I regaz dopo Sanremo, ovvero Lo Stato Sociale a Carroponte

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Tanta preoccupazione per nulla, perché se sei “Una vita in vacanza”, alla fine torni a urlare “Mi sono rotto il cazzo”. E capisci di essere sempre quello di un tempo.

Ebbene sì, lo ammetto, sono anche io una fan de Lo Stato Sociale. E non di quelle dell’ultimo minuto! Considerate che io e il mio ragazzo ci siamo innamorati cantando “Sono Così Indie” in macchina in piena notte passando su una pista ciclabile in costruzione, la prima canzone che lui mi ha dedicato è stata “Te Per Canzone Una Scritto Ho” e da quando siamo a Milano li abbiamo visti tre volte dal vivo. Ecco, ora che avete un quadro abbastanza chiaro, immaginate lo stupore nel sentirgli dire “Sì, è vero, andiamo a Sanremo”.

Ci siamo sentiti tutti un po’delusi, un po’ traditi da quei cinque per cui la rivoluzione non sarebbe passata in tv. Ma abbiamo deciso di sostenerli comunque e forzarci a guardare Sanremo. La canzone è bella, i regaz portano una ventata di aria nuova al festival e arrivano secondi, convincendo tutti.

Qualche giorno dopo fanno ai fan il regalo più bello, un nuovo tour estivo! L’8 giugno al Carroponte ovviamente non può che essere una tappa obbligatoria della mia estate. Ma da febbraio a giugno succede qualcosa. Tanto, troppo interesse mediatico. “Una Vita In Vacanza” passa in radio ogni cinque minuti, Lodo conduce il concertone del primo maggio con Ambra Angiolini, si vocifera addirittura di una sua partecipazione come giudice a X Factor (smentita subito, per fortuna) e su internet spuntano come funghi video di una vita in vacanza versione ballo di gruppo da villaggio turistico, che i ragazzi condividono divertiti sui social. Un po’ troppo per i fan di una vita, cominciamo ad essere preoccupati che i nostri beniamini siano cambiati, che si siano fatti prendere un po’troppo dalla fama. Ma abbiamo un banco di prova per essere smentiti, il nuovo tour.

Ed è così che arriva l’8 giugno, la primissima data.

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Il Carroponte è una di quelle location belle, in cui anche se arrivi tardi riesci a trovare un buon posto dove goderti al meglio il concerto. C’è un venticello leggero e la pioggia prevista non si è fatta vedere, è un buon inizio di serata. Mi guardo un po’intorno: nel pubblico tante mamme con bimbi al seguito, chissà come si svolgerà questa serata. Qualche momento di attesa è finalmente eccoli li, i ragazzi de Lo Stato Sociale salgono sul palco e tutti cominciano a saltare sulle note di “Mi Sono Rotto Il Cazzo”, ottima scelta come prima canzone. Lodo alterna canzoni e monologhi, interrompe “In Due È Amore, In Tre È Una Festa” per parlare di Salvini, l’unico insieme alla sua compagna che a Sanremo è rimasto impassibile durante la loro esibizione, Bebo chiede di non usare i cellulari per un attimo e di festeggiare, dedicando “Sono Così Indie” ai cinque operai della Fiat di Pomigliano d’Arco, licenziati per aver partecipato ad una manifestazione e non ancora reintegrati nel loro posto di lavoro, nonostante il licenziamento sia risultato illegittimo. Cantiamo tutti insieme canzoni nuove e canzoni che non sentivamo da tanto, come “Te Per Canzone Una Scritto Ho” e “Seggiovia Sull’Oceano”, Carota delizia il pubblico al piano con “Fare Mattina” e “Niente Di Speciale”.

Il concerto va avanti e approfitto di un paio di mosh pit per andare ancora più avanti tra la folla. Ormai sono vicina alle transenne. I ragazzi sono scatenati, anche Checco salta e balla nonostante il braccio rotto. Si passa da momenti leggeri come il karaoke medley e la gara di resistenza in eri più bella come ipotesi, in cui abbiamo cantato per cinque minuti “Bruciare Sempre, Spegnersi Mai” a momenti più seri, “Abbiamo Vinto La Guerra” viene dedicata alla memoria di Federico Aldrovandi e ai cittadini di Taranto, sede dell’Ilva. Il pubblico è scatenato, saltiamo come pazzi, rischiamo di cadere diverse volte, il caldo diventa quasi insopportabile, ma non ci interessa, i regaz sono rimasti quelli di sempre, genuini e sinceri, divertenti e incazzati e vogliamo condividere con loro il turbinio di emozioni che ci stanno regalando. Mi chiedo dove siano finite le mamme con i bimbi in questo momento, staranno pogando anche loro? Chissà. Intanto Bebo, Carota e Albi si buttano su di noi, balliamo, urliamo e cantiamo tutti insieme. Il concerto si avvicina alla fine con l’ultimo intervento di Lodo che ci ricorda che dobbiamo essere sempre noi stessi senza farci condizionare da chi vuole cambiarci e ci saluta con “Io, Te e Carlo Marx”, la tanto attesa “Una Vita In Vacanza” (e se ve lo state chiedendo si, ho ballato e cantato anche quella) e “Cromosomi”. Andiamo via dal concerto dopo due ore intensissime, che avremmo voluto non finissero mai.

È bello vedere che nonostante tutto quello che hanno vissuto in questi mesi i ragazzi siano rimasti quelli di sempre, che la fama non li ha cambiati e che continuano a fare quello che fanno per passione e per chi li segue.

Insomma, ci siamo preoccupati per nulla.

Giada Corneli

Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.
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About Giada Corneli

Non ho mai abbastanza tempo, ma per far cosa poi? Eternamente in bilico tra quello che sono e quello che vorrei essere. Dormo poco, sogno troppo, mangio abbastanza.

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