Caparezza è come il vino: più invecchia e più diventa buono

L’acufene post-concerto ti fa stare bene

In periodo di piena campagna elettorale una candidatura di Caparezza non stonerebbe per niente visti i tanti, troppi personaggi che occupano le nostre poltrone politiche. E, considerando le masse che smuove il “non più giovine” Michele Salvemini, non esagero nel dire che le sue possibilità di vittoria sarebbe perlomeno non basse. Ieri il Palalottomatica di Roma ha offerto rifugio dalla pioggia alla folla delle grandi occasioni per oltre due ore, durante le quali si è assistito al solito grande show Caparezziano: prorompente, irriverente e, ancor di più, coinvolgente. Una scenografia cangiante, così come mutevole era il vestiario del Capa, ha addobbato il palco durante le tre diverse fasi del live, caratterizzate rispettivamente dai brani estratti dall’album Prisoner 709, dai grandi classici e da un encore letteralmente “spaziale”. Ma andiamo per gradi -che sono tanti, contrariamente a quanti ce ne fossero fuori dal palazzetto ieri sera- e partiamo dall’inizio.

Immagine correlata

Fonte: comingsoon.it

Per un momento, solo per un momento, ho avuto l’impressione di avere davanti gli Slipknot, altro che Caparezza e Diego Perrone: vuoi per la disposizione della band su più livelli del palco, vuoi perché la voce è stata attufata per abbondanti 10 minuti, vuoi perché le impressioni sono impressioni e non si possono giustificare. Uno show aggressivo per l’impatto che ha regalato, che ha visto alternarsi sul palco mini-camionette della polizia, immensi spaventapasseri e sedicenti space-shuttle. Ma perché limitarsi a guardare lo show, quando puoi prendere parte tu stesso alla scenografia? E allora ecco che durante Ti fa stare bene Caparezza tira fuori l’inaspettato: non il cazzo, ma degli enormi palloni che colorano immediatamente l’intero palazzetto e rendono la folla parte dell’allestimento di scena. Non sono mancate in scaletta i brani Prosopagnosia, Larsen e la title-track Prisoner 709.

La seconda parte del live ha ripercorso quella che è stata la carriera del capelluto Caparezza, grazie ai brani storici dell’artista salentino, quali Fuori dal Tunnel, China Town, Vieni a ballare in Puglia e La fine di Gaia. Prorompente Caparezza, fuori dal coro, oltre che dal tunnel: riesce a regalarti delle massime di vita che difficilmente sono contestabili. Non sono mancanti, anzi sono fioccati, momenti a dir poco comici, che fanno la differenza tra un’esibizione ed uno show. Storie raccontate attraverso la musica: questo sono i concerti di colui che ha come nome Michele e come cognome Profeta. Ieri sera ho potuto constatare che per molti l’unica religione è Caparezza, e questo nonostante lo stesso Caparezza sia contrario ad ogni forma di idolatria. Amen.

Immagine correlata

Fonte: musicattitude.it

L’encore spaziale ha fatto viaggiare verso l’alto dei cieli, direzione universo. Avrai ragione tu e Vengo della luna hanno accompagnato verso la conclusione un grande show, precedendo Abiura di me e l’outro Sogno di potere. Un viaggio, quello di ieri sera, che ha avuto momenti letteralmente di alta qualità, alta dal suolo, perché che Caparezza potesse cantare sospeso a quasi dieci metri di altezza non se lo aspettava (quasi) nessuno. Ma, del resto, lui viene dalla Luna, no?

Lo show, che si è concluso con abbondanti quindici minuti di saluti e ringraziamenti allo staff, alla band ed agli organizzatori, è stato dedicato a due giovani ragazzi recentemente scomparsi. Questo è anche Caparezza: un grande uomo, oltre che un grande artista. Un ragazzo, ormai non tanto più giovane, che si autodefinisce inquieto, timido e giocherellone. Che dire, grazie di essere ciò che sei, Capa!


ABBIAMO PARLATO DI…

Caparezza
Prisoner 709 Tour
Roma, Palalottomatica
29/11/2017

Prosopagnosia
Prisoner 709
Confusianesimo
Una chiave
Ti fa stare bene
Migliora la tua memoria con un click
Larsen
L’uomo che premette
Minimoog (Solo Intro)
Autoipnotica
Prosopagno sia!
—-
Fuori dal tunnel
Legalize the Premier
Non me lo posso permettere
Jodellavitanonhocapitouncazzo
Goodbye Malinconia
China Town
La fine di Gaia
Vieni a ballare in Puglia
Mica Van Gogh
—–
Avrai ragione tu (ritratto)
Vengo dalla luna
Abiura di me

Leggi anche: Caparezza: 7 o 9 genialate per raccontare Prisoner 709

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *