Calcutta Arena Di, Edoardo conquista Verona

“Altro che Romeo, noi vogliamo Calcutta!”

Sul muro di Giulietta, Maty e Gloria (almeno credo) riassumono perfettamente il senso della giornata del sei agosto: per oggi, mio caro Romeo, non sei tu l’uomo più desiderato di Verona. L’intera città è in fermento per Calcutta, e anche io non sono da meno. Aspettavo questo concerto da circa metà gennaio, e da quando il mio collega Alessandro ha raccontato l’evento di Latina l’attesa è diventata ancora più snervante, tranne che per un minimo dettaglio: Tommaso Paradiso. L’idea che potesse cantare anche al concerto di Verona non mi ha fatto dormire per un paio di notti; chi mi conosce bene sa della mia profonda antipatia verso i Thegiornalisti, e ho fatto gli spergiuri fino all’ultimo secondo, fino a quando passando davanti all’Arena non ho sentito il soundcheck di Io non abito al mare. Bella, c’è la Michielin, salutoni Tommy! Decisamente rincuorata e senza aspettarmi minimamente altre sorprese, ho preso la mia solita birra pre-concerto e ho aspettato oltre l’apertura dei cancelli per entrare con calma ed evitare la fila – che belli che sono i posti numerati.

È la mia prima volta all’Arena di Verona e non posso che contemplarla mentre si riempie a poco a poco e il sole tramonta, è davvero una location imponente. Chissà se il buon Edoardo sarà in grado di gestirla. Lo stadio è andato alla grande, ma l’Arena… lei è tutta un’altra cosa.

Lettere alternative a Giulietta

 

Il tempo passa velocemente e alle nove e dieci entra (quasi) puntuale MariaAntonietta. A vederla da sola sul palco accompagnata semplicemente dalla chitarra fa quasi tenerezza, ma lei è una tipa tosta, tira fuori la voce e non si lascia intimorire. Le sue canzoni scaldano ed entusiasmano il pubblico, tant’è che quando finisce di suonare siamo tutti dispiaciuti nel vederla andare via.

Alle dieci la festa ha inizio, il maxi schermo si accende e Pierluigi Pardo fa la sua comparsa con lo spot multilingue dell’acqua Parda. Le luci si abbassano e sullo schermo compare un Calcutta versione Super Mario Bros con tanto di barra di caricamento, entrano i musicisti ed Edo con loro, nessuna entrata scenica, gioca un po’ con la tastiera per smorzare il nervosismo e finalmente il concerto si apre con Briciole. La scaletta è la stessa del concerto di Latina, cambiano solo gli ospiti. Esatto, gli ospiti. Durante Kiwi, Francesca Michielin irrompe sul palco per cantare il ritornello e Calcutta la definisce un’allucinazione collettiva. Tornerà sul palco altre due volte per cantare Del Verde Io non abito al mare regalando ai fan momenti di tenerezza estrema. Nessuna proposta di matrimonio, anche se devo ammettere che un po’ci speravo (non per me, sia molto chiaro).

Calcutta e Francesca Michielin in Io non abito al mare

Ma non è finita qui. Quando pensavamo di aver già visto l’ospite d’onore della serata le luci si abbassano, è chiaro che sta per succedere qualcosa di meraviglioso, e infatti ecco che entra con la sua chitarra Brunori Sas che duetta con Calcutta in una spettacolare Saliva. L’emozione è alle stelle, tutto il pubblico canta con loro ma senza urlare, come anche in Io non abito al mare, sembra quasi che nessuno voglia disturbare i due artisti per godersi il momento fino in fondo.
Il concerto prosegue fino alle 23.40, Calcutta canta senza sosta i suoi pezzi migliori e l’intera arena lo segue cantando e agitando le sciarpe, questa volta blu, fino a quando Edo non ringrazia il pubblico e chiude con Pesto, in cui la sua voce è completamente sovrastata da noi che cantiamo in coro. Uno spettacolo veramente emozionante (confesso, ho versato qualche lacrimuccia anche durante Kiwi e Frosinone).

Il concerto è finito, Calcutta esce di scena e nonostante molti di noi sperino in un suo rientro per un bis, sparisce definitivamente dietro le quinte. Esitiamo un po’ tutti ad andar via, il concerto di questa sera ha avuto su di noi un impatto emotivo molto forte ed è difficile lasciare l’Arena, come se rimanendo li potessimo trattenere ulteriormente impresso nella mente il ricordo della serata.

In conclusione non posso che essere d’accordo con Alessandro, davanti ai nostri occhi abbiamo avuto un Edoardo cambiato, cresciuto a livello artistico, che sa gestire le emozioni di una serata forte come quella dell’Arena regalando uno spettacolo memorabile al pubblico e penso che da oggi in poi i suoi fan non possano che amarlo di più. Detto ciò, grazie Edo, ti aspettiamo per il prossimo tour.

Leggi anche: La forza di Calcutta a Latina

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
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