La Governante: un “new-post-qualcosa” che vuole alleggerirsi

Anticipazioni sul nuovo album e osservazioni sulla scena indie italiana

In un quasi primaverile venerdì sera di un paesino nell’entroterra siciliano, vengo a contatto per la prima volta con una sorta di portale che mi trasporta in un luogo dove non suonano né cover band né dj che trasportano musica mainstream dritta nelle orecchie di un pubblico che vede la musica come mero sottofondo a quelle che considera cose più importanti. A suonare sono i La Governante, band nata nel siracusano nel 2012, che ha esordito col singolo Finché puoi tu balla per poi pubblicare, nel 2015, il disco La nouvelle stupèfiante (La Fabbrica Etichetta Indipendente/Audioglobe). L’album è stato accolto con enfasi da tutta la stampa specializzata ed è considerato da molti fra i migliori esordi del 2015, è un gradevolissimo miscuglio di post-rock, new-wave, elettronica tedesca contemporanea, che oscilla tra atmosfere noir, brani ballabili e ballate delicate.

Se la musica indipendente già di suo deve faticare di più per trovare i propri spazi dove farsi ascoltare, al centro della Sicilia la fatica è doppia, per cui la neonata realtà dell’Industrial di Leonforte (EN) mi ha ampiamente e positivamente sorpresa. Dal vivo i ragazzi sono energici, si vede che si divertono a suonare e cantare insieme, ballano mentre proiettano Love di Gaspar Noé (film erotico che potete trovare su Netflix) su una parete del locale che, con la sua atmosfera raccolta ed elegante, fa da perfetta cornice. Si esibiscono per un totale di 12 brani più due bis richiesti dal pubblico, a fine concerto ho l’opportunità di porgere qualche domanda al gentilissimo frontman Salvatore Micalizio.

Ho letto che questa primavera uscirà il vostro nuovo album, di cui abbiamo potuto apprezzare qualche brano in anteprima stasera e da cui avete già estratto il singolo The Dreamers, cosa potete dirci a riguardo?

In realtà ci stiamo ancora lavorando, è prevista l’uscita di almeno un paio di singoli in primavera/estate ma il disco vero e proprio dovrebbe arrivare alla fine dell’estate.

Per i video dei prossimi singoli avete già previsto collaborazioni con altri artisti a cui affidare la regia o proverete nuove improvvisazioni registiche fai-da-te?

Il fai-da-te fin dall’inizio è stato sempre non solo una necessità ma soprattutto un modo per divertirci insieme, ma sicuramente collaboreremo con qualche regista di videoclip musicali che riuscirà, spero in tutto e per tutto, a capire il concetto della canzone e realizzare un video particolare.

Per il prossimo album su quali aspetti vi siete focalizzati? Che aspettative avete a riguardo? Vi siete concentrati su certi temi in particolare?

Sicuramente siamo stati abbastanza influenzati da nuova musica sia italiana che estera.

E questa musica è sempre appartentente a quei generi a cui vi siete ispirati per il disco d’esordio e che hanno fatto sì che vi autodefiniste new-post-qualcosa o si tratta di qualcosa di diverso?

Ci sarà comunque qualcosa sulla scia dello scorso album ma ci sarà anche qualcosa di diverso, un new-post-diverso, una sorpresa!

Quindi non posso chiedere cosa avete ascoltato in questo periodo?

In questo periodo abbiamo ascoltato un po’ di tutto, dalla musica italiana, le nuove uscite italiane, ci è piaciuto molto il nuovo disco di Giorgio Poi, ma anche alcuni dischi esteri usciti da qualche tempo, come l’ultimo disco di St. Vincent, che stimiamo molto. Ci sono state particolari influenze che ci hanno portato anche a direzioni che prima non avevamo intrapreso.

la governante

Credits (foto a sx e in apertura): Giovanna Licata

Il progetto de La Governante com’è nato? Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti tramite amici comuni, alcuni di noi venivano già da altri progetti, ci siamo trovati, un po’ per gusti musicali affini e un po’ per questa esigenza di suonare.

