Fuori dall’Hype, intervista tattica ai nostri Pinguini preferiti

Esce domani Fuori dall’Hype, il nuovo attesissimo album dei Pinguini Tattici nucleari, e noi siamo tanto felici per loro

 

I Pinguni Tattici Nucleari ci sono sempre piaciuti. Li abbiamo apprezzati live circa un anno fa e siamo rimasti incantati dal loro talento e dalla loro ironia. In questo periodo i nostri amici stanno avendo un successo davvero importante: hanno collaborato al disco tributo a De André, per cui hanno realizzato la cover di Fiume Sand Creek, ed è ormai imminente l’uscita di Fuori dall’Hype, il loro primo disco etichettato Sony. 

Fuori dall'Hype

Fuori dall’Hype, la copertina del singolo

Ed è proprio in casa Sony che incontriamo i Pinguini, al secolo Riccardo Zanotti (voce), Nicola Buttafuoco (chitarra), Elio Biffi (tastiere), Lorenzo Pasini (chitarra), Simone Pagani (basso) e Matteo Locati (batteria), che presentano l’album Fuori dall’Hype e ci regalano un mini live. Suonano Verdura, l’immancabile Irene e ci fanno ascoltare in anteprima Lake Washington Blvd, uno dei nuovi pezzi presenti nell’album.

Durante il live traspare tutta la simpatia e l’ironia dei talentuosi ragazzi bergamaschi, che con Fuori dall’Hype rimarcano il desiderio espresso con i due album precedenti di distinguersi senza il bisogno di appartenere ad un genere musicale ben definito.

Fuori dall'Hype

Ma avete notato che Riccardo Zanotti somiglia tantissimo al nostro Andrea Mariano?

Terminato il nostro mini concerto privato abbiamo avuto modo di fare qualche domanda, a cui ha risposto Riccardo Zanotti.

Qual è il vostro rapporto coi fan, sia vecchi che nuovi? 

Abbiamo tanti tipi di fan diversi, c’è quello che suona e ascolta prog, quello più attento ai testi, quello che ascolta cose un po’più funky… c’è una parte per tutti al concerto e speriamo sempre che le persone escano soddisfatte dai nostri live. Abbiamo sempre composto canzoni di tanti generi differenti e in qualche modo cerchiamo di raggruppare tanta gente diversa, penso che sia per questo che molte date del tour stanno andando sold out. E per ora non ci sono mai state risse, che è un plus. 

Qual è la cosa più assurda che un fan ha fatto ad un vostro concerto? 

Al Big Bang Music Fest di Nerviano l’anno scorso un ragazzo ha chiesto alla sua fidanzata di sposarlo. Non pensavamo che una cosa del genere potesse accadere ad un nostro concerto, cioè io se potessi sceglierei i Coldplay, noi non siamo una band da sposalizio, però è successo ed è stato molto bello. Ne sono successe altre di cose strambe ma penso che siano nella norma soprattutto nel mondo indipendente, ed è molto figo.  

Cosa avete imparato durante i vostri tour? 

La lezione più grande che ho imparato è di non mangiare mai cose pesanti dopo la mezzanotte. Durante il tour questa è una cosa a cui non si pensa e te la porti dietro più di una delusione amorosa perché…la pancia poi non è facile da mandare via 

A parte questo abbiamo imparato che l’umiltà paga sempre, avere un profilo basso, divertirsi e andare in giro senza troppe pretese, senza rompere le scatole agli altri solo per avere contatti alla fine premia.  

Interviene Lorenzo Pasini, chitarrista: E poi andando avanti ti ritrovi in contesti in cui le persone con cui ti trovi a lavorare sono molto molto più brave di te, quindi abbiamo anche imparato a parlare poco e ascoltare tanto 

Da dove viene la scelta di non avere un genere ben preciso? 

Le canzoni le scrivo io, i miei genitori non ascoltano musica e io ho iniziato solo quando da bambino ho trovato una scatola con degli album che avevano lasciato i giostrai (da piccolo abitavo vicino alle giostre). Ho ascoltato contemporaneamente Madonna, i Satanica, i Queen, Vasco… Tantissima roba che a me in quel momento non sembrava nemmeno troppo diversa. Non ho mai vissuto i confini dei generi e la scelta di non averne uno nasce proprio da lì.  

Interviene Elio Biffi, tastierista: È anche un po’ una questione di noia. Fare musica è come cucinare, se vai in un ristorante e mangi sedici primi ti annoi. È più bello che il cuoco sappia cucinare primo, secondo, dolce e antipasto. Ci piace vederla così, chi è bravo si sa muovere tanto e noi lavoriamo per essere sempre più bravi. 

Riccardo Zanotti: Finirà che vinceremo Masterchef. 

Fuori dall'Hype

Teneri Pinguini che abbracciano altri pinguini

L’intervista finisce e mentre gli altri si godono l’aperitivo io cerco di scambiare quattro chiacchiere con i Pinguini.

Mi trovo davanti sei ragazzi sorridenti, alla mano ed entusiasti, che rimangono sorpresi quando gli confesso di essere anche una fan, oltre che una “giornalista”. Sei ragazzi che nonostante il successo crescente non se la tirano e dimostrano che per loro è fondamentale avere un contatto diretto e sincero con il pubblico. Approfitto di questo momento per fare un’ultima domanda a Riccardo. 

Avete collaborato alla realizzazione di Faber Nostrum, il disco tributo a Fabrizio De André. Come vi siete rapportati con una canzone come Fiume Sand Creek? 

L’abbiamo scelta noi, è una canzone che significa molto per tutti, abbiamo avuto molta libertà da parte di chi coordinava il progetto e questo è stato bello. Fiume Sand Creek è un po’un crossover fra generi diversi ed è molto emotiva. Chiaramente quando ti confronti con un artista come Fabrizio De André non è mai semplice, abbiamo cercato di portargli il massimo rispetto, pur cambiando qualcosa del brano. È sempre molto labile la differenza tra non rispettare qualcuno e fare una rielaborazione. Secondo me è venuto fuori un bel risultato, tra l’altro Dori Ghezzi è una nostra fan (ride). Cioè… ci segue e so che la canzone le è piaciuta, quindi sono molto fiero di questo progetto.  

 

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
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Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.

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