Giorgio Canali a Bologna, un’ora e mezza di canzoni di merda con la pioggia dentro

giorgio canali in media rex bologna

In verità a Bologna è stata una bella giornata e il Locomotiv è un locale ben coibentato. Resoconto di una serata tra allegri disperati.

Ho sempre ascoltato Giorgio Canali, ma non in maniera continuativa. Fino a poco tempo fa. Per vari avvicendamenti della vita, nell’ultimo periodo la discografia canaliana ha preso sempre più spazio negli ascolti del sottoscritto. Vuoi per un album fenomenale quale “Undici Canzoni Di Merda Con La Pioggia Dentro”, vuoi perché ho iniziato a sviscerarlo con maggiore cognizione di causa. Vuoi perché, per tutti questi motivi e chissà per cos’altro, è finito per essere una sorta di stella polare.

E se la poetica di Giorgio Canali inizia a essere il tuo punto di riferimento, o sei lanciato verso il baratro, o cerchi di prendere una rincorsa enorme, senza sapere come andrà a finire. Ma ti dona anche una presa di coscienza che ti permette di prendere decentemente la misura della tua vita. Alla fine della fiera, dunque, se lo prendi nella giusta prospettiva, è positivo. Credo.

Ma arriviamo al concerto.

Il 14 dicembre è una giornata soleggiata, fresca e quasi mite, per essere metà mese. La sera un vento vagamente sferzante accompagna i passi verso il Locomotiv di Bologna. Il tempo di entrare e prendere una Moretti alla spina è bastato per capire che il locale si sarebbe riempito di entità umane piuttosto variegate, nonché di personaggi che il sottoscritto non rivedeva da eoni, dai tempi delle lunghe criniere e dei chilometri per l’italico Paese.

Ad ogni modo, arrivano grossomodo le 22:00, arriva grossomodo la band sul palco zitta zitta, arriva grossomodo Giorgio Canali, bicchierone di acqua vodka in una mano e librone coi testi dall’altra. Più basso profilo di così, si muore. Anzi no, si beve.

giorgio canali in media rex

Si parte subito con una versione particolare di “Nuvole Senza Messico”, che cresce nella seconda parte con rabbia esplosiva. Il Locomotiv, frattanto, continua a riempirsi, un po’ come il bicchiere del buon Giorgio. E anche del mio. E anche dei presenti.

Non starò qui a sciorinarvi la scaletta brano-per-brano. Non sono qui per farvi un track-by-track. Vi dico, però, che un concerto di Giorgio Canali e dei Rossofuoco è sempre un’esperienza tra il lisergico, l’apotropaico e il catartico. E l’incameramento di altre energie di varia natura.

Perché, come si è spinto ad asserire una persona che conosco, Giorgio Canali è forse il cantautore migliore che l’Italia abbia mai avuto. Io prendo la sua affermazione e la trasformo in altro: Giorgio Canali è il cantautore più genuino e coerente che l’Italia abbia mai coccolato e bistrattato. Perché dopo anni e anni non ha mai fatto un passo indietro, perché sa di perpetrare una battaglia persa, ma se ne sbatte il cazzo. E noi sappiamo che quel che canta, che urla, che è bersaglio delle sue animalesche divine imprecazioni, è reale e rispecchia una parte che ciascuno di noi ha. Se dite che non è vero, è semplicemente perché cercate disperatamente di nasconderlo a voi stessi.

Ma un live di Giorgio Canali è un’esperienza collettiva meravigliosa: parte il pogo, lui divertito e infastidito al microfono dice “Che cazzo pogate? Il pogo è la morte del Rock n’ Roll. Il rock n’ Roll è una questione di testa, non di pogo, D** ***e. Il pogo non è più di moda. Pogate nel bagno, non qui”.

giorgio canali in media rex

Giorgio Canali è quello che ci mette il cuore e il fegato (anche alcoolicamente parlando), quello che ti fa divertire come una bestia e che ti piazza delle coltellate al fianco senza curarsene. È un’ora e mezza buona di canzoni di merda con la pioggia dentro, che nell’accezione canaliana è goduria, catarsi e autoflagellazione all’unisono.

Giorgio Canali è quello che non sa dove sia il banchetto del merchandising, quello che quando gli fai i complimenti per il concerto e per la musica, ti risponde frustrato e con rassegnazione (ma anche con una certa soddisfazione, sotto sotto) “E me li merito tutti, ‘sti complimenti”. E giù di menzione divina coniugata con fauna terrestre.

Il concerto di Giorgio Canali al Locomotiv, a Bologna, praticamente in casa, è stato questo, un concerto tra amici, conoscenti, in un’atmosfera dove tutto è comune: gioia, frustrazioni, catarsi. E un sacco di brindisi.

giorgio canali in media rex

E la goduria di spendere tutti i tuoi soldi non al bancone del bar, ma al banchetto del merchandising per comprare i suoi album perché è l’obolo tributario che vuoi e godi a dare a lui. Perché Giorgio Canali è il cantautore più genuino e coerente che l’Italia ha avuto negli ultimi 30 anni. E anche di più.

Fatevi fottere (cit.).

Andrea Mariano

About Andrea Mariano

Prigioniero degli anni ‘90, da tempo il soggetto in esame sfrutta il prodigio demoniaco chiamato internet per poter sproloquiare di ciò che lo appassiona e di ciò che lo cruccia, il tutto indossando camicia a quadri, Levi's 501 e Dr. Martens. Ha svolto tutto ciò su SpazioRock.it dal 199... dal 2010 al 2016. Ora è qui (ma va?). Odora leggermente di cavolo (cit. Theme Hospital)

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