Dead Cross a Milano: sogni infranti di bacchette

dead cross milano 2018 in media rex

Un ammirato e al tempo stesso triste resoconto della data milanese del progetto di Mike Patton e Dave Lombardo.

La prima volta che ho sentito nominare Mike Patton è stata quando un mio compagno di classe si mise a scrivere sul banco, in preda ad un’adorazione ossessiva, il suo nome e quello di tutti i suoi progetti musicali. Io ero una  quattordicenne ancora in fissa con le boyband, perciò lo guardai male e mi dimenticai della cosa. Dieci anni dopo, con gusti musicali fortunatamente cambiati, vidi i Faith no More al Sonisphere di Milano. Quella volta mi sono sentita in dovere di scrivere al mio amico e dirgli che aveva ragione, che Mike Patton è fenomenale, e per tutta risposta mi sono beccata un paio di insulti per essere andata al concerto senza meritarlo davvero. Per questo, quando ho letto che sarebbe tornato a Milano con un progetto nuovo insieme a (udite, udite!) Dave Lombardo, storico batterista degli Slayer e membro di un altro progetto di Patton, i Fantomas, ho comprato il biglietto a scatola chiusa. Sapevo che sarebbe stato uno spettacolo senza pari. Ho chiamato di nuovo il mio amico, adesso mi odia ancora di più.

Il sei giugno arrivo all’Alcatraz alle nove passate, stanno suonando gli Zeus. Non c’è ancora troppa gente quindi prendo una birra e mi infilo tra il pubblico per guadagnare un posto in seconda fila. Chissà, magari da qui riesco a prendere una delle bacchette di Dave Lombardo… sarebbe un sogno per qualsiasi batterista! Gli Zeus continuano a suonare, hanno un ritmo incalzante e stile da vendere, lo stesso Patton gli farà i complimenti durante la sua esibizione, sanno come coinvolgerti durante l’attesa, non è da tutti. Finiscono di suonare tra gli applausi dopo una comparsata di Justin Pearson e l’attesa comincia a salire.

Arrivano i tecnici del suono e scoprono la batteria di Lombardo, che emozione vederla così da vicino! Scatto qualche foto e penso che una batteria del genere potrò solo sognarla ad occhi aperti. Passano pochi minuti ed inizia la magia. I Dead Cross salgono sul palco, l’attenzione è tutta per Patton e Lombardo, tranne quella di un ragazzo di fianco a me che cerca in tutti i modi di offrire la sua birra a Mike Crain con scarsi risultati. Le note di Seizure and Desist danno il via allo spettacolo.

dead cross milano 2018 in media rex

Photo credits: Onstage

Patton già dai primi minuti non delude le aspettative. Si diverte sul palco come un bambino in un parco divertimenti, saltella, sghignazza, da il cento per cento di sé al pubblico che lo acclama estasiato. La versatilità della sua voce cattura, tanto da rifiutarmi di cantare in coro per sentirne ogni sfumatura.

È un animale da palcoscenico, eclettico, provocatore, parla in italiano, prende in giro il pubblico e il bassista Justin Pearson “tanto non capisce, posso dire quello che voglio”. Insomma, il solito Patton che non annoia mai.

Dietro di lui, l’altro punto cardine della serata. Per lui non c’è bisogno di presentazioni, il boato della folla parla chiaro. Vedere Dave Lombardo suonare dal vivo è uno spettacolo allo stato puro. Precisione ed estro creativo, eccentricità e maestria, verrebbe quasi voglia di abbassare il volume agli altri strumenti e sentire suonare solo lui. Mi dispiace per Justin Pearson e Mike Crain, questa serata li ha lasciati completamente in disparte, ma immagino che avessero calcolato il rischio, in fondo stanno suonando con due mostri sacri.

Mentre penso a queste cose vengo spintonata da un ragazzo che vuole provare a salire sul palco, ma mentre urla “Ci provo! Ci provo!” uno dei bestioni della security lo blocca e lo porta via. Addio amico, sembravi simpatico! Ma torniamo a noi. Il concerto prosegue, il volume è altissimo e si addice al tipo di serata, so già che tornerò a casa con le orecchie distrutte, ma ne vale la pena. Dopo Church of the Motherfuckers i Dead Cross si prendono una piccola pausa. Rientrano suonando la cover di Nazi Punks Fuck Off, poi Patton si siede e tutti restiamo trepidanti in attesa, sappiamo bene quello che sta per succedere. Pochi minuti ed ecco il riff iniziale di Raining Blood, su cui Patton canta qualche strofa di Epic, per poi interrompersi bruscamente, salutare il pubblico e andare via. Rimaniamo tutti un po’ interdetti, è finito davvero?

dead cross milano 2018 in media rex

Photo credit: Tuttorock

Non faccio in tempo a rendermi conto che il concerto è durato meno di un’ora, quando vedo Dave Lombardo avvicinarsi alla transenna. È il mio momento! Cerco di avvicinarmi, ma una ragazza mette in bella mostra un cartellone “Dave, can I have your drumsticks?”, Lombardo la guarda, sorride tutto contento e le regala una bacchetta, lanciando l’altra dal lato completamente opposto al mio. Si tiene anche come ricordo il cartellone. Penso che sia il momento peggiore della mia vita, un sogno andato in frantumi. Ma non voglio stare qui ad auto commiserarmi, passata la confusione iniziale mi rendo conto di aver partecipato ad un evento unico nel suo genere, breve ma potentissimo. Mike, aspettiamo impazienti il tuo prossimo progetto.

Post Scriptum:

Se mi stai leggendo, ragazza del cartellone, sappi che non mi sei simpatica, per niente.

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
Giada Corneli

About Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *