Dischi Che Escono – 05/02/2019

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Dieci tra singoli e dischi da ascoltare mentre si è in coda al CAF a fare i magheggi per il reddito di cittadinanza (28/01/2019 – 04/02/2019)


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Afterhours
Noi Siamo Afterhours

Alternative Rock, Universal

L’highlight
Strategie suonata velocissima per levarsela dal cazzo il prima possibile

Per chi apprezza
le celebrazioni fuori contesto

Non perché gli Afterhours non debbano festeggiare e omaggiare la propria carriera, anzi. Manuel Agnelli ne ha tutto il diritto di vantarsi. Ma il Forum di Assago non è un luogo adatto. Almeno, per la resa su disco. Sembra abbiano suonato in un club un po’ più grande del solito. Tutto qua. Pregio e difetto all’unisono. Scaletta della Madonna, esecuzione sporca, forse nemmeno troppo ritoccata in post-produzione. Qua e là l’interpretazione non sembra così incazzata come altre volte. Sarà la tensione, saranno molte cose. Per collezionisti e aficionados estremi. Per chi vuole scoprire per bene gli Afterhours, invece, consiglio di partire pian pianino dalle produzioni in studi, dagli Anni ’90 fino alla metà dei 2000, poi Sondare il terreno degli ultimi 10 anni e, infine, scoprire come fossero agli inizi, quando parevano gli Afghan Whigs trapiantati in una cantina del Nord Italia. – Andrea Mariano


The Cranberries
All Over Now (Singolo)

Pop, Curtain Call Limited

L’highlight
capire che sarebbe stato un discreto ritorno della band

Per chi apprezza
essere garbatamente necrofilo

Dolores, o mamma mia che Dolores. In tutti i sensi. Perché il singolo che anticipa l’ultimo (in tutti sensi) album dei The Cranberries fa annusare che di discreta carne sul fuoco ce n’è. Buon tiro, non una botta come ai tempi di “Promises”, ma nessuno l’avrebbe voluto. Vorremmo solo che Dolores fosse ancora con i suoi compagni, a provare e a decidere quali e quante date programmare per il prossimo tour. Un buon antipasto dell’imminente, ultimo disco della band. Vedremo se ci sarà da rimpiangere qualcosa. Qualcuna, intanto, già la rimpiangiamo. – Andrea Mariano


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Adriano Celentano
Adrian (Soundtrack)

Musica d’autore, Clan Celentano

L’highlight
Benny Benassi (non sto scherzando)

Per chi apprezza
prendere cazzotti dal Kenshiro italianoe

La serie animata continua a far parlare di sé. Se non altro per l’aclimax di ascolti, di settimana in settimana sempre più basso, quasi quanto quello della replica del TGR trasmessa alle 2 di notte. Spunta la colonna sonora, ovviamente. I successi di Adriano, due remix di Benny Benassi, vere gemme. No, non vi sto prendendo per il culo. C’è un secondo CD, giusto per dare senso alla colonna sonora scritta appositamente per lo show da Nicola Piovani. Movimenti modellati su personaggi e passaggi cardine (forse). Di certo l’intero pacchetto è meglio delle animazioni di “Adrian”. THAT FACE (cit.). – Andrea Mariano


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Massimo Volume
Il Nuotatore

Alternative Rock, 42 Records

L’highlight
La ditta dell’acqua minerale

Per chi apprezza
la Musica impegnata

I Massimo volume non sono mai stati di facile approccio. Men che meno, con il passare del tempo, accennano ad addolcirsi. Forse negli arrangiamenti, ma neppure: il loro punto di forza è sempre stato mettere la musica al servizio delle parole, non il contrario. Un tappeto graffiato, una lacerazione lasciata in bella vista, per ricordarsi, per ricordare. Non un disco per tutto, come non lo sono stati mai i precedenti. Per chi saprà apprezzare, un grande ritorno, una grande conferma. Un ritrovare amici di vecchia data. – Andrea Mariano


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Children of Bodom
This Road (Singolo)

Melodic Death Metal, Nuclear Blast

L’highlight
tornare ad avere 18 anni

Per chi apprezza
la staticità che dona conforto

Ammetto candidamente che ho sempre apprezzato i Children Of Bodom e quel folletto di Alexi. Ammetto altrettanto candidamente di non aver più ascoltato pubblicazioni nuove degli scandinavi (e per nuove intendo dal 2009 in poi). Esce “This Road”, torna l’Andrea degli ultimi due anni di scuole superiori, quando la “musica potente” era costituita da loro, dai Limp Bizkit e gli Opeth erano considerati i figli del diavolo (e per questo ammalianti). Voce più scura, e grazie a ‘sta ceppa, d’altronde gli anni passano per tutti. “This Road” non è nulla di eclatante: solite armonizzazioni, soliti stop-and-go, ma è bello scapocciare il lunedì mattina mentre si va a scuol… mentre si va in ufficio. Con qualche etto di capelli in meno, ma è sempre bello. – Andrea Mariano


