Soviet Soviet e i riverberi del post punk

Soviet soviet intervista in media rex

From Russia Pesaro with reverb

 

Un po’ punk, un po’ new wave, tanto Soviet Soviet. Sonorità internazionali per un trio di ragazzi che proviene dalla costa adriatica di Pesaro, sonorità che hanno conquistato l’Europa prima ancora della terra natìa. Nati nel 2008 per volere di Alessandro Costantini (chitarrista), Andrea Giometti (voce/basso) e Alessandro Ferri (batteria), in meno di nove anni hanno maturato una sostanziosa esperienza in sede live sui palchi italiani e soprattutto esteri, come poc’anzi dicevamo. A tre anni di distanza dal disco di esordio “Fate”, i Soviet Soviet sono tornati sul finire del 2016 con “Endless”, album che continua la loro progressione creativa sempre sulle scie musicali del post punk con il perenne riverbero su voce e chitarra, ma usato in maniera tale da dare comunque una cifra stilistica peculiare quanto basta per riconoscerli dal marasma del revival con cui negli ultimi tempi devono fare i conti (e anche noi).

Di questo e non solo abbiamo parlato con i diretti interessati, protagonisti loro malgrado anche di uno spiacevole malinteso con le rigide disposizioni di sicurezza degli Stati Uniti.

Soviet Soviet Endless

Soviet Soviet – Endless
Post Punk
Black Candy Record (IT)/Felte (USA), 2016
Italia


Endless è uscito lo scorso dicembre, e ha accattivato (meritatamente) un buon consenso da parte di pubblico e di critica, non solo nazionale. Volete parlarci del disco, della sua genesi, di cosa vi ha ispirati e come avete vissuto le fasi di composizione e registrazione?

Endless ha avuto un processo creativo molto lungo e complesso. Abbiamo lavorato moltissimo tempo sui brano e abbiamo curato tutti gli aspetti. Abbiamo passato molto tempo in sala prove e abbiamo avuto due sessioni di registrazione nelle quali abbiamo cercato di ottenere il risultato che ci convinceva.

L’artwork è molto particolare, con un’immagine di una galassia, buco nero o una pupilla dilatata, a seconda dell’interpretazione che le si può dare. Di chi è stata la scelta? 

L’artwork internazionale è del grafico che lavora con l’etichetta americana Felte. Abbiamo anche una grafica per il mercato italiano perché il lavoro è stato coprodotto sia dalla sopracitata “Felte” che da “Black Candy” di Firenze.

Punk e New Wave sono i richiami più evidenti nella vostra musica. Quale è stato il momento e quale artista ha fatto accendere in voi la scintilla per cui avete detto “Da oggi la musica sarà parte integrante della mia vita”?

Ognuno di noi ha i propri ascolti e il proprio background musicale iniziato da bambini. Ci sono veramente tanti artisti che sono stati importantissimi per noi e lo sono tuttora.

Il brano preferito del sottoscritto è “Pantomime”, con quell’incedere spedito, diretto e che inquadra bene una delle vostre sfaccettature. Avete tra voi un brano di cui siete particolarmente orgogliosi, oppure “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, giusto per citare Pino Daniele?

Certo, ci sono sempre dei brani che ci piacciono di più rispetto al altri. Sicuramente tutti i brani di “Endless” ci piacciono e ci convincono se non fosse stato così non li avremmo mai inseriti nell’album. Potrei citarti “Star”, ci piace davvero tanto o “Surf a Palm”.

Siete molto apprezzati anche nel resto d’Europa e non solo. Quale è stato il vostro primo impatto con l’estero? L’accoglienza mi pare di capire diventi sempre più calorosa tour dopo tour.

Sì paradossalmente abbiamo iniziato a suonare prima fuori Italia e poi dentro in confini. Il primo impatto è stato ad un concerto a Nizza di spalla ai Frank, Just Frank, ed è stata un’esperienza magnifica. Ora la gente e i fan crescono tour dopo tour e siamo veramente felici di questo.

 A proposito di accoglienza, nonostante tutti gli accorgimenti presi con visti e permessi e tutte le delucidazioni possibili date alle autorità, qualcosa è andato (molto) storto in America di recente, tanto che a causa dei rigidi (fin troppo, in questo caso) controlli siete stati rispediti in Italia. Inutile chiedervi se vi sia dispiaciuto, ma a mente più fredda, come avete elaborato tutto questo? Soprattutto, in futuro accetterete di nuovo eventuali nuove richieste di tour negli Stati Uniti?

Rimane il dispiacere di non aver avuto la possibilità di intraprendere il tour, di non aver potuto suonare in una radio magnifica come il KEXP e in un festival internazionale com quello del SxSw. Più avanti vaglieremo e sicuramente prenderemo tutte le precauzioni del caso.

Soviet Soviet Intervista In Media Rex

 Tornando al “discorso estero” in termini più leggeri, toglietemi una curiosità: che effetto fa essere annunciati all’estero come “Soviet Soviet from Pesaro”? Soprattutto considerando che fuori dall’Italia oltre Rome, Milan, Napule, Pizza, Mare, non è che abbiano tutta questa dimestichezza con la geografia italica.

Sicuramente fa un bellissimo effetto. È sempre molto bello vedere la curiosità da parte della persone che vengono ai nostri concerti.

Se doveste descrivere la vostra musica tramite un dipinto, un film, un agente atmosferico?

Domanda molto difficile e personale. Penso che poi possa variare a seconda del periodo in cui si vive. Ora non riuscire a risponderti.

Prima di lasciarci, un’ultima domanda: voi siete marchigiani, il sottoscritto abruzzese. Da secoli si dice ci sia una rivalità piuttosto aspra tra noi. Con questa intervista possiamo dire di aver sotterrato l’ascia di guerra una volta per tutte brindando con del buon Rosso Piceno? Io porto gli arrosticini, promesso.

Ahahaha, guarda io non sapevo nemmeno dell’esistenza di questa rivalità! Quindi certo, arrosticini, vino e si va tutti a cena insieme!


ABBIAMO PARLATO CON…

Soviet Soviet Intervista In Media Rex fin

Soviet Soviet
Alessandro Costantini (Guitar)
Andrea Giometti (Vocal/Bass guitar)
Alessandro Ferri (Drums)

Discografia:
Summer, Jesus (EP) 2011
Fate 2013
Endless 2016

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi’s 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199… dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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