Ho letto praticamente solo recensioni positive riguardo al vostro disco d’esordio La nouvelle stupèfiante ma, al di fuori del mondo della critica e degli ascoltatori attenti e appassionati, come vi siete trovati con il pubblico più variegato a livello di feedback nella vita reale? Che sfide dovete affrontare non trovandovi nei canali “mainstream”?

Essendo un disco abbastanza particolare, sia nelle sonorità che nei testi, melodie, arrangiamenti, la critica e gli addetti ai lavori hanno elogiato tantissimo il nostro lavoro. Tra il pubblico c’è chi è stato più attento, quello anche un po’ più fedele che ci ha seguito, ci vuole bene e ci ha supportato. Il pubblico non abituato a questo genere di musica ancora lo sentiamo un po’ distante e man mano che andiamo a suonare e che escono nuove canzoni, anche con questo nuovo album, speriamo di allargare un po’ gli orizzonti.

Come vedete lo scenario attuale della musica indipendente italiana e, nello specifico, siciliana? Trovate che anche qui, come in altri settori, sia in atto un fenomeno di “cervelli in fuga” che hanno bisogno di andare via per riuscire a farcela?

Magari col nostro genere, che è un po’ più dark, con questi suoni un po’ più riverberati… Magari all’estero tira un po’ di più. Ma in Italia c’è una situazione abbastanza strana, c’è questo ripescaggio dal cantautorato anni ’80, a questa sorta di itpop, come lo chiamano oggi, che diciamo che è diventato il filone principale, non solo nel circuito indie ma anche nel circuito nazionale… Magari ascolti la radio e fra Giorgia e Nek trovi un Calcutta o i Thegiornalisti. La scena italiana ormai è diventata questa.

A proposito, come avete visto la presenza de Lo Stato Sociale a Sanremo?

Io la vedo come una cosa positiva, perché situazioni come la loro o come anche Manuel Agnelli in tv su Rai3 col programma Ossigeno, le vedo come cose importanti per far scoprire alla gente mondi musicali che prima ignorava totalmente, quindi mi fa molto piacere.

C’è qualcosa che avete imparato dalla creazione del primo album che vi è servita d’insegnamento per la creazione del secondo?

Sicuramente quella di usare meno riverberi, perché hanno dato un sound particolare al disco che però magari lo rendono meno d’impatto. Stiamo cercando di creare qualcosa di più leggero per poter arrivare direttamente al pubblico.

Ho particolarmente apprezzato la cura dell’aspetto visuale nella realizzazione degli artwork dei dischi. Come avete curato la scelta degli artisti per le copertine sia del primo album che dell’ultimo singolo?

La copertina del primo disco è un’opera di Alexandra Levasseur, un’artista canadese che ha curato anche il video di Bianconi chansonnier, mentre quella del singolo The Dreamers è stata realizzata Joshua Burbank, un artista californiano, mi è piaciuto subito questa rappresentazione di un bacio tra due donne. Entrambe le opere fanno parte del loro catalogo, noi ce ne siamo innamorati e ci hanno concesso di poterle utilizzare.


ABBIAMO PARLATO CON…

La Governante

La Governante
Salvatore Micalizio – voce, synth
Sergio Longo – batteria, beat
Daniele Kiodo Ricca – chitarra, synth
Maurizio Barabba Carrabino  – basso,  synth bass

Discografia
La nouvelle stupèfiante (2015)

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Simona Catalfo

Simona Catalfo

Mi si può trovare a contemplare la bellezza della natura in qualche parco, ad ammirare la sensibilità artistica dell'uomo in qualche museo o ad imprecare contro l'universo davanti al pc nella mia stanza. In sintesi, sono solo una graphic designer.
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About Simona Catalfo

Mi si può trovare a contemplare la bellezza della natura in qualche parco, ad ammirare la sensibilità artistica dell'uomo in qualche museo o ad imprecare contro l'universo davanti al pc nella mia stanza. In sintesi, sono solo una graphic designer.

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