Franz Ferdinand, l’Unipol e salta salta non ti fermare

 franz ferdinand bologna 2018 in media rex 1000“I Franz Ferdinand dal vivo spaccano, sono fenomenali!”
(un metallaro sui Franz Ferdinand)

Non è stato un concerto da verginello nudo e pure come quello dei Biffy Clyro, ma devo ammettere che le aspettative per i Franz Ferdinand dal vivo non erano moltissime. Non per una questione di snobismo (anche se l’ultimo album, “Always Ascending”, non mi ha convinto molto), più semplicemente perché non sapevo davvero cosa aspettarmi. Sono rimasto incuriosito dal giudizio entusiasta di un mio amico che di per sé ascolta e suona tutt’altro genere, che mi sono detto “Dannazione, se sono riusciti a esaltare un metallaro, che cavolo fanno dal vivo?”. Le congiunzioni astrali (astinenza da concerti in primis) hanno fatto il resto.

 

Dopo esserci fatti fregare bellamente un paio di euro per dei braccialetti fluorescenti per una coreografia inesistente e per “aiutare i giovani padri senza lavoro” (e io sono Paperoga), dopo una rigenerante birra poco dopo essere entrati all’Unipol Arena di Bologna, l’opening act per ingannare l’attesa per i Franz Ferdinand è stato affidato al duo electro-new wave I’m Not A Blonde, lasciandomi sensazioni discordanti: il genere di per sé mi garba, la loro performance anche, tuttavia reputo la loro esibizione più un dj set con innesti live che un concerto vero e proprio. Campionamenti, percussioni elettroniche (anch’esse per lo più campioate) e cappotti color oro che non vedevo dall’epoca del fabbricatore di occhi di Blade Runner mi hanno destabilizzato un po’. Proposta musicale interessante, ma la collocazione in un palazzetto credo stoni.

franz ferdinand bologna 2018 in media rex

Scoccano le 21:30 (credo… ho perso così tanto l’abitudine di indossare l’orologio da polso che ho il dubbio di non saper più distinguere le lancette in condizioni di scarsa luce) e salgono sul palco i Franz Ferdinand. L’Unipol Arena non è stracolmo, la tribuna centrale è piuttosto spoglia, il parterre invece pullula di persone dall’età anagrafica eterogenea. Fatto sta che 30, 20, 16, 50, 40 anni non frega una benemerita cippa: si salta, si canta, ci si agita. Il coinvolgimento è assoluto. Questo è ciò che mi mancava dei concerti di artisti che conosco poco ma che si dimostrano artisti capaci: il coinvolgimento. Non ero nemmeno ubriaco, quindi fidatevi del lucido giudizio.

Alex Kapranos sa perfettamente come intrattenere il pubblico anche nei momenti meno adrenalinici, il che è un plus di non poco conto: non credo ci sia stato un minuto di noia, nemmeno per sbaglio, nemmeno durante i brani con meno appeal per il sottoscritto. Quasi due ore di concerto in cui il divertimento e la concentrazione verso ciò che accade sul palco e attorno a sé non è mancato.

franz ferdinand bologna 2018 in media rex

Bello, bravi. Non ero completamente verginello dei Franz Ferdinand e la mia curiosità di vedere cosa diamine combinassero sul palco tanto da rendere entusiasta un metallaro è stata appagata. Anche la mia sete di concerti belli e divertenti. Chapeau.

Andrea Mariano

Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)
Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *