Dischi Che Escono – 03/12/2018

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Dieci dischi da ascoltare mentre si guardano con invidia e sdegno quelli che hanno già fatto l’albero (26/11/2018 – 02/12/2018)


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The 1975
A brief inquiry into online relationships

Istigazioni al suicidio, Dirty Hit

L’highlight
I lavori di ristrutturazione al piano di sopra

Per chi apprezza
L’indie pop dei più orrendi ed esecrabili

Di online relationships fra i 1975 e ragazze alternative ne ho viste a pacchi, fra stories con Instagram Music e bacheche di Facebook. Mi ricordo quando ancora loro si spacciavano come una band rock, a tratti: oggi quelle tre note di chitarra e di basso sono state definitivamente lasciate nell’indifferenziato e quel che rimane è praticamente un elenco puntato della pochezza dell’indie pop, una raccolta di alcune delle nauseanti svolazzate di sintetizzatori che tanto funestano questo genere. TOOTIMETOOTIMETOOTIME se avesse il testo in napoletano potrebbe benissimo essere una canzone di Liberato, per capirci. A confronto gli Imagine Dragons sono meno patinati e in definitiva più piacevoli, per capirci ancora meglio. – Riccardo Coppola


Clean Bandit
What Is Love?

Dance, Atlantic

L’highlight
Baby Don’t Hurt Me

Per chi apprezza
No More

In mezzo alle porcate che il Discover Weekly continua a propinarmi mi sono testé trovato questo glorioso “What Is Love?”, non una riedizione ampliata del singolo di Haddaway (e magari lo fosse stato) ma un contenitore delle hit di quella catastrofe che risponde al nome di Clean Bandit. Solito leit-motiv: sfilza infinita di featuring, da Rita Ora a Ellie Goulding, da Demi Lovato a un riesumato Craig David, impegnati in una dance che – a differenza di quella di altri producer – ha peraltro un sapore orrendamente stanco e demodé. Minus assoluto il fatto che questo tipo di release riporti in auge successoni che tutti vorremmo dimenticare: è un attimo e infatti Rockabye è di nuovo nelle nuove uscite su Spotify. Si salvi chi può. – Riccardo Coppola


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Gazzelle
Punk

Indie, Maciste

L’highlight
Punk

Per chi apprezza
Mariello Prapapappo. E il cazzo

Ascoltando il nuovo disco di Gazzelle, ho avuto un terribile ed indecifrato deja vu. Mi sono portato il fastidioso dubbio per tutta la domenica, ben oltre il posticipo della serata e la birra di routine. Poi, a notte fonda, l’illuminazione. Ho preso una foto di Vladimir Luxuria ai festini di Marrazzo, sono andato davanti allo specchio e mi sono tirato giù le braghe. E, finalmente, ecco che la mela della rivelazione mi cadde sulla zucca. Sto cazzone indie è esattamente come il mio pene nel più morfeico dei riposi, moscio come la erre di Maria De Filippi, di altezza pari a un Puffo, che nonostante la sua carenza di sodezza e vigoria fa bagnare pacchi di ragazzine alla sola vista. Voilà, anche questo mistero è risolto. A voi la linea. – Giulio Beneventi


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Carl Brave
Notti Brave (After)

Rap, Universal

L’highlight
Termini

Per chi apprezza
I rigori alla Di Biagio. E le bire

Sciabolata morbida, non va. Carletto Brave sfiora il vantaggio sulla scena indie in stato comatoso ma butta in tribuna il gol vittoria facile facile, come un Borini cresciuto coi poster di Destro attaccati alle pareti. Non c’è comunque da stupirsi. il titolo, del resto, era già tutto un programma: un after, per l’appunto, abbastanza smorto, che vive dei bagordi dei precedenti (bei) momenti di musica. Ma sì dai, speriamo che il prossimo weekend vada mejo. Bella regà. Beviamoci su ancora tre bire. – Giulio Beneventi


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Mark Ronson ft. Miley Cyrus
Nothing Breaks Like a Heart (Singolo)

Pop, Sony

L’highlight
Il finale del video

Per chi apprezza
I cambiamenti

Mark Ronson, a soli 2 mesi dall’uscita di Electricity con Dua Lipa, ne sforna un’altra: questa volta in collaborazione con Miley Cyrus, che appare nuovamente sugli schermi dopo essersi presa una lunga pausa dai riflettori. La canzone è coerente con l’ultimo album di Miley, totalmente in stile country-pop: il testo, insieme al suo video ufficiale che pare essere una critica agli americani, sembra la versione adulta di “Party in the U.S.A”, pubblicata una decina di anni fa. Questa volta niente coriandoli per la bandiera a stelle e strisce. – Joy Musaj


