Flowers Festival: un palco torinese per la nuova scena italiana

Sono stati presentati ufficialmente oggi al Circolo dei Lettori di Torino il programma e gli artisti che si esibiranno al Flowers Festival.

La cartella stampa ha un involucro dorato, quasi a voler sottolineare la fresca ed autorevole ratio della nuova edizione (la quarta) del Flowers Festival di Collegno: quest’anno si punta grosso sui giovani, squattrinati e senza futuro, sì, ma con le vette delle classifiche e, per l’appunto, i dischi d’oro dalla loro. Sono tutti nomi appartenenti alla scena indie o (t)rap, quelli proiettati e analizzati davanti alla schiera di giornalisti nella elegante Sala Grande del Circolo dei Lettori -in cui figuriamo anche noi, giusto per dare una ventata di parzialità e goliardia all’evento-, in cui i veterani sono Fabri Fibra e Gemitaiz, per capirci: quindi Carl Brave, Lo Stato Sociale, Motta, Coez, Noyz Narcos, Willie Peyote, Frah Quintale; in poche parole, la nuova scena italiana, ormai consolidata anche a livello di vendite (facciamo di streaming) e di diffusione nazionale, che parla alla nuova generazione, al nuovo mondo che è tornato a popolare gli eventi musicali, ma non soltanto. Il direttore Fabrizio Gargarone lo enfatizza al microfono in maniera sicura: “Il Concerto del primo maggio romano ha svelato diverse cose: la prima è che esiste davvero una nuova scena italiana, solida, con un grande seguito. La seconda è che questa, composta da artisti che solitamente ricadono in una qualche classificazione di genere (trap, rock, indie, etc…), sta in pieno nel pop del nostro Paese. L’esibizione di Sfera Ebbasta è stata esemplare in questo: tutta la piazza (tutta, davvero), ha cantato le sue canzoni. Le stesse persone che hanno accompagnato a memoria Gianna Nannini prima e Le Vibrazioni poi, conoscevano perfettamente le sue hit, tra lo stupore degli addetti ai lavori”. Qualcosa vorrà pur dire.
Il Flowers, che attende al Parco della Certosa 5000 spettatori a serata, è pronto a scommettere sul successo delle nuove leve, i nuovi Numeri Uno – come vengono chiamati in conferenza. Dal 10 luglio sapremo con certezza se vi è bontà nella scelta. Le vendite di biglietti vicine al sold out sono comunque già un chiaro elemento a loro favore.

I concerti anche a questo giro saranno in ogni caso la punta di diamante (termine più che azzeccato) della kermesse, in quanto avremo una sezione prequel al festival appunto battezzata “Dai Diamanti non nasce niente” che presenta progetti unici dedicati al quarantesimo anniversario della Legge Basaglia: segnaliamo tra i partecipanti il nostro idolo Giovanni Lindo Ferretti e i giovani Eugenio In Via Di Gioia alla Lavanderia A Vapore e la performance di CLGEnsemble & Willy Merz alla Fondazione Merz, che faranno complessivamente da cornice alla collettiva riflessione culturale sul tema della follia.

Di seguito la schedule dei live. Per il programma completo cliccate qui.

Come arrivare al Flowers Festival

Navetta Gratuita: Autolinee Marino propone un servizio di navetta gratuita per il ritorno dall’area concerti del festival (Collegno), con arrivo nel centro di Torino

Bus: Autobus 33 (a Torino fronte Stazione Porta Nuova), 37

Metropolitana: Stazione Fermi (Capolinea della metropolitana) a 7 minuti a piedi dalla manifestazione. Oppure dalla stazione BUS 33, 33/, 37 (scendete alla terza fermata all’ingresso del Festival)

Treno: Stazione ferroviaria di Collegno che si trova a 5 minuti a piedi dal Festival

Auto: dalla tangenziale prendete l’uscita Pianezza direzione Collegno

Quando
Data/e: 10 luglio 2018 – 22 luglio 2018
Orario: 20:00 – 23:59

Dove
Parco della Certosa Collegno
Corso Pastrengo 51 – Collegno

Giulio Beneventi

Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Four Roses, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta piegamenti di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.
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About Giulio Beneventi

Carpenter, Bowie e Bukowski hanno fatto di me il 90% di quello che sono oggi. Per il resto ci hanno pensato le sigarette, il Four Roses, i vinili di Coltrane e i manuali di giurisprudenza. Mi sento a mio agio scrivendo solo di notte, dopo trenta piegamenti di riflessione e una buona dose di gentil cinismo.

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