Cambiano i Governi, ma I Ministri sono sempre gli stessi

fonte: wilditaly.it

“I nuovi album, i nuovi palchi, i nuovi componenti non snaturano l’essenza dei Ministri”

 

Dalle esibizioni negli storici locali della Roma periferica come il caro amato Traffic Club o il compianto Circolo degli Artisti, si è pian piano arrivati al palco della Sala B di RaiRadio2: decisamente un bel salto di qualità per i Ministri. I ragazzi di Milano però, nonostante l’acquisita notorietà, hanno mantenuto sempre ferme le loro idee di musica, componendo di volta in volta brani in grado di raccontare paure, insicurezze, passioni di noi tutti.
Quello di ieri sera è stato un live atipico, senza i soliti mosh-pit e senza il consueto crowdsurfing di Davide “Divi” Autelitano; un live in cui si è ripercorsa l’intera discografia ministrica, partendo da brani più datati come “I nostri uomini ti vedono”, passando per “Comunque” ed arrivando alla più recente “Tienimi che ci perdiamo”. Ciò che pare accomunare però ogni singola esibizione dal vivo è il sudore di Dragogna. Ma da dove tira fuori tutti quei liquidi? Probabilmente finirà per il sudare sangue pur di buttare fuori roba dall’epidermide.

Tra una schitarrata, una chiacchiera e qualche risata, c’è stato persino tempo di mettere alla prova l’equilibrio di Divi, autore di un mezzo capitombolo sulle spie presenti sul palco. Un tentativo di “Sabotaggio”, per restare in tema Ministri, di quella che è stata una emozionante esibizione semi-acustica, la quale meriterebbe di essere ripetuta e portata in giro per lo Stivale, magari nei teatri, così da completare la scalata dei palchi capitolini fino all’Auditorium – Parco della Musica. Ma se a cambiare nel tempo sono state le venue, lo stesso non si può dire dei Tre (Divi, Fede, Michele) + Uno (Marco Ulcigrai). Passano gli anni, ma loro rimangono umili, cordiali e disponibili, regalando abbracci, foto e sorrisi ai pochi fortunati spettatori del live. L’ultimo lavoro “Fidatevi” (che abbiamo recensito in un episodio della nostra rubrica “Dischi che Escono) sembrava essere una richiesta di comprensione a chi ne ha trascorse di ore con in sottofondo le canzoni dei Ministri, una comprensione dettata dal tentativo di adeguarsi allo scorrere del tempo. Perché sì, anche gli artisti invecchiano, ed ormai i 30 loro li hanno passati anche loro. Incombe la maturità, quella musicale. Ma visti i risultati ottenuti, quella è stata sicuramente precoce in questo caso.

Le belle parole, sono poi condite dalle belle sorprese, com’è quella del sudoso Dragogna: “A breve uscirà un inedito, una roba che ci è avanzata.” Bene, anche gli scarti fanno brodo. Anzi sono la parte migliore della pietanza. Ed ora attendiamo con ansia Villa Ada, con la consapevolezza che sarà come la prima volta

Ci vediamo il 29 giugno!

 

Francesco Benvenuto

Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.
Francesco Benvenuto

About Francesco Benvenuto

Nato improvvisamente nel 1993 in quel di Puglia, si trasferisce precocemente nella Capitale, dove studia fino a diventare aspirante laureato. Alla costante ricerca di passioni da coltivare, è giunto al punto di pensare che la sua prima passione sia “ricercare passioni”. Fiero possessore di un album autografato degli Eiffel 65. Scrive di altri, perchè non in grado di parlare di se stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *