Tesseract, BTBAM e Plini live a Parma

Djent, progressive metal e prosciutto crudo DOP nella periferia emiliana

Per il loro tour europeo di Sonder, i Tesseract hanno scelto Parma per la data italiana. Molto probabilmente per vedere con i loro occhi Gervinho e Ciciretti al Tardini, del resto come dar loro torto. Comunque sia io ci sono andato come inviato speciale di IMR (speciale perchè mi sono pagato tutto io da solo).  Nonostante le bestemmie che riecheggiano ancora nell’aria per la scelta del luogo non proprio comodissimo da raggiungere, il Campus Industry Music registra un sold-out.

Il locale è carino, abbastanza spazioso e ben organizzato per eventi del genere. Punti bonus per i bagni immediatamente vicini al palco, perchè non si sa mai un assolo fatto male o una nota steccata dal cantante possano suscitare qualche stimolo particolare. (NOTA: provare a vedere un concerto di Sfera Ebbasta da li dentro in periodo di stitichezza). Tralasciando il fatto che sono ancora incazzato per il fatto che mi hanno ciulato il gatorade all’ingresso (storia lunga) l’organizzazione è stata meticolosa, gli orari tutti rispettati alla perfezione e il flusso di gente è stato gestito in maniera tutto sommato impeccabile.

19.30: Bastano due note di Plini,  che si presenta come uno dei più apprezzati musicisti emergenti nella scena prog-metal strumentale a scaldare l’atmosfera e rendere entusiasta il pubblico, tant’è che dopo il secondo pezzo lui se ne esce con la solita frase da leccaculo: “You guys are the best crowd of this tour so far” – o qualcosa del genere. Ho apprezzato particolarmente l’assolo di Jake Howsam Lowe su “Flaneaur“, dove ha dimostrato una tecnica sopraffina e un sound magnifico, che da chitarrista povero (e scarso) non ho potuto far altro che invidiare tantissimo.  Niente da dire alla band se non complimenti per l’esecuzione perfetta sotto ogni punto di vista.

20.30 I Between the Buried and Me partono subito con “The Proverbial Bellow”, estratto dall’ultimo album, e ci mettono pochissimo a mandare in confusione chi non li conosce, roba che a metà del pezzo c’era chi credeva che avessero già fatto 3 canzoni diverse (dura 13 minuti). Esecuzione magistrale di ogni brano, degno della loro fama e delle loro capacità dal vivo, ma un po’ rovinata da un mix non proprio impeccabile che sacrificava la voce. A parte le canzoni prese dagli ultimi album, fanno solo “Sun of nothing” del loro lavoro di maggior successo “Colors”. Sulle note di “Voice of Trespass” chiudono una performance sensazionale, coinvolgendo e facendo scatenare tutto il pubblico. Inutile il mio tentativo di chiedere un encore, anche perchè ero l’unico stronzo lì in mezzo a farlo.

21.30 I Tesseract entrano sul palco con “Luminary” sfoggiando sin da subito una grinta e una cattiveria unica. Chitarre e basso con un sound molto tagliente, batteria metronomica e soprattutto voce magnifica. Daniel Tompkins si fa carico del gruppo e sfoggia una prestazione assolutamente fantastica, con una presenza scenica da fare invidia a qualsiasi frontman del genere. Molto bello e toccante il momento, prima di fare “Survival“, in cui Dan Tompkins ringrazia il pubblico e con gli occhi dritti verso la telecamera dedica il brano al suo piccolo figlioletto che in quel giorno compiva 2 anni. L’unica piccola nota di demerito c’è sulle canzoni prese da “Altered State”, rese difficili da eseguire e da riarrangiare a causa del fatto di essere state scritte per un altro vocalist. Miglior brano secondo il sottoscritto è stato “King“, che è già fantastico in versione studio, ma live rende 10 volte tanto. Dopo un concerto a dir poco fenomenale il gruppo saluta il pubblico con “Concealing Fate pt.1 – Acceptance”, lasciando i fan in preda a un DJ set molto discutibile che fa partire Bleed dei Meshuggah con qualche tentativo di “mashup” con canzoni che c’entravano meno di nulla, tant’è che il dj si prende anche gli insulti e gli sfottò della band sui social.

Per concludere è stato un ottimo concerto, consiglio vivamente a chi piace il genere o simili di cercare di intercettare queste band da qualche parte. Le tre band in scaletta si sono dimostrate all’altezza di performance impeccabili dal vivo, cosa da non dare mai troppo per scontato malgrado la loro sempre crescente fama.

Ma soprattutto tu, stronzo che ti sei fottuto il mio Gatorade, spero trovi casa tua svaligiata dagli amici poco raccomandabili di Amato Ciciretti.

Setlist Plini:

  1. Cascade
  2. Kind
  3. Flaneaur
  4. Sunhead
  5. Paper Moon

Setlist BTBAM:

  1. The Proverbial Bellow
  2. The Coma Machine
  3. Dim Ignition
  4. Millions
  5. Sun of Nothing
  6. Voice of Trespass

Setlist Tesseract:

  1. Luminary
  2. Of Mind – Nocturne
  3. Concealing Fate, Part 2: Deception
  4. Concealing Fate, Part 3: The Impossible
  5. Survival
  6. Dystopia
  7. Hexes
  8. Phoenix
  9. Juno
  10. Smile
  11. Of Matter – Proxy
  12. Of Matter – Retrospect
  13. King
  14. Concealing Fate pt.1 – Acceptance

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *