Bologna Sonic Park, caldo e Slipknot

slipknot con le nuove maschere aberranti bologna sonic park

Bello show quello degli Slipknot, gran pogo. Però meglio gli Amon Amarth. E che forti i Lacuna Coil.

Ci siamo, siamo ancora qui. Letteralmente. Nel senso che siamo ancora qui, su questa terra, vivi e vegeti. Con 20 litri di liquidi in meno nel corpo, ma ci siamo. Questo report arriva con un po’ di ritardo per mere esigenze di vita e sopravvivenza. Chi non abita a Bologna, non può comprendere la calura dilaniante di giovedì 27 agost giugno. Chi non è stato all’Arena Parco Nord, oggi Arena Joe Strummer, non può capire l’agonia nelle ore più calde (quindi fino alle 21:00, poco prima dell’esibizione degli Slipknot).

Diciamo subito che, tra una visione mistica di San Pietro sull’americana del palco (enorme) del Bologna Sonic Park e una temperatura aberrante di 42 gradi senza un briciolo di vento, l’organizzazione ha fatto il suo dovere. Bottigliette d’acqua distribuite gratuitamente in primis, assenza dell’aberrante sistema di token e prezzi quasi umani per una birra (6 euro, ma almeno spillata grazie ai punti ristoro sparsi con accortezza).

Ma torniamo a noi. E al caldo.
Dio mio, il caldo.

Tra un’apparizione di San Giuseppe che mi chiede le misure per realizzare il più in fretta possibile una bara con aria condizionata e un ragazzo che è lì lì per svenire, siamo con la lucidità al minimo sindacale per comunque apprezzare i Corrision Of Conformity. Stoner grezzo e cazzuto, preferiamo di certo questa mazzata tra capo e collo piuttosto che l’insolazione. Peccato per la loro posizione in scaletta: suonare alle tre del pomeriggio non è facile per nulla, ma proprio per questo tanto di cappello. Show coraggioso.

cristina scabbia lacuna coil vestito rosso bologna sonic park 2019

“CHE CALDOOOOO!”, urla Cristina Scabbia nel nuovo singolo incendiario dei Lacuna Coil

Coraggiosi anche i Lacuna Coil. La band di Cristina Scabbia sfida l’Inferno in Terra con costumi di scena pesantissimi (abbiamo sudato anche per voi solo a vedervi agghindati così) e con una carica pazzesca. Professionisti in tutto, in più un bel muro sonoro che non guasta mai e che anzi riesce ad animare i migliaia di coraggiosi sotto il palco. Promossi a pieni voti.

Si cambia, arrivano i Testament. Forti. Fortissimi. Un’istituzione. Peccato per la scaletta un po’ brutta. Nulla da dire sulla prestazione sempre massiccia, ma l’amaro in bocca rimane.

Amaro che fa posto a cervogia, idromele e dei norreni grazie all’arrivo degli Amon Amarth. Non portano con loro il freddo scandinavo, ma per una volta dimentichiamo davvero queste lamentele da anziano protagonista dei servizi di Studio Aperto e godiamo come degli ovini felici di essere sacrificati per Odino. Spettacolari, hanno fatto faville e ci siamo per un attimo convertiti al paganesimo. Poi siamo tornati fedeli alla birra Peroni, ma va bene così. Se non avete ascoltato il loro ultimo album, “Berserk”, rimediate. Se non lo avete apprezzato, che cagotto vi colga mentre siete in spiaggia.

Arrivano le 21. Che bello, un po’ di fresco.
Manco per il cazzo.
È solo un benefattore che mi ha versato dell’acqua in testa.
È stato bellissimo.

slipknot in concerto pubblico folla bologna sonic park 2019

Quattro gatti in fila per sei, praticamente. Il mio ginocchio deve essere ancora lì, da qualche parte.

Tempo di ringraziarlo, ed è tempo di Slipknot. Anche se il loro tempo è già passato da un po’. Dobbiamo essere onesti e per questo un po’ stronzi: uno show di tutto rispetto, ma quante pause. Corey Taylor sa esattamente dove e quando applicare un (bel) po’ di mestiere, ma è innegabile che il tutto sia gestito in maniera tale da allungare la minestra. Questa è la summa di due giudizi: il mio, novellino per un live dei mascherati e che nel complesso non è rimasto particolarmente deluso (in corpo c’era più curiosità che aspettative), e quello di un veterano che li segue dal 2002, il quale ha ammesso la spettacolarità dello show nel complesso, ma che al sesto concerto percepisce troppo il manierismo e patisce eccessivamente le pause tra un brano e l’altro. Ah, le nuove maschere fanno cagare (sempre giudizio del veterano. Io ero troppo impegnato a evitare che mi saltasse il ginocchio nel pogo).

Morale della favola: che bello che è stato il live dei Lacuna Coil! Per Odino, hip hip, hurrà!

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
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About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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