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Soen
Lotus

Prog Rock, InsideOut

L’highlight
L’assolo sulla title track

Per chi apprezza
Ricredersi

Confesso di avere affrontato questo disco dei Soen con un coefficiente di prevenzione spropositato: la band dell’ex batterista degli Opeth Martin Lopez, infatti, non mi si era mai mostrata quale valida alternativa ad una quarantina abbondante di similissime band prog rock che devono fondamentalmente ai Tool la loro esistenza. Lotus non stravolge il sound della band ma sicuramente lo affina, dimostrando che in fondo bastavano pochi aggiustamenti, delle chitarre meno ossessivamente ripetitive, un paio di note in più toccato dalla voce del frontman, per raggiungere livelli di qualità decisamente alti. E bravi Soen: approfitterò dei prossimi ascolti per capire se River è un pezzone o un b-side dei moderni Disturbed. Tutto il resto è inattaccabile. – Riccardo Coppola


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Within Temptation
Resist

Pop Metal, Universal

L’highlight
Quella specie di Daredevil in copertina

Per chi apprezza
Non ricredersi

Confesso di avere affrontato questo disco dei Within Temptationcon un coefficiente di prevenzione spropositato: la band olandese guidata dalla metal-milf Sharon Den Adel era da anni un ensemble di fantasmi di un genere morto e sepolto assieme agli Evanescence, solo un po’ più cattivo. Eppure, per qualche ragione, hanno sempre continuato a vendere, e pure tanto: questo Resist esce per Universal e proprio per abbracciare ancora più pubblico i tulipani hanno deciso di coniugare le loro pacchianate sinfoniche con un guitarwork essenzialmente djent (!) e con un macello di pop alla Amaranthe (!!). Il risultato è una devastazione del buon gusto, con risultati simili – stilisticamente parlando – a quelli dei Children of Bodom che facevano le cover di Umbrella. – Riccardo Coppola


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Frenetik&Orang3
Zerosei

Rap, Asian Fake

L’highlight
Giornate Vuote

Per chi apprezza
il rap fatto come Cristo domanda

La mia impermeabilità verso il rap è risaputa. Il problema? La causa? Non tanto chiusura mentale, quanto piuttosto un accumularsi di merda difficile da spalare. Fedez non è rap, forse, ma viene da lì, e oramai è inenarrabile. Stessa cosa J-Ax, anche se in quest’ultimo caso ogni tanto un barlume di dignità ancora risplende. Ecco qui Zerosei, di Frenetik&Orang3. Non ho idea di chi diavolo siano, ma hanno realizzato un disco pieno zeppo di collaborazioni (Narcos, Carl Brave x Franco 126, Achille Lauro e una miriade di altri) davvero apprezzabile. Ma vaffanculo: m’è piaciuto. Lo dico anche con un certo orgoglio. E devo forse anche ringraziare “Zerosei”: è studiato bene, ha un flow per nulla banale, testi scritti ottimamente e con un senso logico. Non fa vomitare, si fa ascoltare, si fa apprezzare. Un climax di apprezzamento da parte mia inaspettato. Bella fratè. – Andrea Mariano


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Queensryche
Dark Reverie (Singolo)

Prog Metal, Nuclear Blast

L’highlight
Le orchestrazioni

Per chi apprezza
I ritardi

Mi ero perso per strada i Queensryche e questo singolone, “Dark Reverie”. Con ritardo lo recupero,
perché il mondo deve sapere che sono ancora in giro. Perché voi dovete sapere che sono ancora in giro (loro così come me stesso medesimo). Con ritardo, ma si deve sapere. Così come si deve sapere una cosa importantissima: è un buon singolo prog metal come ce ne sono altri in giro da anni. Si perde nel marasma, ma quando lo peschi dal torbido e paludoso è un bell’ascoltare. Poi lo ributti in mare, ma intanto hai ascoltato buona musica. Come tanta altra dello stesso genere in giro. A proposito di ritardi: chiedete alla vostra ragazza / compagna / moglie. – Andrea Mariano


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Giulia Be
Too Bad (Singolo)

Pop, Warner

L’highlight
Beh, la copertina

Per chi apprezza
Beh

Beh. Beh Beh Beh. BEH. Che dire. Niente. Gnocca e aperitivo. Un campari spritz, grazie. – Andrea Mariano

Il Branco

Siamo senz'altro scontrosi e antisociali, tuttavia a volte abbiamo degli interessi in comune. E scriviamo a più mani i nostri articoli.
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