Black Sabbath – The End arrives in Birmingham

Black Sabbath Birmingham the end in media rex

L’ultimo sabato nero è compiuto.

 

E alla fine la danza oscura cessò il suo vortice di osannazione diabolica. Un sabato notte, oscuro, durante il quale si è consumato l’ultimo barlume solfureo di un sabba iniziato mezzo secolo addietro. Anche l’ultima goccia di cera dell’ultima candela che illuminava fioca e inquietante la figura da tanti devota si è accasciata al suolo, soffocando una fiamma mai debole, mai domata, ma che nulla può contro voleri ben più alti.

Sabato, 4 febbraio 2017, i Black Sabbath tornano a casa, in quella Birningham che ha dato loro i natali, la gloria, un’aurea di zolfo e leggenda. Una città che tramuta disgrazie in fortune, dove un chitarrista perde le estremità di due dita e nonostante questo trova rimedio e ancora più forza di prima. Dove un folle iperattivo dalla voce acuta e monotòna diventa sacerdote dell’elettrica danza macabra. Dove un bassista con l’Occulto come sposa eterea grazie alle sue visioni deleterie e nefaste contribuisce in maniera allucinata all’iniziazione e alla celebrazione del culto.

Black Sabbath Birmingham in media rex

Sabato, 4 febbraio 2017, i Black Sabbath tornano a casa per dire “Addio, è stato bello dilaniare le vostre menti per cinquanta cazzo di anni”. E il mondo ora è più puro, più chiaro, più limpido. E proprio per questo ancor più orribile, senza quel misticismo, senza quell’angoscia così ammaliante, senza quel martellare d’oltretomba che inquieta, seduce, rapisce, abbraccia, soffoca, rende altro.

Il sabba ha concepimento, orgiastico amplesso e liberatoria conclusione davanti e in mezzo ai devoti, ma è anche il segno della fine di un’era, letteralmente. Cinquant’anni un cui nulla è stato più lo stesso, cinquant’anni durante i quali sono stati riscritti e ristabiliti i canoni di una musica a cui molti, moltissimi devono qualcosa. Cosa ci sarà dopo? Un nuovo tour di Ozzy solista, ma non sarà la stessa cosa, come non lo è mai stata quando le due parti della danza macabra si sono scisse. Iommi si riposerà, ma sarà il suo tocco a mancare terribilmente nel mondo della musica.

black sabbath birmingham final in media rex 1

I Black Sabbath non cessano di esistere. I Black Sabbath, semplicemente, rimarranno nell’etere per il resto dei giorni che questo mondo ha ancora, perché prima ancora che una band, prima ancora che un gruppo di ragazzi con passioni diverse dai loro coetanei, prima ancora che una leggenda, sono un fondamento etereo, e in quanto tale potranno anche evaporare, ma il vapore rimane nell’aria. Ed essendo ricco di zolfo, si attacca a qualsiasi cosa ci sia nei paraggi, penetra nei polmoni, si stringe addosso anche se non te ne accorgi. E te lo porterai sempre con te.

I Black Sabbath non hanno posto fine alla loro esistenza. L’hanno tramutata in altra forma. Un ricordo, un incubo, un qualcosa da perpetrare di generazione in generazione, come gli antichi araldi narravano le gesta di Omero e Achille, di Menelao ed Ettore, intrecciando realtà con leggenda, credenze popolari con epica poesia.

black sabbath birmingham final in media rex final

La danza è conclusa, la leggenda continua.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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