Guido Catalano e Dente: Quando la poesia incontra il cantautorato

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“-Ti ho fatto una cassetta con le canzoni d’amore, tieni
– Voglio dei fiori, non le canzoni d’amore
– Ma c’è anche Elton John
– Me ne sbatto, io voglio i fiori.”

Prendete una sera d’estate. Aggiungete un bel parco, tanta gente, la musica… Cosa si potrebbe volere di più? Niente? Sicuri? E se aggiungessimo una sana dose di poesia? Ancora meglio, no? Se poi la musica la scrive Dente, le poesie Guido Catalano e il parco è quello di Villa Tittoni a Desio, direi che la serata ha tutto quello che serve.

Leggendo vari articoli prima della serata mi rendo conto che lo spettacolo diretto da Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale “Contemporaneamente Insieme” sembra essere uno spettacolo diverso dal solito, non la classica serata di lettura di poesie e non un normale concerto. La cosa mi incuriosisce, anche se non so bene cosa aspettarmi. Conosco abbastanza bene Guido Catalano, mi piacciono le sue poesie e impazzisco per la sua erre terribilmente moscia, di Dente invece conosco solo l’intervista durante il programma Brunori Sa e non so cosa potrebbero aver preparato insieme. Arrivo al parco in anticipo e riesco a trovare un posto in prima fila.

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Sulla mia sedia c’è una cartolina con la locandina dell’evento e sul retro una parte in bianco su cui scrivere una dichiarazione d’amore a chi si vuole. Ce n’è una su ogni sedia, il che mi fa pensare che lo spettacolo viri verso una classica menata melensa sull’amore. Spero davvero di no, comunque scrivo la mia, che è tutto fuorché una cosa romantica, e dopo pochi minuti la serata comincia.

Per primo sale sul palco Dente e subito dopo la prima canzone arriva anche Guido Catalano. Da qui inizia un susseguirsi di musica e parole, poesia e cabaret e per fortuna le mie paure spariscono subito, non c’è niente di eccessivamente romantico o convenzionale. Le poesie di Catalano sono quasi irriverenti, fanno sorridere, sono un connubio di parolacce e parole dolci, le canzoni di Dente ti fanno riscoprire la dolcezza delle piccole cose, senza il bisogno di troppi fronzoli. Per farvi un’idea migliore di quello di cui sto parlando vi consiglio di leggere “Canzoni, Margherite e Zirconi” e di ascoltare “Vieni a Vivere”, vi renderete conto della leggerezza con cui è trascorsa tutta la serata.

Alle poesie e alle canzoni si aggiungono dialoghi, alcuni dal vivo in cui anche Dente sfoggia la sua vena umoristica, nonostante sembri il più serio tra i due, e alcuni registrati, a cui partecipa anche Lodo Guenzi. La serata continua tra risate e momenti di riflessione.

Arriva anche il momento di scoprire a cosa servivano le cartoline con le dichiarazioni d’amore: ognuno di noi deve lanciare la propria in aria per farla arrivare ad un perfetto sconosciuto. Mi dispiace per chiunque abbia ricevuto la mia, si è beccato un tenerissimo “Avrei tante cose da dirti, ma me ne viene solo una, …” (il finale ve lo lascio immaginare). Che volete che vi dica, sono leggermente allergica all’amore.

La serata volge al termine, Catalano e Dente ringraziano il pubblico e invece di sparire dietro al palco scendono per firmare gli autografi. Sono molto gentili e disponibili e approfitto anche io, facendomi firmare l’agendina di Brunori Sas, che Guido Catalano ha apprezzato parecchio. Chissà se ne farà fare anche lui una simile, con in copertina una sua poesia… nel caso mi prenderò io il merito.

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
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Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.

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