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Ex:Re
Ex:Re

Depressive Pop, 4AD

L’highlight
Liar

Per chi apprezza
La femminile inconsolabilità

“Romance,” il primo singolo da solista di Elena Tonra, oltre a essere piovuto pressoché dal nulla a spezzare il lunghissimo silenzio attorno ai Daughter, mi aveva tanto stupito e acchiappato con il suo andamento elettro-sexy da farmi supporre un deciso cambiamento di rotta della disperata musicista britannica rispetto al suo main act. E invece no: Elena continua a biascicare fiumi di delusioni e tristezze inenarrabili su un indie dal tratto immutato e inconfondibile, soltanto a tratti un po’ più raw e meno stratificato del solito. Solo ed esclusivamente grasso che cola, in ogni caso: se mi avessero annunciato un Daughter 3, anche riveduto e parziale, l’avrei considerato un fantastico regalo di Natale. E così è dunque questo Ex:Re, con le sue paturnie inconsolabili e con quella stupenda voce che riesce a spegnersi e riaccendersi a intermittenza nei suoi talvolta casuali flussi di coscienza, assicurando significative serie di brividi. – Riccardo Coppola


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Marco Mengoni
Atlantico

Pop, Sony Music

L’highlight
… Eh?

Per chi apprezza
I boscaioli con le occhiaie

No, non è lui. Non può essere. La sua trasformazione in taglialegna depresso è impressionante. Bah. Fatto sta che la debacle di Mangoni Mengoni è impressionante. Disco scialbo, non c’è nemmeno un brano che dia fastidio, il che è ancora peggio: se è brutto, un album, almeno, suscita sentimenti deplorevoli. Qui nulla. Il vuoto. Siderale, per di più. – Andrea Mariano


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Raffaella Carrà
Ogni Volta Che È Natale

Musica Natalizia, Sony Music

L’highlight
Merry Christmas Everyone

Per chi apprezza
La Befana e il 6 Gennaio

La Carrà ci seppellirà tutti quanti. Intanto, anticipa il 6 gennaio e arriva ora, con un disco di Natale. Della serie “Non so cosa fare, lo fanno tutti, facciamolo”. Bucio di culo e palline da quattro, si dice dalle mie raffinatissime parti. Una poltiglia indefessa di porcate natalizie, e non stiamo parlando del dopocenone della Vigilia. Ma Raffaella non si discute. Forse. Non lo so. Ti prego, Raffa, non portarmi il carbone. Sono un bimbo buono, dopotutto. Forse. Non lo so. No, sono cattivo: hai cantato una delle peggiori interpretazioni di Halleluja. Severo, ma giusto, scusami. Feliz Navidad. E buon 6 gennaio. – Andrea Mariano


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Rhapsody of Fire
The Legend Goes On (Singolo)

Power Metal, AFM Records

L’highlight
Giacomo Voli

Per chi apprezza
Ammazzare draghi con fare tamarro

Ci sono, ci sono ancora. Smembrati, mutilati, ricomposti. I Rhapsody Of Fire, però, resistono. Band completamente rinnovata dopo che Leoni e company hanno fattio ciao ciao con la manina (e il dito medio) per impelagarsi nel tour d’addio-non-d’addio. I nuovi Rhapsody Of Fire riprendono la tamarraggine, la elevano e la modellano su Giacomo Voli, ragazzo che non strilla e basta, ma che può dare tanto a questa nuova incarnazione. Poi, vabbé, siamo cinici: il Power Metal non ha più molto da dire che non sia stato già detto e fatto. Ma svegliarsi dal torpore, con la leggenda che continua ad andare avanti, fa diventare turgido anche il broccolo bollito della mensa dell’ospizio. Meraviglia. – Andrea Mariano


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Costiera
Rincorsa

Pop, Futura Dischi

L’highlight
Mai stati in Serie A

Per chi apprezza
i pulsanti luminosi della drum machine

Quando ascolto qualcosa di nuovo mi piace scrivere senza pensare troppo alle parole, perché una riceva eccessivamente complessa delle parole farebbe venir meno la spontaneità del giudizio. E allora eccomi qui a parlare dei Costiera, un trio dalle campane origini uscito con l’album di debutto, Rincorsa. Si tratta dell’ennesimo pop dance all’italiana, molto vicino a quello degli Ex-Otago e pieno zeppo di tratti elettronici, mai noiosi e spesso coinvolgenti. Rincorsa è un insieme di nove tracce nelle quali trova ampio spazio la voglia di raccontare, a mo’ cantautoriale, le tante corse della vita che sembra non lasciarci mai un attimo di tranquillità. Mai Stati in Serie A ad esempio parla di tutto tranne che di calcio, parla di un infinito viaggio dalla campagna alla città di treni e continue ricerche, di cosa però non si sa. Partiamo anche noi allora, lasciandoci alle spalle ogni pregiudizio verso chi continua a proporre una musica che tira, che acchiappa: i Costiera hanno fatto un buon esordio. – Francesco Benvenuto

Il Branco

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Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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