della playlist volevo cercarlo e abbracciarlo fortissimo. Ha la faccia pulita Alvaro, è materiale che mettono in tv le casalinghe. Questo testo che parla di balli notturni che calientano il corazon nel marasma di quest’estate sembra quasi una poesia stilnovista. Ricordatevene quando sarete in mezzo alle blatte nelle più squallide spiagge di Malta, e cercherete di far vostri obiettivi largamente esasperati da trogloditici followers di Sesso Droga e Pastorizia. Fate il sorrisino alla Soler, e giocatevi con ingenua eleganza la vostra keyword: “Acercate”.

Scopametro: 40 su 100“Me acerco a ti, bailemos, juguemos”

“Lo sentite Enrique per radio? Io no.”


Luis Fonsi feat. Demi Lovato – Echame La Culpa

Come sopra per il buon Alvaro: Echame La Culpa con La Cintura sostanzialmente pareggia, riuscendo ad essere una canzone fastidiosa ma non insulto al concetto stesso di umanità. Sarà merito del featuring con Demi Lovato in luogo della riesumazione di un pilastro del trash come Papito Yankee. Per il resto, non che il pezzo non sia praticamente sovrapponibile al monolite da un miliardo di ascolti su Spotify. Se non ti lecchi le dita godi solo a metà.

Scopametro: 40 su 100 – “Play me like The Beatles, baby, just let it be”


Calvin Harris with Dua Lipa – One Kiss

È con vago imbarazzo che includo un totem della seduzione come la carissima Dua in una lista che come altri elementi femminili annovera Elettra, Giusy e la Bertè. One Kiss sarà anche il solito pezzo costruito a tavolino da un dj-hero come Calvin Harris e avrà abbondantemente spaccato i coglioni, chiaro. Ma trovate qualcuno sulla faccia della terra che trasformi la parola “me” in “mey” in maniera più sensuale di come lo fa la freschissima ventitreenne, di origini kosovare ma dalla pronuncia inarrivabilmente British e snob. Per clubber eleganti. Bevete almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno per tutta la durata dell’estate.

Scopametro: 100 su 100“The feeling won’t let me sleep”

Chiedo scusa Dua


Calcutta – Paracetamolo

Il vero outsider del listone, da parte di quello che si autodefinisce il Cassano dei cantautori. Calcutta, lo si ami o lo si odi, sta dimostrandosi un jukebox di inni generazionali, e l’affluenza ai suoi ultimi maxi-live (con cori del pubblico degni di Albachiara) non può che testimoniarlo. Un must per chi non va a comprimersi a Mykonos assieme ad altre 2000 persone per metro quadro, ma vuole imboscarsi a ferragosto con una giovane finta hipster, nel romanticismo degli interstizi delle cabine, fumando erba seduti sui vetri rotti.

Scopametro: 1000 (500 x 2) su 100“Se siamo in metro o in treno non mi importa”

la curiosità di una ragazza irriverente
Che li avvicina solo per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani
Che siano I più forniti della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù la più indecente


Thegiornalisti – Felicità Puttana

L’apice. Il trionfo. L’apoteosi. Con Paradiso sono passato dall’indifferenza al disprezzo, e dal disprezzo all’adorazione. Felicità Puttana è un orgasmo (non quello di Calcutta) di trombe finte, una digievoluzione della già esemplare Riccione. Soprattutto, Felicità Puttana ha il video che ogni uomo dovrebbe tenere pronto sul comodino, per ricordarsi che sì, la vita è inutile come la corsa di Simone Barone, è fatta di noia, di attese stremanti, di serie infinite di sigarette fumate ossessivamente. Ma per ciascuno di noi esiste il Tattarata giusto che farà scendere la donna giusta, che convincerà Inzaghi a passarlo, quel cazzo di pallone. Basta crederci, basta farsi trovare pronti.

Scopametro: esploso“Destro sinistro a ritmo a ritmo”

Un giorno ce la faremo tutti. Anche con una Fiat Ritmo, anche con una Enjoy.

Riccardo Coppola

Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.
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About Riccardo Coppola

Sulla linea di confine tra un matematico pragmatismo e una sognante fascinazione per le malinconie musicali e i sofismi esistenzialisti e/o fantascientifici. Suono ogni tanto, scrivo spesso, parlo troppo.

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